IL TRAMONTO DI ALESSANDRINI, DOPO IL CAMPANA IL "CONTE-DUCA" PERDE PURE LA LEGA
Dalla presidenza sfumata all'Istituto Campana al clamoroso ribaltone nel congresso cittadino: Fabiola Martini prende le redini del Carroccio osimano e lascia il segretario uscente con un solo voto

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di Sandro PANGRAZI
Mala tempora currunt per il "Conte-Duca" della Val Musone, Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI.
O se preferite, visto il meteo asfissiante, piove sul bagnato per l'ex segretario leghista, da ieri protagonista assoluto di una parabola politica discendente che, se non verrà frenata in qualche modo, rischia di passare alla storia osimana come uno dei più clamorosi "all-in" finiti in fallimento.
In una manciata di mesi, l'ormai ex "uomo forte" del Carroccio locale ha visto sgretolarsi sotto i piedi l'intero impero di influenza che aveva faticosamente costruito tra Ancona e Osimo.
Una disfatta totale, repentina, consumata sul filo di ambizioni troppo grandi che lo stanno lasciando desolatamente fuori da tutti i giochi di potere della città.
DALLE STELLE ALLE STALLE DEL RISIKO POLITICO IN UN AMEN
Fino a ieri Alessandrini dettava (o almeno provava a dettare) le condizioni ai tavoli del Centro-Destra osimano, forte di una cambiale firmata dalla Regione Marche che, dal Cda dell'Amap, avrebbe dovuto proiettarlo direttamente sullo scranno più alto di un Cda prestigioso, quello dell'Istituto Campana.
Appunto un incarico di una discreta rinomanza, ancorchè non retribuito come quello della pesca e del settore agro-alimentare, ma comunque di un certo rilievo cittadino ed extra.
Oggi, quel sogno di sotto potere si è trasformato in un incubo di solitudine istituzionale.
Prima la ritirata strategica forzata, con il diktat dei "Patrioti" Meloniani che hanno costretto padre e figlio ALESSANDRINI a rinunciare alla Presidenza per fare spazio a Gianlorenzo PANGRAZI, declassando il ragazzo a mero consigliere semplice.
Poi, quando il fondo sembrava già toccato, ieri è arrivato il colpo di grazia definitivo, quello più intimo e bruciante: il tradimento e il ridimensionamento dal suo stesso partito.
In pochi mesi, il leader della Lega osimana è così passato dal sognare il controllo assoluto dei polmoni agrari e culturali del territorio all'essere politicamente nudo, privato dei galloni da comandante e abbandonato persino dai suoi tre fedelissimi.
Una caduta libera senza paracadute, che cancella mesi di trame e che trova il suo epilogo in un grottesco retroscena, consumato nel silenzio delle tenebre osimane.
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IL BLITZ DI ANCONA: LA DESIGNAZIONE AL CAMPANA
Tutto era iniziato sotto i migliori auspici istituzionali per Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI.
L'informazione di base, ormai nota da oltre due mesi a tutta la città, vedeva il segretario cittadino della Lega incassare la prestigiosa designazione ufficiale da parte della Regione Marche in seno al prossimo Consiglio di Amministrazione dell'Istituto Campana per l'Istruzione Permanente.
Una nomina di peso che, nei piani originari del Carroccio, avrebbe dovuto piazzare il leghista nella pole position più ambita: nel club dei nuovi 5 Consiglieri da cui sarebbe dovuto uscire, a colpi di maggioranza interna, il futuro Presidente dell'Ente culturale per il quinquennio 2026-2031.
L'ALT DEI PATRIOTI: SPUNTA IL NOME DI PANGRAZI
I sogni di gloria del "Conte-Duca", tuttavia, si sono scontrati molto presto con il brutale principio di realtà imposto dai rapporti di forza interni alla coalizione.
Subito dopo l'ufficializzazione della nomina regionale, i due ALESSANDRINI sono stati avvicinati dai vertici di Fratelli d’Italia.
I colonnelli Meloniani - BUGARO e CICCIOLI - hanno recapitato una richiesta netta quanto priva di diplomazia: fare un immediato passo indietro sulla Presidenza.
Il Centro-Destra a trazione Fiamma hanno scoperto, in corso d'opera, di avere altre idee e quindi individuato per chiudere il cerchio il Presidente ideale nell'avvocato Gianlorenzo PANGRAZI, forte del titolo di cognato del vice Ministro all'Economia Lucia ALBANO.
Una corazzata politico-familiare impossibile da arginare per la super mini Lega locale.
Fabiola MARTINI da LATINI ai 5 voti leghisti...
BUON VISO A CATTIVO GIOCO: IL DECLASSAMENTO ACCETTATO
Davanti al diktat incrociato sull'asse Ancona-Roma, il leader leghista osimano si è trovato con le spalle al muro.
Sulle prime, ALESSANDRINI ha cercato di gestire la crisi interna salvando il salvabile.
Ha fatto buon gioco a cattivo gioco, ingoiando il rospo e accettando il clamoroso declassamento politico: da Presidente in pectore a consigliere semplice del futuro CdA del Campana.
Una mossa di pura sopravvivenza, per non far saltare il banco dei buoni rapporti istituzionali con la parte nettamente più forte della maggioranza, convinto che il sacrificio gli avrebbe almeno garantito di mantenere ben saldi i galloni di comando e la leadership indiscussa nel suo partito, a livello locale.
IL GOLPE NEL SILENZIO: UN CONGRESSO QUASI SEGRETO
Ma in politica la debolezza si paga sempre a caro prezzo e per l'ex segretario ha continuato a piovere sul bagnato.
A sorpresa, e nel silenzio più generale della città, si è svolto ieri il "Congresso" cittadino del Carroccio.
Un'assise tenutasi quasi in segreto, rigorosamente al buio e lontano dalle attenzioni indiscrete della stampa locale.
A conoscenza della resa dei conti politica erano infatti soltanto i vertici del direttivo provinciale e una "folla" oceanica locale: appena 4 dei 5 tesserati osimani rimasti fedeli allo spadone del mitico Alberto da GIUSSANO, condottiero che la storia ha ampiamente dimostrato non essere mai esistito.
IL VERDETTO DELL'ASSURDO: SCARICATO CON UN SOLO VOTO
Il pathos di una mini "trageda" politica si è così consumato al momento del voto nelle urne dell'assise-fantasma.
Per ottenere la rielezione alla guida della Lega osimana, ad ALESSANDRINI sarebbe bastato totalizzare almeno due voti (dei quattro disponibili) tra i tesserati presenti.
E invece il Conte-Duca è risultato di nuovo clamorosamente appiedato, potendo contare soltanto sul proprio voto!
I restanti tre tesserati lo hanno brutalmente scaricato nel segreto dell'urna.
A metterne insieme addirittura tre consensi è risultata Fabiola MARTINI, ex fedelissima delle Liste Civiche latiniane, che da oggi si insedia ufficialmente come nuova segretaria politica della Lega osimana... lasciando il mancato Presidente es ex segretario, tutto solo a meditare sui propri, numerosi, errori.






