CISL, UIL E CSA ALZANO BANDIERA BIANCA, I VIGILI URBANI RESTANO PORTINAI DEL COMUNE
Scaduto l'ultimatum sindacale per ottenere il tavolo d'urgenza sulla Polizia locale. I "paladini" CAVEZZA, BELTRONI e CRESCENZI indietro tutta sull'editto delle tapparelle. La protesta contro la GLORIO si squaglia nel silenzio: gli agenti resteranno a chiudere porte e finestre del Municipio

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di Sandro PANGRAZI
Mentre la città riprende i normali ritmi autunnali, la sbandierata rivolta sindacale contro "l'editto delle tapparelle" di agosto si è trasformata nella più prevedibile delle ritirate.
Settembre: Cisl, Uil e Csa funzione pubblica alzano in coro la triplice bandiera bianca; i Vigili urbani ufficialmente confermati "portinai" del Comune.
È questo il verdetto secco che arriva oggi con il termine dell'arco temporale di un mese entro il quale si sarebbe dovuto tenere il tanto sbandierato tavolo di confronto urgente.
L'argomento, invece, sembra invece essere definitivamente uscito dal calendario sindacale, ammesso vi fosse mai entrato.
L'autunno osimano si apre così, con il più classico dei colpi di spugna: quello che ad agosto era stato battezzato come il caso sindacale dell'anno – l'editto del Sindaco Michela GLORIO per trasformare la Polizia Locale nei custodi di portineria del Palazzo – è stato ufficialmente archiviato dal silenzio complice delle sigle, squagliato sotto il sole di un'estate africana.
La protesta si è dunque sgonfiata nel disinteresse generale, lasciando gli agenti da soli a gestire un compito di mera manovalanza che ne svilisce totalmente la professionalità.
La scadenza fantasma di settembre
Le promesse di battaglia e le diffide al vetriolo spedite ad agosto a Palazzo comunale si sono rivelate armi spuntate o meglio chiacchere da bar.
I sindacati avevano fissato una linea rossa invalicabile: un tavolo di confronto urgente entro la prima settimana di settembre, pena la mobilitazione generale. Siamo a lunedì 7 settembre 2026, esattamente al periodo preso in esame per avviare il confronto, un mese esatto dai fatti: ebbene l'argomento sembra essere definitivamente uscito dal calendario sindacale. Ammesso vi fosse mai entrato.
La reazione dei rappresentanti dei lavoratori pubblici di fronte al confermato muro del Sindaco? Il nulla cosmico.

L'improvviso letargo del "paladino" CAVEZZA (e soci)
Il principale protagonista di questa ritirata strategica ha un nome e cognome ed è il segretario della Cisl Giovanni CAVEZZA, primo firmatario della protesta.
Il sindacalista che solo poche settimane fa tuonava contro il provvedimento "filo-bulgaro", parlando di dignità calpestata, sembra aver esaurito la carica agostana, ammosciatasi proprio ora che a settembre l'uva è fatta e i fichi pende.
Insomma si tratterebbe di passare, dalla fase della semina a quella del raccolto, non fosse questo il festival del silenzio e delle brutte figure.
A tenere compagnia a CAVEZZA nel dileguarsi a grande velocità anche i colleghi Alfredo BELTRONI e Bruno CRESCENZI, gli altri firmatari della diffida d'agosto.
Il loro ruggito corale si è trasformato in un docile sonnellino autunnale, lasciando l'impressione di una fiammata buona solo per guadagnare spazio sotto l'ombrellone.
La spugna sul pasticcio normativo
Il silenzio sindacale getta un velo pietoso su anomalie tecniche che restano però gravissime.
Nessuno chiede più conto del palese contrasto con l'articolo 107 del Tuel, che vieta la sovrapposizione tra indirizzo politico e gestione operativa.
La GLORIO ha bypassato la catena di comando imponendo ordini diretti agli agenti, ma oggi le sigle sindacali sembrano aver rimosso il problema, accettando di fatto lo scavalcamento istituzionale.
Chilometri a vuoto sulla pelle della sicurezza
Mentre la politica tace, restano sul tavolo i disagi logistici per il Corpo.
Di sera, gli agenti distanti oltre due chilometri dal centro (visto che il Comando è dislocato in via Molino Mensa) continuano a dover interrompere il controllo del territorio 15 minuti prima del rientro per correre in Municipio.
Un paradosso che sottrae l'unica pattuglia presente su strada proprio quando i cittadini chiedono più sicurezza urbana e presenza reale sul territorio.
Il sospetto che si fa certezza: solo cortina di fumo
Dietro i grandi proclami ferragostani, dunque, c'era il nulla.
Con il passare dei giorni, l'iniziale sospetto dei più maliziosi si è trasformato in una deprimente certezza: l’improvviso attivismo sindacale, risvegliatosi dal proverbiale sonno, era improntato a mera cortina di fumo; in altre parole un teatrino del "vorrei ma non posso" allestito ad arte pur di dare un qualunque segno di vita alla platea degli iscritti.
Nessuna reale volontà, da parte di CAVEZZA, BELTRONI e CRESCENZI, di andare fino in fondo o di sfidare i piani alti del Palazzo per difendere sul serio la Polizia locale.
Solo un pò di propaganda e rumore estivo per far finta di esistere, prima che il comodo silenzio di settembre seppellisse definitivamente la portineria del Comune e i suoi forzati custodi.
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