SANITA', POLITICA E CALCIO: UN AFFITTO DA 1.5 MILIONI PER IL POLIAMBULATORIO BLINDA IL FUTURO DELL'OSIMANA
Nonostante le contestazioni della tifoseria organizzata, la governance di Campanelli a questo punto appare blindata. L'ingegner Ranzuglia non rileverà la società ma dovrebbe intervenire come main sponsor con il marchio "Medica-gruppo Cemeco", garantendo la stabilità economica per i prossimi campionati di Eccellenza. Addio all'interesse di trattare il trapasso con FC Osimo 2011. Dal trasferimento a San Biagio ai retroscena sulla crisi societaria: ecco il possibile accordo di "diplomazia territoriale" mediato dal Comune


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di Sandro PANGRAZI
Potrebbe profilarsi una svolta decisiva, e per certi versi inattesa, per il futuro societario e sportivo dell’Unione Sportiva Osimana.
Secondo indiscrezioni di prima mano raccolte negli ambienti politici e calcistici locali, le voci riguardanti un imminente passaggio di mano da parte del contestato presidente-stipendiato Antonio CAMPANELLI starebbero perdendo consistenza.
Nonostante la ferma e aperta contestazione della tifoseria organizzata, che continuerebbe a richiedere esplicitamente l'uscita di scena dell'attuale vertice, la governance del club Giallorosso potrebbe rimanere immutata.
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Il paradosso del confine azzerato
Il "No" al subentro e la mediazione politica del Comune
Stando a quanto trapelato, l’ingegnere treiese Remo RANZUGLIA, 78 anni, patron della Cemeco Holding, non avrebbe intenzione di rilevare direttamente le quote societarie, né di subentrare in prima persona nella gestione del club.
L'imprenditore si "limiterebbe" invece a sostenere il progetto sportivo dall'esterno attraverso una "congrua sponsorizzazione" subita ribattezzata "diplomazia territoriale".
Dietro questa operazione ci sarebbe infatti la forte spinta dell’Amministrazione comunale osimana.
Il Comune, nel tentativo di mediare e garantire la stabilità del massimo sodalizio calcistico cittadino (che si avvia ai 105 anni di attività), avrebbe caldeggiato una soluzione di compromesso: un'importante iniezione di risorse economiche attraverso una sponsorizzazione di peso, capace di blindare la categoria senza però stravolgere gli assetti proprietari.

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L'Amministrazione fa "buon viso a cattivo gioco" dopo le polemiche sul trasferimento a San Biagio del Poliambulatorio
Il ruolo di mediatore assunto da Palazzo Comunale assumerebbe però un forte sapore politico.
L'Amministrazione-GLORIO, infatti, starebbe compiendo un vero e proprio cambio di opinione a 180° rispetto al passato sul fronte del trasferimento dei servizi sanitari a San Biagio.
Giova ricordare come, solo nel dicembre '22, la mobilitazione cittadina guidata dal partito Democratico, aveva portato alla raccolta di ben 1.000 firme contro lo spostamento del Poliambulatorio fuori dal centro.
Oggi, l'Amministrazione sembrerebbe però intenzionata a fare buon viso a cattivo gioco: preso atto dell'inevitabilità dell'operazione privata (vedi il SI del Consiglio comunale all'interesse pubblico per l'area di San Biagio), starebbe tentando di massimizzare il rientro d'immagine per la città, inserendo il finanziamento della squadra in una più ampia operazione di diplomazia territoriale.
Il "via libera" politico al grande centro medico verrebbe così bilanciato con il salvataggio economico e tecnico del principale club sportivo cittadino, forte dei suoi 104 anni di storia, alcuni anche carichi di gloria sportiva.
I conti dell'operazione: per 6 anni un affitto da un milione e mezzo di euro
A conti fatti, le cifre dietro all'operazione immobiliare giustificherebbero ampiamente un simile accordo di diplomazia territoriale.
Lo spostamento del Poliambulatorio a San Biagio frutterebbe infatti alla Promozioni Immobiliari Srl, solo per i primi 6 anni di locazione, la somma complessiva di circa un milione e mezzo di euro (per l'esattezza 1.488.000 euro).
Un ricavo più che interessante e ampiamente capiente per assorbire i costi di una sponsorizzazione calcistica di prima fascia, trasformando l'investimento sulla maglia Giallorossa in un perfetto strumento di pacificazione e legittimazione sociale sul territorio ospitante.
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Tramonta l'ipotesi fusione con il Football Club Osimo 2011
Proprio a fronte di questa imminente e significativa operazione commerciale di affiancamento da parte del gruppo di RANZUGLIA, sembrerebbero destinate a perdere definitivamente consistenza anche le altre piste per il futuro del club.
In particolare, parrebbero sfumare i rumors relativi a un forte interessamento del Football Club Osimo 2011.
Le voci vedevano il presidente e fondatore del sodalizio "minore", Claudio CARLETTI (imprenditore locale e titolare dell'azienda agricola Montegallo), pronto a ragionare per rilevare le quote dell'Osimana 1922 e quindi procedere a una storica fusione dei due marchi calcistici cittadini.
Un'ipotesi, questa, che al momento parrebbe congelata se non già tramontata.
Il marchio “Medica-Gruppo Cemeco” sulle maglie Giallorosse
Proprio in virtù di questo imponente radicamento patrimoniale, il veicolo del presunto accordo pubblicitario con l'Osimana dovrebbe essere il marchio “Medica-Gruppo Cemeco”, ovvero la divisione sanitaria d'avanguardia della holding.
Il logo andrebbe così a occupare lo spazio di main sponsor sulla maglia della prima squadra nel prossimo campionato di Eccellenza, chiudendo idealmente il cerchio tra macro-investimenti strutturali e diplomazia locale.
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Uno scenario in evoluzione
Trattandosi di dinamiche ancora fluide e suscettibili di variazioni, il quadro finale potrebbe mutare nelle prossime settimane.
Resta inoltre da verificare come la tifoseria organizzata accoglierebbe un simile scenario, che da un lato garantirebbe la solidità finanziaria della squadra al "Diana", ma dall'altro lascerebbe aperta la contestazione nei confronti della discutibile presidenza CAMPANELLI.




