IL GIOCO A NASCONDINO FINISCE MALE: LATITANTE TRADITO AD ABBADIA, SOTTO IL LETTO DELLA FIGLIA
Il civitanovese Massimo Federico, 47 anni, ricercato da due mesi per condanne familiari (lesioni personali aggravate, maltrattamenti in famiglia e violazione degli obblighi di assistenza) scovato all'alba dai Carabinieri del Norm nell'appartamento della congiunta. Deve scontare oltre tre anni di carcere: resterà a Montacuto fino al 2029
Di Sandro Pangrazi
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10-ago-2026
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3 min di lettura

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di Sandro PANGRAZI
Il blitz all'alba e la fine della fuga
Un blitz fulmineo, pianificato dai Carabinieri nei minimi dettagli e scattato alle prime luci dell'alba, ha messo definitivamente la parola fine alla fuga di un uomo ricercato dalla giustizia. Si è conclusa questa mattina, intorno alle ore 6, la latitanza di Massimo FEDERICO, 47enne di origini campane ma residente abitualmente a Civitanova Marche. L'uomo era riuscito a svanire nel nulla da circa due mesi, trasformandosi in un vero e proprio "fantasma" per sfuggire alla cella e far perdere le proprie tracce sul territorio.
Un blitz fulmineo, pianificato dai Carabinieri nei minimi dettagli e scattato alle prime luci dell'alba, ha messo definitivamente la parola fine alla fuga di un uomo ricercato dalla giustizia. Si è conclusa questa mattina, intorno alle ore 6, la latitanza di Massimo FEDERICO, 47enne di origini campane ma residente abitualmente a Civitanova Marche. L'uomo era riuscito a svanire nel nulla da circa due mesi, trasformandosi in un vero e proprio "fantasma" per sfuggire alla cella e far perdere le proprie tracce sul territorio.
Il conto con la giustizia e i reati contestati
Sul capo del 47enne pendeva infatti un pesante ordine di carcerazione, emesso lo scorso 26 giugno dalla Procura della Repubblica di Ancona. FEDERICO deve scontare un residuo di pena preciso e definitivo pari a 3 anni, 4 mesi e 15 giorni di reclusione. Il conto con la giustizia è scaturito da reati commessi in ambito familiare: lesioni personali aggravate, maltrattamenti in famiglia e violazione degli obblighi di assistenza familiare. Condotte che avevano spinto l'autorità giudiziaria a decretarne l'immediata carcerazione.
Sul capo del 47enne pendeva infatti un pesante ordine di carcerazione, emesso lo scorso 26 giugno dalla Procura della Repubblica di Ancona. FEDERICO deve scontare un residuo di pena preciso e definitivo pari a 3 anni, 4 mesi e 15 giorni di reclusione. Il conto con la giustizia è scaturito da reati commessi in ambito familiare: lesioni personali aggravate, maltrattamenti in famiglia e violazione degli obblighi di assistenza familiare. Condotte che avevano spinto l'autorità giudiziaria a decretarne l'immediata carcerazione.
La strategia d'ombra del latitante
Per quasi sessanta lunghi giorni, il fuggitivo ha adottato una meticolosa "strategia d'ombra". Ha cambiato continuamente rifugio, sfruttando una fitta rete di appoggi strategici e coperture temporanee tra i Comuni della fascia costiera e dell'entroterra per non farsi localizzare e sviare le ricerche delle forze dell'ordine. Un labirinto di tutele che però non ha scoraggiato né rallentato la caccia degli investigatori.
Per quasi sessanta lunghi giorni, il fuggitivo ha adottato una meticolosa "strategia d'ombra". Ha cambiato continuamente rifugio, sfruttando una fitta rete di appoggi strategici e coperture temporanee tra i Comuni della fascia costiera e dell'entroterra per non farsi localizzare e sviare le ricerche delle forze dell'ordine. Un labirinto di tutele che però non ha scoraggiato né rallentato la caccia degli investigatori.
Le indagini dei Carabinieri e l'ultima tana rintracciata ad Abbadia
Attraverso settimane di pazienti appostamenti, pedinamenti e indagini serrate vecchio stile, supportate dall'analisi dei movimenti e delle frequentazioni dell'uomo, i militari osimani sono riusciti a ricostruire meticolosamente la fitta rete di contatti del latitante. Il cerchio si è stretto inesorabilmente attorno a un condominio nella frazione di Abbadia, individuando l'abitazione della figlia dove l'uomo aveva trovato l'ultimo, disperato riparo.
Attraverso settimane di pazienti appostamenti, pedinamenti e indagini serrate vecchio stile, supportate dall'analisi dei movimenti e delle frequentazioni dell'uomo, i militari osimani sono riusciti a ricostruire meticolosamente la fitta rete di contatti del latitante. Il cerchio si è stretto inesorabilmente attorno a un condominio nella frazione di Abbadia, individuando l'abitazione della figlia dove l'uomo aveva trovato l'ultimo, disperato riparo.

La caserma Carabinierti di via Saffi
L'inutile nascondiglio sotto il letto e il trasferimento in carcere
Pianificata da giorni, questa mattina è scattata l'irruzione. Al momento dell'ingresso dei militari nell'appartamento, Massimo FEDERICO ha tentato l'ultima mossa disperata per scampare alle manette, strisciando sotto la rete di un letto in disuso nella speranza di non essere notato. Un nascondiglio improvvisato che si è rivelato del tutto inutile: i Carabinieri avevano infatti la certainty della presenza del ricercato. Scoperto e bloccato immediatamente durante la perquisizione approfondita delle stanze, l'uomo non ha opposto resistenza arrendendosi all'evidenza. Dopo le formalità di rito in caserma, il 47enne è stato trasferito dritto al carcere di Montacuto ad Ancona, dove resterà fino alla fine del 2029.
Pianificata da giorni, questa mattina è scattata l'irruzione. Al momento dell'ingresso dei militari nell'appartamento, Massimo FEDERICO ha tentato l'ultima mossa disperata per scampare alle manette, strisciando sotto la rete di un letto in disuso nella speranza di non essere notato. Un nascondiglio improvvisato che si è rivelato del tutto inutile: i Carabinieri avevano infatti la certainty della presenza del ricercato. Scoperto e bloccato immediatamente durante la perquisizione approfondita delle stanze, l'uomo non ha opposto resistenza arrendendosi all'evidenza. Dopo le formalità di rito in caserma, il 47enne è stato trasferito dritto al carcere di Montacuto ad Ancona, dove resterà fino alla fine del 2029.
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