venerdì, 04 settembre 2026

UN NUOVO TERREMOTO POLITICO TRAVOLGE ACQUAMBIENTE: EPICENTRO ANCORA PALAZZESI

Dopo la burrascosa assemblea societaria di mercoledì (e la "fuga" dai lavori di Tombolini e Moschella), il gotha provinciale di Forza Italia è entrato nel mirino di Filottrano, alias Luca Paolorossi. Da Numana ad Ancona, l’asse azzurro sotto il siluro del Sindaco-strano, in particolare sui criteri di rappresentanza e rotazione. Investito del caso il Prefetto Valiante

Di Sandro Pangrazi | 04-set-2026 5 min di lettura
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UN NUOVO TERREMOTO POLITICO TRAVOLGE ACQUAMBIENTE: EPICENTRO ANCORA PALAZZESI

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di Sandro PANGRAZI

Un vero e proprio terremoto politico e societario scuote le fondamenta di Acquambiente Marche, la cassaforte pubblica del ciclo idrico che unisce quattro storici Comuni del territorio e i suoi 26.057 abitanti: Cingoli, Filottrano, Sirolo e Numana.
Lo scontro, rimasto finora parzialmente confinato nelle stanze felpate della politica locale (eccezion fatta per una prima presa di posizione, a fine giugno, proprio sul rinnovo del mandato al Presidente Massimo PALAZZESI) è fatalmente esploso mercoledì dopo un'Assemblea societaria a dir poco incendiaria, conclusasi con il clamoroso doppio abbandono dell'aula da parte dei Sindaci Filippo MOSCHELLA (Sirolo) e Gianluigi TOMBOLINI (Numana).
A far saltare un banco già provato è stata la durissima nota ufficiale, post assemblea, inviata via Pec dall'impetuoso Sindaco di Filottrano Luca PAOLOROSSI, che ha depositato agli atti una vera e propria bomba giuridica.
La denuncia è un siluro contro la governance PALAZZESI: il Sindaco contesta al neo confermato Presidente una "forzatura politico-giuridica" che avrebbe blindato la poltrona di PALAZZESI proprio in occasione della terza rielezione al vertice di Acquambiente, forzando i quorum statutari e calpestando la parità tra i quattro soci pubblici.
La missiva, recapitata per conoscenza anche al Prefetto di Ancona Maurizio VALIANTE e al Presidente dell'organismo indipendente di valutazione (Oiv) Daniele SILVETTI (peraltro significativamente Sindaco di Ancona in quota Forza Italia), apre ufficialmente una crisi istituzionale senza precedenti a cavallo della Val Musone.
Ecco, divisi per temi, i passaggi chiave utile a comprendere la portata del clamoroso strappo istituzionale.

La resa dei conti dopo il doppio abbandono di Sirolo e Numana
L'Assemblea del 2 settembre doveva essere il tavolo del chiarimento dopo le frizioni di metà agosto, si è invece trasformata in un tavolo tutti contro tutti.
Davanti alle contestazioni e alla linea dura sollevata da Filottrano, l'asse della riviera ha ceduto: i Sindaci MOSCHELLA (Sirolo) e TOMBOLINI (Numana), indispettiti, hanno abbandonato platealmente la seduta.
Una doppia "fuga" che certifica la rottura totale e definitiva del "patto di ferro" che per anni ha regolato l'Ente sovracomunale e che ha spinto il Sindaco filottranese PAOLOROSSI a mettere nero su bianco una durissima diffida.

Il "blocco" di Forza Italia nel mirino di Paolorossi
Dietro le schermaglie burocratiche c'è una fortissima tensione politica legata ai pesi specifici dei partiti nel territorio.
PAOLOROSSI (Lega) punta direttamente il dito contro il monopolio di una precisa sigla politica, teoricamente alleata nel Centro-Destra: Forza Italia egemonica da sempre in ACQUAMBIENTE.
Nella nota viene esplicitamente rimarcato come il Presidente Massimo PALAZZESI sia il segretario della sezione di Numana di Forza Italia, ovvero lo stesso partito di Tombolini, ovvero lo stesso partito del Presidente dell'organismo di valutazione SILVETTI, nonchè incidentalmente Sindaco del Comune capoluogo.
Un asse politico granitico accusato da Filottrano di avvantaggiare cariche e indennità (con un PALAZZESI blindato alla sua terza nomina consecutiva prima di Ferragosto) piuttosto che rispettare la dignità e la rappresentanza del Comune di Filottrano nell'organo di gestione ad invocare una rotazione degli incarichi.

La patata bollente per i controllori e il ruolo di Silvetti
L'attacco di PAOLOROSSI costituisce un siluro anche per gli organi di garanzia, accusati di "silenzio o consenso" di fronte alle forzature adottate.
Tra i destinatari della diffida spicca il nome dell'avvocato Daniele SILVETTI, Presidente del più volte ricordato Oiv (Organismo Indipendente di Valutazione) di Acquambiente Marche.
Un ruolo tecnico di controllo delicatissimo, che oggi si intreccia inevitabilmente con la sua pesante veste politica di Sindaco del capoluogo provinciale e regionale, esponente di primissimo piano, a livello nazionale, del club Azzurro.
Di fronte a contestazioni formali che parlano di violazione delle norme sul controllo analogo e sui quorum societari, ecco che SILVETTI e il Collegio sindacale si trovano, più di tutti, in una posizione ultra-scomoda.

Il nodo del Controllo Analogo e lo spettro della nullità degli atti
Dal punto di vista giuridico, le bombe messe a verbale da Filottrano rischiano di paralizzare l'intera operatività del gestore idrico.
Nelle società in-house, escludere un Comune socio (Filottrano) dal processo decisionale o ignorare la richiesta di rinvio per reintegrare il CdA ai 4 membri originari, viola il principio del controllo analogo congiunto.
Di conseguenza, con l'atto post 2 settembre, PAOLOROSSI ha notificato ufficialmente che il suo Comune non riconosce oltre l'autorità del Presidente PALAZZESI e lo ha diffidato, insieme al CdA, dal compiere atti vincolanti.
Qualsiasi firma su appalti, contratti o tariffe posta da oggi in poi rischia il ricorso e la nullità davanti ai giudici.

L'intervento del Prefetto e lo scontro istituzionale
La partita vola ora sui tavoli istituzionali più alti della provincia.
Con l'invio formale del documento al Prefetto di Ancona, il caso Acquambiente diventa una grana di legalità istituzionale.
Se gli organi accerteranno che il Consiglio di Amministrazione è stato costituito in violazione delle norme di legge e dello Statuto societario, anche la semplice erogazione delle indennità di carica ai vertici configurerebbe l'ipotesi in aggravio del danno erariale, ad aggiungersi e complicare la ricerca di una soluzione mediata.
La diplomazia politica pare infatti essere fallita nel Centro-Destra, con Fratelli d'Italia al momento spettatore impassibile; la Val Musone, in vista delle Politiche 2027, si prepara ad un antipasto niente male con un autunno caldissimo da vivere nelle aule di tribunale.

 

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