lunedì, 04 maggio 2026

FERMO '26, DOPO OSIMO IN ARRIVO UN ALTRO FALLIMENTO TARGATO FDI: LA REGIA ACQUAROLI-PUTZU REGALA LA CITTA' ALL'INCERTEZZA

L'incapacità cronica di sintesi del Centro-Destra marchigiano trasforma un successo annunciato in una corrida "tutti contro tutti". Nonostante la gestione del potere regionale, il duo ACQUAROLI-PUTZU (Fratelli d'Italia) non riesce a trovare la quadra, scivolando in un corto circuito tattico che certifica l'impotenza politica di fronte alle ambizioni locali e ai veti incrociati

Di Sandro Pangrazi | 04-May-2026 4 min di lettura
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FERMO '26, DOPO OSIMO IN ARRIVO UN ALTRO FALLIMENTO TARGATO FDI: LA REGIA ACQUAROLI-PUTZU REGALA LA CITTA' ALL'INCERTEZZA

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di Sandro PANGRAZI

L'incapacità cronica di sintesi del Centro-Destra marchigiano trasforma un successo annunciato in una corrida "tutti contro tutti". 
Nonostante la gestione del potere regionale, il duo ACQUAROLI-PUTZU (Fratelli di Italia) non riesce a trovare la quadra, scivolando in un corto circuito tattico che certifica l'impotenza politica di fronte alle ambizioni locali e ai veti incrociati.

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1. La regia dell'insuccesso: il ticket Acquaroli-Putzu alla prova di Fermo '26
Se l’obiettivo del Governatore Francesco ACQUAROLI e del suo braccio destro territoriale Andrea PUTZU (incredibilmente Capogruppo consiliare in Regione, nonostante l'utilizzo in passato di cocaina), era blindare il capoluogo fermano, i fatti raccontano una storia di profonde contraddizioni. 
L'incapacità di mediare tra le diverse anime della coalizione ha prodotto lo stesso corto circuito già visto due volte di seguito ad Osimo nel 2024 e nel 2025: una strategia regionale fallimentare che frammenta il consenso, trasformando quella che doveva essere una tranquilla vittoria al primo turno in un azzardo dai risvolti imprevedibili.

2. Il paradosso CALCINARO: tra appoggio ufficiale e "doppio gioco" civico
Il Sindaco uscente e potente Assessore alla Sanità, Paolo CALCINARO, ha da tempo ufficializzato il suo appoggio al "delfino" Alberto Maria SCARFINI, scelta maturata da sempre e mai messa in dubbio. Tuttavia, questa mossa, non ferma l'emorragia nell'elettorato di Centro: il mondo civico fermano si spacca in due dovendo fronteggiare la candidatura alternativa di Leonardo TOSONI, spalleggiato dalla Fiamma e Lega e l'abbandono di Forza Italia. 
CALCINARO si ritrova così con "due piedi in staffe opposte": ad Ancona fedelissimo della Giunta regionale a parole e si spera nei fatti, ma padre politico di un'area che 60 chilometri più a sud sfida i partiti ufficiali nei fatti della sua stessa coalizione, nel silenzio assordante di un Centro-Destra che non osa fiatare nè in Regione, nè nella Marca fermana.

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3. Il fantasma di Osimo: vittorie di Pirro e rese forzate
Il richiamo ai precedenti di Osimo è strutturale. 
Nel 2024, le medesime tensioni portarono a una vittoria di Pirro con PIRANI, incapace di governare, per poi regalare la città l'anno dopo al "campo largo" di Michela GLORIO (57%) già al primo turno. 
In quel contesto, anziché pagare la regia regionale, il conto fu intestato in esclusiva ai Civici Latiniani, costretti alla resa di fatto e alla non partecipazione nel '25 per evitare una sconfitta già scritta; e con la successiva ostracizzazione di Dino LATINI dai lavori della XIV legislatura.

4. L'eccellenza del forfait: Forza Italia non sceglie e non partecipa
In questo marasma spicca la decisione di Forza Italia: non sceglie e non partecipa. 
Gli azzurri, schiacciati tra il candidato dei partiti e la spinta civica calcinariana, preferiscono il disimpegno totale. 
Un’assenza che certifica il fallimento dell'unità di coalizione e priva il Centro-Destra della sua gamba moderata e del marchio di fabbrica, lasciando un vuoto che peserà enormemente sulle urne del 24 e 25 maggio.

5. Vittoria gettata al vento: il rischio del "Disastro perfetto"
Fermo rischia ora di diventare il nuovo capitolo dei manuali di tattica elettorale su come perdere un'elezione già vinta. 

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La cannibalizzazione tra SCARFINI e TOSONI, unita al forfait di Forza Italia, potrebbe portare all'esclusione di uno dei due già al primo turno, favorendo Angelica MALVATANI (Campo largo) o l'outsider Saturnino DI RUSCIO, ex sodale di ACQUAROLI & PUTZU. 
Invece di blindare la città, la strategia fallimentare di FRatelli di Italia ha creato, come al solito, i presupposti per una stagione di future macerie politiche.
Anzi imminenti.

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