ADDIO NON A SORPRESA DI MONICA BORDONI AI CIVICI: LADY 7.156,50€ AL MESE ROMPE CON LATINI E PUNTA A ROMA
Operazione "tabula rasa" del Centro-Destra regionale con ultimatum all’Udc: per accogliere l’ex coordinatrice civica e sedersi al tavolo delle Politiche 2027 serve il divorzio, netto e definitivo, da 17 anni di storia latiniana

https://www.dottromaldini.com/
di Sandro PANGRAZI
In politica, si sa, la goccia che fa traboccare il vaso spesso non è un maremoto, ma una dichiarazione apparentemente innocua.
È bastata una nota dell'uscente Gilberta GIACCHETTI (Presidenza Campana) per spingere Monica BORDONI a dichiarare la "misura colma" e a dare l'addio a Dino LATINI.
Ma dietro lo sfogo via chat, consumato in una domenica di riflessione dopo 17 anni di militanza, non c’è solo la rabbia per una contesa interna: c’è una strategia precisa, un movimento tattico che guarda già oltre i confini osimani.
La rottura come trampolino verso Roma
L’ex Capo di Gabinetto del Presidente dell'Assemblea regionale 2020-2025, con questa mossa che in molti ambienti davano per scontata già da tempo, ha deciso di sfilarsi dal movimento Civico per imboccare una strada nuova.
Il pretesto fornito dalle parole della GIACCHETTI (ma quali?) è servito a chiudere i conti con il passato e a liberare il campo in vista del grande obiettivo: le Politiche 2027.
L'accordo di ferro con il Centro-Destra
Secondo i rumors che corrono veloci tra i corridoi della politica regionale, la manovra non è un salto nel buio.
La BORDONI avrebbe infatti già incassato il via libera dai vertici del Centro-Destra marchigiano: l'unica, ferrea condizione posta dalla coalizione per accoglierla è stata proprio l'abbandono definitivo della barca Latiniana, prontamente eseguito.
Un posizionamento studiato che punta dritto all'Udc, con l'ambizione – neanche troppo velata – di occupare lo spazio probabilmente lasciato libero dal Senatore vicentino Antonio DE POLI, non a caso eletto a Osimo.
BORDONI, nota alle cronache politiche non solo per il suo lungo percorso ma anche e soprattutto per quel discusso doppio emolumento mensile da 7.156,50 euro complessivi (tra Capo di Gabinetto in Regione e nomina a vice Sindaco), si prepara dunque a smettere i panni della "coordinatrice locale" per indossare quelli della candidata nazionale. Un'operazione di maquillage politico che trasforma una lite di condominio in un lancio strategico verso il Parlamento.
Il futuro del "piccolo atomo" civico
Mentre la BORDONI guarda a Roma e alle urne del 2027, Osimo si interroga sull'ennesimo contraccolpo per Dino LATINI.
"Eravamo rimasti un piccolo atomo. Sei riuscita a spezzare anche quello" - ha scritto Monica BORDONI nel suo commiato, lanciando l'ultimo dardo verso la rivale di sempre Gilberta GIACCHETTI.
Ma è proprio sulla tenuta di questo "atomo", ormai in frantumi, che il leader civico dovrà misurarsi nei prossimi mesi facendo tesoro dell'esperienza.
Se la BORDONI ha già pronto il paracadute centrista grazie al placet del Centro-Destra, il movimento Civico si ritrova a dover gestire l'ennesima uscita eccellente, in un clima di perenne campagna elettorale.
Per "Lady 7.156,50€ al mese" il futuro è già scritto sul calendario del 2027; per le liste Civiche, invece, è tempo di contare i danni e capire come sarà possibile ripartire di slancio dopo la certificazione di una fina che sembrerebbe avere, in realtà, l'unico cruccio di essere stata certificata troppo tardi e non di iniziativa del leader.
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Questo il testo integrale diffuso in giornata dalla BORDONI nella chat interna degli attivisti.
"Dopo 17 anni, è tempo di salutare.
Ci sono momenti in cui, per rispetto di sé stessi e dei valori in cui si è sempre creduto, bisogna trovare il coraggio di fermarsi e scegliere una strada diversa.
Le gravi e ingiuste accuse che Gilberta GIACCHETTI ha rivolto nei miei confronti, contenute nel comunicato diffuso ieri agli organi di stampa (vicenda Campana, NdR.), rappresentano per me un punto di non ritorno.
Fa ancora più male constatare che, pur sostenendo oggi le stesse posizioni che io avevo espresso, si continui ad additarmi e a non riconoscermi, bypassando anche il ruolo che ricopro all’interno del movimento Civico.
Un ruolo che può piacere o meno, ma che merita rispetto; così come meritano rispetto le regole, i ruoli e le decisioni politiche assunte.
Sempre condivise preventivamente con Dino.
