SILVETTI CHIAMA, OSIMO RISPONDE? IL PIANO POSSIBILE PER SCIPPARE AD ANCONA LA GALLINA DALLE UOVA D’ORO DEL FORNO CREMATORIO
Ancona cerca una via di fuga dalle polemiche su Bolignano attraverso un progetto di Rete. Osimo avrebbe più carte vincenti con le aree isolate di Casenuove e Passatempo ideali per intercettare anche il flusso di salme dal Maceratese. Con Silvetti alle corde, Glorio avrebbe un asse strategico senza precedenti per azzerare i costi di investimento e incassare fin da subito i ricchi ricavi
Di Sandro Pangrazi
|
05-set-2026
|
6 min di lettura

https://www.dottromaldini.com
di Sandro PANGRAZI
Svolta clamorosa sul fronte della patata bollente dei forni crematori.
Dai palazzi della politica di Ancona è trapelata, giusto ieri mattina, un’indiscrezione destinata a rimescolare completamente le carte in tavola: la Giunta SILVETTI sta seriamente valutando di abbandonare l'idea di un impianto puramente cittadino per passare a un progetto di "Rete" su scala di area vasta.
Tradotto dal politichese: Ancona ha capito che l’ostilità dei comitati per il sito di Bolignano rischia di impantanare tutto.
La soluzione? Cercare un asse territoriale con i Comuni vicini.
Ed è qui che per Osimo si potrebbero spalancare le porte di un affare economico senza precedenti, risvegliando un vecchio progetto mai decollato.
Dai palazzi della politica di Ancona è trapelata, giusto ieri mattina, un’indiscrezione destinata a rimescolare completamente le carte in tavola: la Giunta SILVETTI sta seriamente valutando di abbandonare l'idea di un impianto puramente cittadino per passare a un progetto di "Rete" su scala di area vasta.
Tradotto dal politichese: Ancona ha capito che l’ostilità dei comitati per il sito di Bolignano rischia di impantanare tutto.
La soluzione? Cercare un asse territoriale con i Comuni vicini.
Ed è qui che per Osimo si potrebbero spalancare le porte di un affare economico senza precedenti, risvegliando un vecchio progetto mai decollato.
Il precedente di vent'anni fa: l'intuizione con rimpianto dell'Amministrazione LATINI
A dire il vero, la nostra città non è nuova a questa intuizione.
Già circa vent'anni fa, ai tempi della prima Amministrazione guidata da Dino LATINI, Osimo valutò seriamente la possibilità di realizzare un polo crematorio da posizionare presso il cimitero "vecchio" di San Giovanni.
All’epoca, tuttavia, la sensibilità dei cittadini e soprattutto la domanda di mercato erano nettamente premature: la cremazione era ancora una scelta minoritaria e l'iter venne così accantonato, seppur a malinconia, certi di aver visto solo passare un treno di opportunità economiche.
A distanza di oltre due decenni, tra gli addetti ai lavori e nelle stanze del Palazzo è rimasto però il forte rimpianto per una grande occasione perduta; scelta che, con un po' più di coraggio, avrebbe garantito l'autonomia finanziaria dei servizi cimiteriali osimani per generazioni.
Oggi la storia potrebbe bussare di nuovo alla porta.
Già circa vent'anni fa, ai tempi della prima Amministrazione guidata da Dino LATINI, Osimo valutò seriamente la possibilità di realizzare un polo crematorio da posizionare presso il cimitero "vecchio" di San Giovanni.
All’epoca, tuttavia, la sensibilità dei cittadini e soprattutto la domanda di mercato erano nettamente premature: la cremazione era ancora una scelta minoritaria e l'iter venne così accantonato, seppur a malinconia, certi di aver visto solo passare un treno di opportunità economiche.
A distanza di oltre due decenni, tra gli addetti ai lavori e nelle stanze del Palazzo è rimasto però il forte rimpianto per una grande occasione perduta; scelta che, con un po' più di coraggio, avrebbe garantito l'autonomia finanziaria dei servizi cimiteriali osimani per generazioni.
Oggi la storia potrebbe bussare di nuovo alla porta.
Il vicolo cieco di Bolignano e la trappola dell'Aspio
Fino ad oggi, lo scenario per la nostra città era (ed è) il peggiore possibile.
Con il progetto di Bolignano, l'impianto sarebbe sorto formalmente sotto Ancona, ma di fatto alle porte di casa nostra.
I residenti dell’Aspio e delle frazioni osimane si sarebbero presi il viavai dei carri funebri, l'impatto visivo e le ansie ambientali, mentre Ancona si sarebbe intascata il 100% dei ricavi e delle royalties.
Con il progetto di Bolignano, l'impianto sarebbe sorto formalmente sotto Ancona, ma di fatto alle porte di casa nostra.
I residenti dell’Aspio e delle frazioni osimane si sarebbero presi il viavai dei carri funebri, l'impatto visivo e le ansie ambientali, mentre Ancona si sarebbe intascata il 100% dei ricavi e delle royalties.
Insomma zero benefici ma tutti i disagi. Un insulto al buon senso.
La svolta: perché Osimo deve dettare le condizioni
Se Ancona chiama alla "Rete", Osimo dovrebbe rispondere da una posizione di forza.
Escluso il piccolo sito di San Giovanni per evidenti limiti fisici di spazio, la nostra città ha oggi carte ben più forti da giocare: i terreni cimiteriali rurali di Passatempo o Casenuove appaiono strategicamente perfetti per ampiezza e isolamento.
Attraverso un accordo di partenariato intercomunale, Osimo potrebbe mettere sul tavolo il sito ideale in cambio di una contropartita finanziaria senza precedenti.
