CASE POPOLARI, INDISCREZIONE SHOCK: AD OSIMO STAZIONE APPARTAMENTI EXTRA LARGE PER FAMIGLIE NUMEROSE?
Glorio e Andreoni, incontrando a Palazzo il neo Presidente Erap Fagioli, avrebbero chiesto una variante per dimezzare gli alloggi: da 29 a 15. L'obiettivo? Privilegiare nuclei extra-large, ignorando la realtà di anziani soli e giovani coppie. Il rischio concreto è che un'opera d’eccellenza si trasformi in un ghetto di fragilità, generando nel cuore della frazione un nuovo, piccolo 'Hotel House'

Dietro l'annuncio del cronoprogramma che fissa a dicembre 2027 la consegna delle chiavi di 29 nuovi appartamenti ad Osimo Stazione (ex scuola elementare) acquisiti da Erap Marche a seguito del fallimento nel 2008 di un'impresa privata, trapela un’indiscrezione "riservata" che agita la frazione.
La Giunta GLORIO-ANDREONI (Sindaco e vice Sindaco con delega ai Servizi sociali) avrebbe approfittato della visita istituzionale del neo-presidente Erap Tommaso FAGIOLI — impegnato in un tour dei principali Comuni marchigiani — per avanzare una richiesta informale che punterebbe a stravolgere il progetto originale.
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L'intento sarebbe duplice: da un lato favorire in graduatoria i nuclei familiari più numerosi, dall'altro riservarsi una quota di alloggi per gestire trasferimenti di famiglie già assegnatarie, oggi "strette" in appartamenti non adeguati alle loro esigenze.
Eppure, l’operazione di recupero del cantiere di via Garibaldi, sarebbe ormai ufficiale: l’Ente regionale ha stanziato 5.496.086 euro per completare lo stabile, mettendo fine a un’attesa durata 18 anni.
1. DICIOTTO ANNI DI POLVERE: L’EREDITÀ DEL FALLIMENTO
Il cantiere dell'ex scuola elementare è il simbolo di un'attesa infinita. Fermo dal fallimento dell'impresa nel 2008, lo stabile è rimasto per quasi due decenni uno scheletro di cemento.
L'acquisizione, incardinata dalla precedente Presidenza DI RUSCIO, giunge ora a compimento con il nuovo vertice FAGIOLI.
Ma quello che doveva essere il recupero di un'opera di edilizia residenziale di eccellenza rischia ora di essere snaturato da una manovra politica dell'ultimo minuto, che ignora la natura originaria del progetto e la sua articolata bellezza architettonica.
2. LO SPETTRO DELL’HOTEL HOUSE E IL RISCHIO “GHETTO”
Il termine tecnico fa paura: ghetto verticale.
La volontà del Sindaco GLORIO e del Vice ANDREONI di privilegiare i nuclei extra-large evoca un paragone che fa tremare i polsi solo a nominarlo: quello con l’hotel House di Porto Recanati.
Concentrare esclusivamente famiglie numerosissime e con forti fragilità in un unico blocco significa rinunciare al fondamentale "mix sociale" di coesione che dovrebbe essere alla base di una sana politica di convivenza e integrazione.
Invece di privilegiare anziani soli e giovani coppie, ovvero la realtà attuale della famiglia italiana, si rischia di creare un polo di isolamento che trasformerebbe rapidamente un gioiello di design in una polveriera sociale gravitante nel cuore della stazione.
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3. LO SCHIAFFO AGLI OSIMANI STORICI E ALLA DEMOGRAFIA
In un’Italia dove la media dei figli per coppia è di 1.2, la scelta di puntare su maxi-alloggi appare come uno schiaffo ai residenti locali e anche un insulto all'intelligenza.
Da ormai trent’anni Osimo Stazione vive quotidianamente le sfide dell'integrazione e i residenti storici, che hanno pagato tasse e contributi per una vita, temono ora l'ennesimo sorpasso proprio sul traguardo.
Infatti, poco ma sicuro, con i criteri della numerosità familiare e la riserva per i trasferimenti "interni", il lavoratore osimano o l'anziano solo verrebbero sistematicamente esclusi da un'opera di pregio pagata con i soldi di tutti.

Via Garibaldi, 8 ad Osimo Stazione, ex area scuola elementare: ecco come si presenta il cantiere acquisito dall'Erap. Secondo la proposta potrebbe essere dirottato da 29 appartamenti di pregio ad una 15ina di mega alloggi per nuclei familiari particolarmente numerosi.
4. IL “SÌ” DI CORTESIA E IL MURO DELLA BUROCRAZIA
Pare che il neo Presidente Erap FAGIOLI abbia risposto con un "sì" di cortesia alla richiesta osimana, ma la realtà tecnica racconta un'altra storia.
Modificare un progetto già finanziato e incardinato su 29 unità significa abbattere tramezzi e rifare impianti, rischiando di far saltare la consegna del 2027.
È probabile che la volontà tecnica di Erap di chiudere l'opera nei tempi previsti prevalga, quindi, sulle ambizioni della Giunta, ma l'intento di forzare il progetto per soddisfare future specifiche esigenze di "trasferimento" resta un segnale politico allarmante.
5. IL “MAI DIRE MAI” DI UNA FRAZIONE IN ALLERTA
Nonostante la speranza che il buonsenso alla fine prevalga, tra gli abitanti della frazione regna un profondo scetticismo e un certo allarme. La preoccupazione che le indiscrezioni trovino applicazione è infatti alta, alimentata da anni di promesse mancate.
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Osimo Stazione non vuole un altro esperimento sociale calato dall'alto; chiede semplicemente che l'ex scuola elementare torni a essere una risorsa equilibrata per il quartiere, magari garantendo trasparenza sui criteri di assegnazione.
Dopo 18 anni, la guardia resta alta: la frazione non può permettersi l'ennesimo errore strategico sulla propria pelle.
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