sabato, 11 aprile 2026

SCOSSICCI, LORETO PUNTA ALLA PARTE CIVILE: GIUSTIZIA O PROPAGANDA?

Mentre la politica alza la voce, l’inchiesta si chiude a riccio: dopo il sequestro dell’agendina e dello smartphone nell'abitazione del 53enne di Villa Costantina, sulla "lista nera" cala il segreto istruttorio

Di Sandro Pangrazi | 11-Apr-2026 4 min di lettura
(0 voti)
SCOSSICCI, LORETO PUNTA ALLA PARTE CIVILE: GIUSTIZIA O PROPAGANDA?

https://www.dottromaldini.com/

Pubblicità

La vicenda della "strage di Scossicci" è entrata in una fase cruciale, divisa tra il clamore delle dichiarazioni politiche e il silenzio blindato degli uffici giudiziari. 
Mentre il numero delle carcasse recuperate è ormai tristemente certo, 54 esemplari, l’inchiesta coordinata dalla Procura di Macerata si concentra da tempo sul materiale sequestrato nell'abitazione del 53enne di Villa Costantina perquisita prima di Pasqua.

1. Il "caso" PIERONI: tra tutela dell'immagine e campagna elettorale
L'annuncio del Sindaco di Loreto Moreno PIERONI, di voler costituire il Comune come parte civile in un futuro processo sta sollevando un polverone non solo giuridico, ma anche e soprattutto politico. 
Se da una parte l’Amministrazione loretana rivendica il diritto di difendere l’onore di una comunità ferita dal coinvolgimento di un suo residente, dall’altra molti leggono in questa scelta una mossa strategica, tipica da campagna elettorale. 
La difficoltà tecnica di farsi ammettere come parte lesa resta evidente: dimostrare un danno diretto per un reato scoperto in territorio di Porto Recanati è una sfida complessa che il giudice potrebbe respingere a cuor leggero, derubricando l'iniziativa a puro atto simbolico di facciata.

2. Il tesoro dei Forestali: l’agenda e il cellulare sotto esame
Dopo la perquisizione nella frazione di Villa Costantina, i Carabinieri Forestali hanno blindato l'inchiesta. 
Sulla vicenda che ha fatto parlare mezza Italia (è dell'altro giorno l'interessamento de Le Jene) regna il più stretto riserbo, a partire proprio dall'analisi dei due reperti chiave: un'agendina manoscritta e il telefono cellulare del sospettato. 
È tra quelle pagine e nei tabulati che si cerca la prova della "filiera". 
Il silenzio degli inquirenti, che non lasciano trapelare nulla sugli interrogatori in corso, suggerisce che l'incrocio tra i nomi scritti a mano e le chiamate effettuate stia producendo riscontri pesanti, indizi che potrebbero allargare chissà di quanto il cerchio delle responsabilità.

3. Non è mai stato un gesto isolato: la metodica del massacro
I numeri parlano chiaro: la soppressione di 54 cani non è il frutto di un raptus o di un incidente, ma il segno di un’attività sistematica e organizzata nel tempo. 
La Procura maceratese sembra convinta che l'indagato fosse il terminale di un sistema di "smaltimento" collaudato. 
Chi conosceva quei nomi sull'agenda? Probabilmente chi oggi trema al pensiero di essere convocato: cacciatori o allevatori ma anche gente comune che potrebbero aver consegnato i propri animali vecchi o "scartati" al 53enne, diventando complici di un eccidio che non ha nulla di isolato. 
Ma sulle motivazioni della strage ruota l'intera inchiesta, per cui sarà bene non affrettarsi in conclusioni non ancora accertate.

4. Il pugno di ferro della nuova Legge Brambilla
A rendere il clima ancora più teso gioca anche l'ombra della recente riforma Brambilla. 
Con le nuove norme entrate in vigore l'anno scorso, l’uccisione di animali non è più un reato minore punibile con una semplice ammenda. 
La legge oggi prevede pene detentive pesanti e riduce drasticamente l'accesso ai benefici di legge per chi agisce con crudeltà e su numeri così elevati di esemplari. 
Per l'uomo di Villa Costantina, il tempo delle sanzioni simboliche è finito: il rischio di una condanna esemplare è quanto mai concreto, anzi l'unica cosa al momento sicura.

5. Oltre il "boia": la responsabilità di un territorio
Mentre si attende che il segreto istruttorio lasci spazio ai primi atti processuali, la vicenda interroga da mesi l'intera comunità locale. 
La strage di Scossicci non è solo il tragico resoconto di un "cimitero degli orrori", ma il segnale di un sottobosco di illegalità legato alla gestione degli animali che per troppo tempo è rimasto nell'ombra anche nelle nostre parti. 
Spetterà ora il Tribunale di Macerata stabilire se la giustizia saprà essere altrettanto dura... quanto lo è stata la mano che ha chiuso quei 54 cani nei sacchi di plastica.

https://qualitaeamore.it/ristorante/cucina-contadina/?utm_source=osimooggi&utm_medium=referral&utm_campaign=articolo_editoriale&utm_content=grafica_ancona

 

 

Pubblicità

Cosa ne pensi?

Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.

Potrebbe interessarti