BIOMETANO: LA CACCA DI POLLO PUZZA? IL GSE TAGLIEREBBE I FONDI ALLA SGR
Il Comune di Osimo? Conta come un guardalinee senza bandierina: le autorizzazioni sono regionali e il vero arbitro è il Gse. Dal 1° gennaio 2026, poi, la nuova legge sulla sostenibilità trasforma ogni miasma in un danno economico letale: se gli impianti in via di Jesi o via Coppa dovessero emettere puzza, Sgr Biomethane perderebbe i milioni del Pnrr. Una doppia garanzia, tecnica ed economica, che vale più di mille proteste di piazza


di Sandro PANGRAZI
È tempo di smettere di guardare al Palazzo comunale per capire il futuro delle centrali in attesa di riconversione da biogas a biometano.
La verità fuori dai denti è che il Comune di Osimo, in questa partita conta quanto un guardalinee senza bandierina: può segnalare il fuorigioco ma non ha il potere legale di fermare l'azione.
Le vere leve del comando si muovono altrove: in Regione Marche per i permessi e al Gse per i cordoni della borsa, stretti da una nuova legge che non fa sconti e scattata il 1° gennaio '26.
1. SGR Bio Osimo 1: Il polo di Casenuove e Via Coppa
Come è noto il colosso riminese SGR Biomethane (emanazione di SGR che detiene il 99% di Astea Energia) ha già incassato nel primo trimestre 2026 il via libera tecnico della Regione per l’impianto SGR Bio Osimo 1, situato in Località San Paterniano/Via Coppa.
Qui, nell'ex sito della GreenFarm, si lavoreranno a regime 50.000 tonnellate l'anno di biomasse (prevalentemente cacca di pollo), con un traffico pesante stimato, andata e ritorno, in circa 18 camion al giorno.
2. SGR Bio Osimo 2: La sfida bis di Cucchiarello, in Via di Jesi
Il secondo pilastro dell'operazione si trova esattamente al civico n. 1 di Via di Jesi, in zona Cucchiarello.
L’impianto SGR Bio Osimo 2 prevede ugualmente la produzione di biometano lavorando però circa la metà dei volumi del sito fratello, con una movimentazione quindi di 9 camion al giorno, avanti e dietro.
Per questo sito, l'iter autorizzativo in Regione Marche è ancora oggetto di una valutazione tecnica approfondita per certificarne l'impatto ambientale.

3. Perché il Comune è un "Guardalinee senza bandierina"
Le competenze autorizzative sono esclusivamente regionali. Attraverso l'Autorizzazione Unica (Au), la Regione Marche decide se il progetto rispetta le norme.
Il Comune partecipa e approva linee guida sulle "compensazioni" (come fatto dall'Amministrazione GLORIO), ma non può dire "no" per editto politico.
La legge nazionale, infatti, definisce queste centrali come "opere di pubblica utilità": bloccarle senza una prova tecnica schiacciante è legalmente impossibile.
4. L'arbitro supremo: Il Gse e la "Legge del portafoglio"
Ma chi può fermare la puzza oggettiva tra Cucchiarello e Via Coppa?
La risposta esatta è: il Gse (Gestore servizi energetici).
Il Gse è la società del Ministero dell'Economia (Giancarlo GIORGETTI) che eroga gli incentivi milionari europei del Pnrr.
Dal 1° gennaio '26, il Gse paga dunque solo se l'impianto è certificato sostenibile.
Se la cacca di pollo puzza, significa che l'impianto disperde gas: così la puzza diventerebbe un danno economico letale che andrebbe a togliere soldi fitti e vitali all'economia della SGR Biomethane.
5. La "normalità" degli osimani che ragionano (minoranza) contro il fumo ideologico (maggioranza)
La città "normale" è quella che smette di chiedere al Sindaco miracoli impossibili e invece inizia a pretendere controlli tecnici spietati. Abbiamo detto spietati.
Chi ragiona (un osimano su tre?) sa bene che i 27 camion totali al giorno costituiscono un impatto reale, quanto inevitabile, sul territorio; ma sa anche che l'unica vera difesa per i residenti di via di Jesi e di via Coppa è la minaccia del fallimento economico se gli impianti non fossero perfetti a regola d'arte.
Ne prendano atto tutti; a cominciare dagli agguerriti comitati fuori dal tempo.
La battaglia non si vince con i megafoni, ma con la fredda applicazione delle norme tecniche.
Che dal 1° gennaio 2026 garantiscono ampie assicurazioni a tutti.

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