mercoledì, 08 aprile 2026

COCA IMBOSCATA, IL NORM INCASTRA IL FANTASMA DELLO SPACCIATORE-TURISTA

Viaggiatore per finta, spacciatore a tempo pieno per scelta: Nigel KAVAJA finisce a Montacuto dopo l'ennesima trasferta umbro-marchigiana. Il blitz dei carabinieri "segugi" svela il sistema degli imboschi nel verde, ma riaccende il dibattito sui ritardi informativi imposti dalla Riforma Cartabia

Di Sandro Pangrazi | 08-Apr-2026 3 min di lettura
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COCA IMBOSCATA, IL NORM INCASTRA IL FANTASMA DELLO SPACCIATORE-TURISTA

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di Sandro PANGRAZI

Non era un semplice "cane sciolto", ma un tassello di un’organizzazione strutturata a livello interregionale. Per Nigel KAVAJA, finto turista 24enne albanese con base in Umbria, l'ennesima trasferta d'affari nelle Marche si è conclusa con le manette ai polsi.
A tradirlo è stata la scelta di bazzicare ancora una volta il mercato della cocaina nell’Osimano, area presidiata dai Carabinieri del Norm di Osimo che, con il loro consueto istinto da segugi, monitoravano i suoi spostamenti e lo attendevano al varco.
KAVAJA infatti, per mesi ha incarnato il basso profilo del turista di facciata, in realtà spacciatore a tempo pieno: un soggetto giunto in Italia di proposito per delinquere, mettendo in conto le manette — come centinaia di ladri e spacciatori della stessa etnia — come un semplice "incidente di percorso". Nonostante una perfetta padronanza della nostra lingua, il 24enne si è infatti guardato bene dal collaborare con i militari, trincerandosi dietro un silenzio strategico. Di fatto un clandestino, KAVAJA era riuscito finora a restare un "fantasma" per i database delle forze dell'Ordine, risultando sconosciuto agli schedari fino a venerdì 29 marzo, giorno del suo primo arresto. D’altronde, molti di questi soggetti scelgono il Bel Paese proprio perché consapevoli di poter contare sulle maglie larghe della giustizia nostrana, puntando tutto sulla certezza del bottino e una sostanziale impunità garantita dal sistema Italia.
L’operazione è appunto il frutto di una pazienza investigativa fuori dal comune. I militari osimani, confermandosi tra i reparti più efficienti della regione, hanno condotto un pedinamento impeccabile iniziato a Filottrano, seguendo il sospettato fino alla periferia di Jesi. Qui il giovane ha commesso l'errore fatale: accostare l'auto in una zona isolata per recuperare un carico nascosto tra gli arbusti a bordo strada.
 
 
 
Il tour d'Italie di Nigel KAVAJA si è bruscamente interrotto due settimane fa, tra Filottrano e Jesi, stroncato dai Carabinieri del Norm di Osimo. Per l'albanese un incasso lordo di 885€ in un sola giornata
 
Il blitz ha mostrato l'efficacia di un nucleo che non lascia nulla al caso. Oltre ai 6 involucri nell'abitacolo, l'occhio esperto dei militari ha permesso di scovare, nella fitta vegetazione, altre 180 dosi già confezionate, per un peso totale di 135 grammi. Sequestrati anche 885 euro in contanti, presumibilmente l'incasso della giornata. Non male per un turista improvvisato pusher. Peccato che dopo il fotosegnalamento e le comunicazioni di rito, l'albanese sia stato scortato nel carcere di Montacuto dove a tutt'oggi sembra permanere.
 
 
Resta tuttavia una nota stonata sui tempi della comunicazione. Nonostante l’arresto risalga a ben dodici giorni fa, la notizia è stata ufficializzata soltanto in queste ore. Un ritardo figlio del rigido filtro censorio concesso alle Procure dalla Riforma Cartabia, un via libera ai giudici che ha stretto vieppiù le maglie della comunicazione giudiziaria, delegando esclusivamente al Procuratore Capo la decisione di diffondere notizie. In questo caso, l’applicazione della legge ha finito per trasformarsi in un bavaglio su un fatto di ordinaria amministrazione, ritardando un’informazione che, prima di tutto, rimane un atto di dovuto rispetto verso i cittadini. La comunità ha infatti il diritto pieno di sapere come le forze dell'Ordine presidiano il territorio, senza che la burocrazia metta il silenziatore all'eccellente lavoro quotidiano dell'Arma. Perché il bene della trasparenza e della sicurezza collettiva in Italia dovrebbe godere di precedenza su ogni formalismo.
O quantomeno dovrebbe...
 
 

 

 

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