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In questi anni ho creduto in una politica fatta di confronto, sacrificio, lavoro di squadra e rispetto reciproco.
Continuava però a prevalere una politica fondata sulla ricerca della visibilità personale, sulla diffamazione di chi ha condiviso un percorso comune, sulla bramosia di un like o di un titolo di giornale.
Vedo una continua ricerca di consenso, a Destra e a Sinistra, in funzione di convenienze o percorsi personali, sacrificando quell’identità che, con tanta fatica, stavamo cercando di ricostruire.
Continuare a non sostenere la linea del movimento e, nello stesso tempo, attaccarlo pubblicamente non fa bene al movimento stesso.
Mi rammarica profondamente constatare che questo, ancora oggi, non venga compreso.
Per queste ragioni ritengo che non esistano più le condizioni per continuare a svolgere il ruolo di coordinatrice, né per restare all’interno del movimento Civico.
Quando il singolo viene prima della squadra, quando la visibilità prevale sul rispetto, quando vengono meno la fiducia e la lealtà tra persone che hanno condiviso anni di battaglie, significa che non c’è più nulla da ricomporre.
Dopo 17 anni questa scelta non è semplice.
È una decisione maturata dopo una lunga notte di riflessione, che porto dentro con profonda amarezza.
Il movimento Civico ha rappresentato una parte importante della mia vita.
Ho condiviso idee, progetti, vittorie, sconfitte, entusiasmo e delusioni.
Ho avuto la fortuna di conoscere persone straordinarie, con le quali ho costruito rapporti che conserverò sempre con affetto e gratitudine.
A tutti voi va il mio grazie più sincero.
Porterò ciascuno nel cuore per ciò che abbiamo vissuto insieme, nel bene e nel male.
A Gilberta posso dire soltanto questo: eravamo rimasti un piccolo atomo.
Sei riuscita a spezzare anche quello.
Lascio un simbolo, ma non lascio i valori che hanno sempre guidato il mio impegno: il rispetto, la coerenza, la lealtà e l’amore per la mia città.
Sono valori che continueranno ad accompagnarmi, ovunque mi porterà il mio cammino.
Con commozione auguro sinceramente al movimento Civico il meglio per il suo futuro.
Buona domenica e... ad maiora".
E questa la nota, precedentemente diffusa da Gilberta GIACCHETTI, sull'intricata vicenda Campana.
"Comprendo che il confronto politico faccia parte della vita amministrativa di una città, ma credo sia importante non perdere di vista ciò che davvero rappresenta questa storica istituzione.
L’Istituto Campana non appartiene alla Destra, alla Sinistra o a qualsiasi altra parte politica.
Appartiene alla città di Osimo e, più in generale, alla comunità che da più secoli lo riconosce come un punto di riferimento culturale.
Una volta insediati, dal momento della loro nomina, gli amministratori hanno un importante dovere: operare nell’interesse esclusivo dell’Istituto, amministrandolo con equilibrio, responsabilità e lungimiranza.
Per questo ritengo riduttivo e, in qualche modo, fuorviante interpretare il nuovo Consiglio di amministrazione come l’espressione di una vittoria “della Destra o della Sinistra”.
Un’istituzione culturale di questa importanza merita di essere giudicata per i risultati che saprà conseguire, non per le appartenenze politiche attribuite ai suoi amministratori.
Chi formula critiche dimentica forse che cinque anni fa, quando sedeva in Consiglio comunale, non riuscì a far eleggere il candidato indicato dalla “maggioranza” della minoranza (Simonetta ANTONELLI, NdR.) che venne invece superata dai voti della maggioranza consiliare che elesse (TALIANI DE MARCHIO, NdR.) ovvero il candidato nominato da un altro consigliere che sedeva nei banchi della minoranza (Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI, NdR.).
Per questo credo che sarebbe opportuno evitare letture di parte e riconoscere che simili dinamiche non rappresentano purtroppo una novità, oltre che essere molto discutibili".
Gilberta GIACCHETTI ne ha, poi, anche per le mosse dell'ufficio scolastico e le discutibili scelte della D'AMICO che hanno suscitato "perplessità e richiesto «una maggiore chiarezza nelle motivazioni, proprio per evitare ulteriori interpretazioni e polemiche".
Guardando avanti, infine, ai nuovi spazi appena recuperati dal terremoto 2016... "quegli ambienti devono essere vissuti, aperti, animati da iniziative culturali, formative e scientifiche.
L’Istituto dovrà continuare a collaborare con il Comune, con la Regione, con l’Ufficio Scolastico Regionale, con le università e con tutte le realtà che possono contribuire alla crescita culturale del territorio.
È questa la sua vocazione. È questa la responsabilità affidata a ogni Consiglio di amministrazione, indipendentemente da chi ne faccia parte.
Le polemiche passano, le istituzioni restano.
E hanno il dovere di guardare sempre al bene comune".



