IL SEGAIOLO E LA JENA: RICATTO DA POLLI PER 50€
Tra il condizionatore e la webcam, un 47enne di Castelfidardo sceglie la via più calda e finisce nudo nel database di una ricattatrice casertana. Un’estorsione da fame — appena 50 euro — che trasforma un momento di autoerotismo in una condanna a un anno e due mesi. Il Giudice non abbocca alla tesi del "cellulare fantasma" e condanna la jena campana


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C’è chi a 47 anni, in piena estate, cerca refrigerio sotto il condizionatore e chi invece preferisce il calore – decisamente più rischioso – di una videochat erotica.
Protagonista della vicenda un uomo di Castelfidardo, che nell'agosto del 2023 ha pensato bene di scambiare il decoro della Val Musone con le promesse piccanti di una 26enne della provincia di Caserta, conosciuta su un sito di incontri.
La dinamica è il classico manuale dell'ingenuità: prima i messaggi dolci, poi lo scambio dei numeri di cellulare e infine la videochiamata "fatale".
Lei, con l'abilità di una iena che punta la preda, lo convince a spogliarsi.
Lui, il "solitario" della tastiera, non se lo fa ripetere due volte e si mette a nudo, letteralmente, convinto di vivere un momento di intimità esclusiva.
Peccato che la giovane avesse già premuto il tasto "registra".
Appena spenti i bollori, è scattato il gelo del ricatto.

La richiesta? Nemmeno la cifra per un week-end di lusso ma la miseria di 50euro.
Una somma ridicola che avrebbe dovuto trasformare il dramma in farsa: il prezzo di una pizza per mantenere il silenzio e non vedere il proprio nudo circolare tra amici, parenti e sui social della zona.
Ma qui il "pollo" fidardense ha avuto un sussulto di dignità. O forse di taccagneria, vai a sapere.
Invece di ricaricare la Poste-pay prepagata dell'altra fessacchiotta, è corso dritto in caserma.
E così, dato che la fortuna aiuta spesso gli audaci (o i disperati), proprio mentre l'uomo era davanti ai Carabinieri, la iena campana si è fatta viva per dettare le coordinate del pagamento.
Un assist perfetto per il piantone della caserma che ha impacchettato l'indagine a tempo record.
Nonostante i tentativi della difesa, rappresentata dall'avvocato Antonio GAGLIARDI (studio SCALONI), di scaricare la colpa su una fantomatica utenza telefonica fantasma, il Tribunale di Ancona non ha abboccato.
Il giudice ha sorriso sotto i baffi e uscendo dalla camera di consiglio ha decretato, per l'incauta jena da 50€, la pena di un anno e due mesi di reclusione per tentata estorsione.
A Castelfidardo e dintorni il mormorio è già iniziato ma la morale è assai amara: tra un video hard e la libertà, a volte ballano solo 50 euro e una figuraccia monumentale davanti a un giudice per una volta divertito.


