MARCHETTE E PROPAGANDA, OSIMO CITTA' EUROPEA DELLO SPORT? GLORIO MENTE SAPENDO DI MENTIRE: IL BOLLINO E' A PAGAMENTO!
Tra alberghi stellati e cene di lusso pagate dai contribuenti per ospitare la commissione, crolla il castello di carte di Palazzo: dall'Europa arriveranno zero euro per le palestre e impianti, mentre i soldi degli osimani finiranno a Roma nelle tasche di Aces, invenzione familiare dei Lupattelli
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di Sandro PANGRAZI
Osimo città europea dello sport 2028... ci vuole una bella dose di coraggio.
Anzi, diciamo le cose come stanno: ci vuole una bella faccia tosta, proprio come il vero e proprio simbolo portafortuna di questa Amministrazione (Osimo, città del "Culo politico").
Questa mattina il Sindaco Michela GLORIO ha deciso di insultare l'intelligenza degli osimani inondando la propria pagina Facebook con una dozzina di foto patinate, sorrisi di plastica e parole di totale falsità per l'attesa visita della famosa commissione Aces.
Una narrazione capovolta che urta la sensibilità di chi lo sport ad Osimo lo fa davvero, ogni giorno, sputando sangue tra impianti in difficoltà e/o tariffe comunali che spesso strozzano i bilanci delle associazioni.
In tutto questo frastuono, i cittadini osimani sono piombati nel più totale sconcerto: non ci stanno capendo più nulla.
Disorientati da mesi di silenzi della politica e da problemi quotidiani rimasti irrisolti, davanti a questo autentico bombardamento mediatico fatti di sorrisi, strette di mano, promesse, ricchi premi e cotillons, non sono rari coloro che purtroppo tendono a cedere alla tentazione di credere alla grancassa e ai fumi colorati venduti da Palazzo.
Ma la realtà è ben altra, ed è ora di smontarla per i più distratti attraverso i passaggi fondamentali di questa autentica truffa istituzionale.

Il tanto agognato titolo si compra da Aces, non si vince sul campo
La GLORIO senza arrossire afferma il falso sapendo benissimo di mentire.
Nel suo post parla di "gara" con Brescia, Perugia, Pisa e Foggia e di una "soglia del 75% da superare", come se fossimo davanti a una severa e prestigiosa competizione internazionale.
Balle! La verità che il Sindaco nasconde sotto il tappeto è che questo titolo non si vince: si compra tanto al chilo!
Non c’è nessun merito sportivo da valutare, c’è solo un tariffario da pagare… oltretutto in cambio di niente!
La Giunta ha già staccato un assegno con i soldi dei contribuenti: i primi 2.350 euro di fondi pubblici se ne sono andati solo per l'iscrizione, e se Osimo otterrà il bollino (e non c'è nessuna possibilità di non ottenerlo) il Comune dovrà sborsare altri 5.000 euro sonanti.
Oltre che aver provveduto al pagamento, per l'intero week-end, della Commissione in visita ad Osimo.
In visita di cosa (a parte hotel stellati e ristoranti pari livello) la GLORIO non ha saputo o potuto specificare.
Altro che Olimpiadi: siamo di fronte ad un vero supermarket dei marchi in vendita, mix tra politica e pseudo sport.
La gestione "familiare" della commissione esaminatrice
Chi c'è dietro la severissima "Commissione" giudicatrice che la GLORIO ha accolto con i tappeti rossi?
Il baraccone risponde alle dinamiche di Aces Europe, un'associazione privata guidata da una gestione che definire "familiare" è un eufemismo.
Altro che giuria internazionale.
Al vertice, da sempre, romani de Roma, troviamo infatti il fondatore e presidente Gian Francesco LUPATTELLLI, affiancato nel ruolo di Segretario generale dal figlio Vincenzo LUPATTELLI, tanto per stabilire con certezza a chi e dove vanno i soldi pubblici. Padre e figlio.
Sono loro i registi dell'esame farsa accettata di buon cuore dalle Amministrazioni di Destra o di Sinistra vicine al voto.
In questo Aces e i LUPATTELLI sono fin troppo democratici: ogni Comune va bene per la causa.
Un meccanismo perfetto: il Comune stacca il bonifico coi soldi degli osimani, la ditta LUPATTELLI ringrazia, fa i selfie di rito a Osimo e poi garantisce il pass per la passerella.
Chi paga vince sempre: nella storia di Aces non si ricorda una sola città bocciata.
Peccato che a pagare non sia GLORIO ma i cittadini festanti e ignari.
Il paradosso di Ascoli Piceno: "Europea" per ben due volte
E se ancora c'è qualche osimano che, nello sconcerto generale, crede ancora alla favola della competizione meritocratica, basta guardare poco più a sud, nella nostra stessa regione.
Il capolavoro della farsa si chiama Ascoli Piceno, che la GLORIO, senza rendersene conto, cita pure nel suo post senza pudore.
Ascoli è infatti riuscita a diventare "Città Europea dello Sport" per ben due volte in dieci anni: nel 2014 e nel 2024!
Com'è possibile? Le strutture sono forse raddoppiate?
Possibilissimo se si paga le ricostruzioni dei faldoni di accompagnamento alla Aces.
Nel circuito dei LUPATTELLI basta far girare l'idea che beneficiarne un po' sarà pure l'economia della città, per ritrovarsi in cassa l'ennesimo assegno pubblico a cui abbinare un titolo assegnato (o riassegnato come ad Ascoli Piceno) a comando.
Cartelli nuovi, carta intestata e gite a Roma e Bruxelles: ecco cosa pagano gli osimani
Ma cosa si compra esattamente Michela GLORIO con i soldi dei cittadini?
Il "pacchetto Aces" comprende una serie di privilegi che definire ridicoli è veramente poco.
Per tutto il 2028, il Comune avrà il diritto di fregiarsi del titolo e stampare il logo Aces sulla carta intestata e potrà inoltre innalzare nuovi cartelli stradali all'ingresso della città, con la scritta fiammante che ricorderà ai passanti quanto siamo "europei", mentre magari proviamo ad evitare le buche profonde sull'asfalto.
Ma soprattutto, i cittadini pagheranno di tasca propria il soggiorno a Bruxelles della GLORIO e della sua corte per ritirare la pergamena e pure la trasferta al Salone d’Onore del Coni a Roma per brindare alle migliori fortune.
Costi in trasparenza ma reali, rimandati interamente sulle spalle delle famiglie e delle società sportive.
Dall'Europa arriveranno zero euro: è solo campagna elettorale anticipata
La truffa semantica finale è proprio questa: spacciare un marchio privato per un finanziamento pubblico.
La GLORIO si guarda bene dal dirlo, ma la realtà è lampante: dall'Unione Europea non arriverà ad Osimo neanche un euro.
Zero centesimi per rifare i tetti delle palestre o sostenere i settori giovanili. L'intera operazione "Osimo 2028" è solo il carburante perfetto per spingere in discesa la campagna elettorale del 2030.
La GLORIO e la sua maggioranza stanno già preparando i manifesti del futuro, pagati con le tasse del presente, per riempire i dépliant elettorali con nastri tagliati e passerelle all'estero, mentre il tessuto sportivo locale continuerà a morire di fame e a farsi prendere per i fondelli, sportivi e anche non.
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