Si parla di un mercato possibile di circa 8 salme al giorno (circa 3.000/3.500 l'anno), un bacino enorme che assorbirebbe quasi l'intera provincia di Ancona per intercettare anche gran parte, se non tutto, il ricco flusso del Maceratese, oggi totalmente priva di impianti.
Escluso il piccolo sito di San Giovanni per evidenti limiti fisici di spazio, la nostra città ha oggi carte ben più forti da giocare: i terreni cimiteriali rurali di Passatempo o Casenuove appaiono strategicamente perfetti per ampiezza e isolamento.
Attraverso un accordo di partenariato intercomunale, Osimo potrebbe mettere sul tavolo il sito ideale in cambio di una contropartita finanziaria senza precedenti.
Si parla di un mercato possibile di circa 8 salme al giorno (circa 3.000/3.500 l'anno), un bacino enorme che assorbirebbe quasi l'intera provincia di Ancona per intercettare anche gran parte, se non tutto, il ricco flusso del Maceratese, oggi totalmente priva di impianti.
I numeri dell'affare: milioni di incasso nel medio e lungo termine
I vantaggi per il bilancio di Osimo non sarebbero una fiammata passeggera, ma una rendita strutturale capace di cambiare il volto della spesa pubblica locale nel tempo:
- Investimento a costo zero: Le milionate per la costruzione, i macchinari e i filtri ad altissima tecnologia li metterebbe Ancona (o i privati in Project Financing).
Osimo non sborsa un euro di mutuo, azzerando ogni rischio finanziario. - 1,5 milioni di euro nel medio termine (10 anni): Entrando nel progetto come partner e intercettando le salme extra-comunali, Osimo si garantirebbe una royalty netta stimata in oltre 150.000 euro all'anno, traducendosi in un tesoretto di un milione e mezzo di euro in un decennio da spendere subito per asfaltare le strade delle frazioni e potenziare i servizi sociali.
- Fino a 4 milioni nel lungo termine (25 anni): Alla scadenza naturale di una concessione standard a lungo termine, l'incasso cumulato per il Comune sfiorerebbe i 4 milioni di euro di sole entrate correnti, a costo zero per i contribuenti osimani.
- 1,2 milioni risparmiati dalle famiglie osimane: I cittadini di Osimo otterrebbero lo status di "salma del posto", accedendo a tariffe dimezzate rispetto ai non residenti ed eliminando anche gli onerosi costi di trasporto fuori provincia, a Fano o San Benedetto del Tronto.
Nel lungo periodo, si calcola un risparmio complessivo di oltre un milione di euro che verrebbe direttamente ridistribuito nelle tasche delle famiglie osimane. - Controllo ambientale blindato: Entrando nella cabina di regia del progetto, il nostro Comune non subirebbe più i controlli passivamente, ma potrebbe imporre ad Ancona l'adozione delle tecnologie di filtraggio più avanzate sul mercato e pretendere un monitoraggio continuo h24 collegato direttamente con l'Arpam, garantendo la totale trasparenza e la salute delle nostre frazioni.
Oltre i colori politici: il coraggio del grande affare
L’unico vero scoglio resta la palude della politica.
Con le scadenze elettorali alle porte – le Politiche del 2027 e le Comunali di Ancona del 2028 – la paura di toccare temi caldi rischia di paralizzare i sindaci SILVETTI e GLORIO.
Ma ragionando così, nessun anno sarà mai quello giusto.
Vent'anni fa i tempi erano acerbi per la tecnologia e la mentalità del tempo; oggi sono maturi, anzi appaiono tardivi.
Spostare il polo crematorio a sud di Ancona, in favore del mercato bis di Macerata, ovvero verso i cimiteri di Passatempo o Casenuove, significa allontanarlo dalle case di Bolignano, pacificare il confine, fare un favore logistico a tutta la provincia (anzi due) e, soprattutto, riempire di oro il bilancio osimano per gli anni a venire.
La palla passa ora soprattutto alla politica osimana, dal momento che Ancona starebbe per proporre la richiesta di una mano.
Vogliamo continuare a subire i fumi di Ancona gratis o vogliamo superare i rimpianti del passato e prenderci i milioni facili di un affare che capita una sola volta, anzi due, nella storia della città?
Con le scadenze elettorali alle porte – le Politiche del 2027 e le Comunali di Ancona del 2028 – la paura di toccare temi caldi rischia di paralizzare i sindaci SILVETTI e GLORIO.
Ma ragionando così, nessun anno sarà mai quello giusto.
Vent'anni fa i tempi erano acerbi per la tecnologia e la mentalità del tempo; oggi sono maturi, anzi appaiono tardivi.
Spostare il polo crematorio a sud di Ancona, in favore del mercato bis di Macerata, ovvero verso i cimiteri di Passatempo o Casenuove, significa allontanarlo dalle case di Bolignano, pacificare il confine, fare un favore logistico a tutta la provincia (anzi due) e, soprattutto, riempire di oro il bilancio osimano per gli anni a venire.
La palla passa ora soprattutto alla politica osimana, dal momento che Ancona starebbe per proporre la richiesta di una mano.
Vogliamo continuare a subire i fumi di Ancona gratis o vogliamo superare i rimpianti del passato e prenderci i milioni facili di un affare che capita una sola volta, anzi due, nella storia della città?
Iban Sandro PANGRAZI: IT79 J360 8105 1382 3380 9433 812
(Causale: Per un giornalismo che non passa inosservato)
PostePay: 4023 6013 6599 0332
PayPal: https://paypal.me/osimooggiblog
Pubblicità

Pubblicità



