IL CAMPANA E L'USR, BANDO PUBBLICO O NOMINA FIDUCIARIA? E' CICCIOLI IL "GRANDE VECCHIO" DELLA MANOVRA TARGATA PANGRAZI?
Dall'annullamento del bando di marzo alla clamorosa ammissione sottoscritta dalla D'Amico: la ricostruzione dei blitz politici, le controdeduzioni della Severini e le manovre dinastiche dei "Meloni boys" per espugnare lo storico istituto e farne salone di rappresentanza della Fiamma marchigiana

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di Sandro PANGRAZI
Clamoroso colpo di scena nel risiko delle nomine per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione dell'Istituto Campana per l’Istruzione Permanente.
Quella che doveva essere una normale procedura amministrativa si sta trasformando, con il passare dei giorni, in un durissimo scontro istituzionale.
Tra bandi annullati in corsa d'opera dall'Ufficio Scolastico Regionale, clamorosi cortocircuiti burocratici e repentini passi indietro, l'inchiesta di OSIMO OGGI BLOG sta portando a galla una precisa regia politica.
Un asse che unisce Ancona a Roma con un obiettivo chiaro: ribaltare gli equilibri della storica istituzione osimana e ipotecarne la futura presidenza.
Il colpo di spugna sui vecchi bandi
Entra nella sua fase più calda la vicenda politica legata al rinnovo del Cda dell'Istituto Campana, ufficialmente scaduto lo scorso 25 aprile.
Come documentato dal lavoro di OSIMO OGGI, l’Usr delle Marche, guidato dal Direttore Generale Donatella D'AMICO, ha azzerato con un improvviso colpo di spugna la prima procedura di selezione avviata a marzo.
Questo annullamento in corsa e la successiva pubblicazione di un nuovo bando ad aprile hanno scatenato dure polemiche, sollevando forti dubbi sulla reale trasparenza dei criteri di merito adottati.
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La pezza peggiore del buco: la "confessione" dell'Usr
A finire nel mirino della critica è stato soprattutto il radicale cambio di regolamento introdotto nella seconda selezione ministeriale, che ha inserito una inedita prova orale, decisiva dal peso specifico pari a 65 punti su 100 del punteggio finale.
In questo scenario si inserisce la clamorosa risposta scritta firmata dalla stessa Donatella D'AMICO per motivare il diniego all'accesso agli atti richiesto dalla candidata esclusa Argentina SEVERINI.
Per blindare i verbali e non mostrare i punteggi reali del primo bando, la Direttrice regionale ha messo nero su bianco la classica "pezza peggiore del buco": ha testualmente affermato che la scelta alternativa di Gabriella GRACIOTTI costituisce una selezione “comunque fiduciaria”.
Non si tratta di ingenuità, ma di un disperato stato di necessità burocratica: pur di respingere l'accesso agli atti, l'amministrazione scolastica ha confessato il peccato originale, ammettendo che il "merito" del bando pubblico era solo una facciata e che a comandare è la pura logica della nomina fiduciaria.
La prof. Argentina SEVERINI, due volte vincitrice morale del bando, ostacolo imprevisto nel progetto FdI
Le controdeduzioni della SEVERINI e la battaglia per gli atti
La vicenda promette però di non esaurirsi nei soli corridoi scolastici ma di invadere quelli della politica istituzionale.
La candidata esclusa Argentina SEVERINI ha infatti già formalmente depositato le proprie controdeduzioni per impugnare questo diniego specchiato.
L'obiettivo è chiarissimo: ottenere formale soddisfazione e scavalcare il muro di gomma eretto dall'Ufficio Scolastico pur di ottenere comunque l'accesso formale agli atti secretati e invalidati per motivi a oggi misteriosi del primo bando di marzo.
Motivi che certo non potranno trovare conforto nel disinteresse della GRACIOTTI a partecipare alla selezione.
Una mossa di verità, quella della SEVERINI, che punta a fare piena luce sui reali punteggi attribuiti prima del colpo di spugna e a verificare la regolarità formale delle due procedure.
Il vizio antico di CICCIOLI: dal fallito blitz del 2021 alla "carta PANGRAZI"
Per la cronaca, l'europarlamentare Carlo Ciccioli non è nuovo a simili incursioni sul Campana.
Già nel 2021, da Consigliere regionale, la linea Meloniana ostacolò fino all'ultimo la nomina regionale della civica Gilberta GIACCHETTI per tentare di imporre a Presidente l'allora segretaria cittadina di FDI Michela STAFFOLANI (con super Micky scartata sul nascere perché priva della laurea richiesta dallo Statuto del Campana) o spingere verso l'alternativa Daniele BARTOLINI (possessore del titolo ma comunque scartato) prima di scontrarsi con la vittoria dei Civici in Consiglio comunale.
Per la cronaca finì scartata pure l'ipotesi del professor Ivano BERTI, più noto come suocero di Andrea BOCELLI.
Oggi lo schema si ripete con il decisivo avallo del Governatore Francesco ACQUAROLI, in cerca di avamposti strategici su Osimo.
A giochi ormai apparecchiati per il leghista Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI (che ha subito risposto "obbedisco" alla retrocessione da Presidente a Consigliere), la regia di CICCIOLI ha puntato allo strike in extremis per di spianare una insperata autostrada alla Presidenza di Gianlorenzo PANGRAZI, noto per aver conquistato una manciata di voti alle Comunali 2024 e per essere cognato della potente Sottosegretaria all'Economia Lucia ALBANO.
La contromossa di GLORIO e il "golpe anti-Osimo"
In attesa della contromossa ufficiale nelle mani del Sindaco Michela GLORIO e più ancora del Consiglio comunale – chiamati a nominare tre dei cinque componenti del CdA – l'iniziativa di Fdi viene duramente bollata dall'osimanità come un autentico "golpe anti-Osimo".
Il piano strategico appare infatti essere stato modificato in corso d'opera, col solo fine di blindare la governance dell'antico e prestigioso palazzo Settecentesco per trasformarlo in un fortilizio politico di rappresentanza-Fiamma in vista delle elezioni 2027. Per l'occasione, anche il vecchio triplice motto parrebbe essere stato ritoccato dal pragmatismo dei Meloni boys: stop all'immortale motto Mussoliniano "credere, obbedire e combattere", sostituito dal più prosaico invito a "ubbidire e vincere".
Come, non importa.
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