mercoledì, 27 maggio 2026

IL GRANDE BLUFF DI "CASTELFIDARDO INSIEME": PREDICANO MOLTO BENE MA NASCONDONO LA FACCIA CON ATTENZIONE

Un simbolo grafico e un appello alla trasparenza, ma a corredo mancano firme e volti: il nuovo movimento civico debutta nel silenzio assoluto, ignorando qualsiasi richiesta di chiarimento. Da indiscrezioni cittadine filtrano le prime indiscrezioni sul "segreto" dell'operazione riconducibile al presidio culturale di via XVIII Settembre quale fulcro del progetto. La corsa al dopo-Ascani parte dunque all'insegna del paradosso: raccogliere i delusi della politica scegliendo la strategia del nascondimento

Di Sandro Pangrazi | 27-May-2026 5 min di lettura
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IL GRANDE BLUFF DI "CASTELFIDARDO INSIEME": PREDICANO MOLTO BENE MA NASCONDONO LA FACCIA CON ATTENZIONE

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di Sandro PANGRAZI

Un comunicato ufficiale, persino un logo elettorale ma un testo a corredo privo di qualsiasi firma: così si apre la corsa di "Castelfidardo Insieme", con una scelta che si rivela subito a dir poco contraddittoria. 
Un appello pubblico alla trasparenza che sceglie, per il debutto, la via di un anonimato sostanziale. 
Film già visti, della premiata serie: predichiamo bene, razzoliamo come ci viene…
Questa falsa partenza, avvenuta nel silenzio assoluto dei promotori, nonostante esplicita richiesta di uscita allo scoperto, rischia di allontanare i cittadini fidardensi ancor di più, invece di coinvolgerli. 
La sfida verso le elezioni Comunali del 2027 si preannuncia in salita come un tappone alpino, stretta tra i tornanti del disinteresse generale e il falsopiano di uno sconcerto generale sollevato dal metodo comunicativo scelto.

Debutto anonimo tra indifferenza e disaffezione: il paradosso di una cittadina ricca ma politicamente disastrata
Dal dopoguerra a oggi, Castelfidardo ha espresso più generazioni di imprenditori illuminati e vincenti nei mercati globali. 
Questa forza economica non si è però mai tradotta in un benessere sociale condiviso. 
Il successo industriale è sempre rimasto confinato agli interessi personali, allargato al massimo alla sfera privata del rispettivo clan. 
La gestione pubblica, invece, è quasi sempre, per non dire sempre, rimasta ostaggio di una subcultura frammentata, di personalismi e di un disinteresse per il bene comune che nel tempo hanno svuotato e ora paralizzato la vita politica locale.
I vecchi leader sono infatti o giù deceduti o troppo anziani; e il ricambio costantemente impedito ai "non addetti ai lavori".
Il risultato di questa somma di interessi è l'attuale deserto politico, a Destra come a Sinistra, passando per il Centro.

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Il peso del passato e il vuoto partecipativo blindato
Trent'anni di Amministrazioni locali deficitarie hanno lasciato in dote una cittadina politicamente prosciugata. 
Il ventennio di Solidarietà Popolare e i dieci anni successivi del Movimento 5 Stelle hanno di fatto azzerato la partecipazione attiva. 
Questo declino, abbinato ad una cultura della cittadina da sempre attenta al lavoro ma non alla politica, ha allontanato le competenze migliori della società civile. 
Anno dopo anno si è creata una spaccatura insanabile tra i palazzi del potere e i cittadini, oggi scettici non solo sia a Destra che a Sinistra, ma anche andando a cercare tra il Sopra e il Sotto della politica possibile.

Il paradosso dell’anonimato e il silenzio dei promotori
In questo scenario da autentico deserto dei Tartari, nasce o forse sarebbe più contento utilizzare il condizionale nascerebbe, il movimento civico "Castelfidardo Insieme". 
La formazione, in una nota senza firme e senza riferimenti fisici, dichiara di voler federare le forze migliori della città. 
Un debutto, a voler analizzare il logo elettorale prescelto, ricorda da vicino la celebre postura delle tre scimmiette: non vedono le facce dei promotori, non sentono le risposte alle richieste di chiarimento (dopo 48 ore di silenzio sulla proprietà intellettuale del testo) e non parlano a viso aperto alla città. 
Chiedere trasparenza e partecipazione applicando la strategia del silenzio e del nascondimento genera tra la gente un inevitabile sentimento di contrarietà, più vicino al grillino "vaffa day" che utile a sovvertire un lungo decennio di declino a firma 5 stelle.
Chiedere trasparenza nascondendo i propri volti alimenta, lo ribadiamo chiaro e tondo, sconcerto e aumenta la disaffezione in una base già distante.

Il caso Aleph: l'epicentro culturale che non ci mette la faccia
Le indiscrezioni locali, come in ogni segreto di Pulcinella, hanno già individuato la presunta paternità del progetto. 
Le voci cittadine ricorrenti indicano la libreria Aleph di Moreno GIANNATTASIO come il fulcro organizzativo del movimento. 
Questa circostanza fa emergere, se possibile, una ulteriore contraddizione lampante. 
Si lancia un appello per ritrovare il coraggio della partecipazione partendo da uno storico avamposto culturale, ma si sceglie la via del comunicato coperto. 
Il salotto della cultura fidardense rischia di essere percepito come un improduttivo laboratorio politico d'élite, tipico di chi lancia il sasso ritraendo la mano non sapendo della bontà o meno del tiro.

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La tempistica dell'illusione verso le elezioni Comunali 2027
Manca ancora un anno alle amministrative del '27 del dopo ASCANI. 
Ma il nodo cruciale pare risiedere proprio nell'irreversibilità culturale della situazione attuale. 
Un anno è un tempo sufficiente per presentare una lista. 
Ma troppo breve per sanare una desertificazione civica trentennale. 
Pensare di ricostruire la fiducia dei cittadini ricorrendo a tatticismi e segreti trasforma la corsa verso il 2027 nell'ennesima falsa partenza, incapace di produrre una sola soluzione condivisa.
Mentre Castelfidardo appare, ogni giorno di più, sola e abbandonata al proprio destino.

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