IL PD GETTA POLIAMBULATORIO E COERENZA NEL TRITACARNE DELLA SFRONTATEZZA: VOTATO IL TRASFERIMENTO CON UN ATTO DI RARA INSOLENZA
Dal gazebo di Piazza Boccolino alla delibera dell’Amministrazione Glorio: il Partito Democratico calpesta le 1.000 firme dei cittadini e dice «Sì» alla soluzione privata di San Biagio che tre anni fa definiva insicura e inadeguata. Un dietrofront che si compie oggi, nella Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, rivelando un’insolenza politica che ignora il patto con gli elettori per assecondare spinte tutte da chiarire


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Ci sono documenti che la politica vorrebbe veder sparire dentro un tritacarte... per poi dissolvere, per sicurezza, pure persino il tritacarne.
Uno di questi argomenti è un comunicato del Pd di Osimo, datato dicembre 2022.
Rileggerlo oggi, 3 maggio 2026, mentre si celebra la Giornata mondiale della libertà di Stampa, trasforma la cronaca in un atto d'accusa.
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Vale la pena ricordare che i giornalisti, i cosiddetti "cani da guardia" dell'informazione, servirebbero proprio a questo: evitare che il "diritto all'oblio" diventi un paravento per le capriole politiche.
1. Dicembre 2022: quando il Pd osimano "faceva le barricate"
Solo tre anni e mezzo fa, il Partito Democratico scendeva in Piazza Boccolino per raccogliere firme contro quello che definiva un errore storico della Ast2.
All'epoca i Dem erano persino categorici: «La scelta fatta dalla Regione è controversa e a nostro giudizio sbagliata».
Secondo il direttivo presieduto da Cristiano PIRANI (oggi Consigliere comunale e allineato e coperto nel votare il SI al trasferimento), cessare il Poliambulatorio di piazza del Comune, il 118 e la Fisiatria lontano dal centro era un vero e proprio affronto alla città.
Vennero raccolte più di 1.000 firme di cittadini, tutti convinti graniticamente che il partito avrebbe difeso fino in fondo i servizi di prossimità. E oggi tutti dimentichi delle promesse a vuoto!
2. Le motivazioni del No: un elenco di criticità, tuttora valide
Nelle motivazioni contrarie di allora, i Dem non usavano mezzi termini, definendo la struttura di San Biagio inadeguata: «È allo stato grezzo, non è in una posizione baricentrica e si trova in un’area a rischio esondazione».
Insomma mancava solo la peste bubbonica a sostenere le ragioni del NO.
Non poteva difettare la stoccata economica sull'affitto: «Un costo oneroso di 248.000 euro all’anno, molto più di quanto si paga attualmente (in realtà da sempre la Ast2, attraverso la Regione, paga annualmente più affitti per un importo complessivo non troppo lontano di quanto verrà a sostenere in una struttura nuova e con servizi strategicamente accorpati, NdR.».
Soprattutto, si denunciava il danno sociale: «Si priva il centro storico di servizi essenziali, creando enormi disagi ai cittadini non automuniti e al tessuto socio-economico».
Da allora nulla è mutato, se non la volontà del Pd.

3. Aprile 2026: il "Pubblico interesse" che smentisce se stesso
Arriviamo ai giorni nostri. Con un colpo di spugna, mercoledì sera l'Amministrazione GLORIO ha approvato una delibera di pubblico interesse proprio su spinta del proprietario sanseverinate della location di San Biagio.
Quella struttura definita "non baricentrica" e "sbagliata" nel '22 è diventata improvvisamente la soluzione ideale.
Il "valzer" dei Dem trasforma quello che era un "errore regionale" in una scelta amministrativa rivendicata, lasciando i mille firmatari del 2022 con un pugno di mosche in mano e il sospetto che le dinamiche della proprietà privata (magari da sensibilizzare sugli interessi a forte rischio dell'Unione Sportiva Osimana, NdR.) abbiano pesato più dell'interesse dei residenti.
4. Il paradosso della sicurezza: si decide oggi per febbraio 2027
L'unico fragile scudo dietro cui si barrica l'Amministrazione è la promessa di una messa in sicurezza idrogeologica dell'area, prevista però solo per febbraio 2027.
È il paradosso della politica osimana: si dichiara il "pubblico interesse" nell'aprile 2026 per una zona che, per stessa ammissione dei tecnici, sarà sicura solo tra un anno.
Una cambiale in bianco che ignora totalmente la proposta originale del Pd: utilizzare i locali del SS. Benvenuto e Rocco per una vera "Casa della Comunità".
5. Libertà di stampa contro il silenzio della incoerenza
Oggi, nella Giornata mondiale della Libertà di Stampa targata Unesco, questo articolo ha un dovere preciso: ricordare che i fatti non scadono.
Se la politica è libera di cambiare idea, la stampa è libera (anzi obbligata) di sottolineare l'incoerenza.
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Tradire 1.000 firme in nome di una delibera "su spinta privata" non è solo un cambio di rotta amministrativo, è lo smantellamento di un patto di fiducia con il Centro storico e con chi ci ha messo la firma.
Mentre Pd e company festeggiano la delibera, Osimo non ammaina la memoria di chi non dimentica cosa veniva promesso on line e nei gazebo lungo Corso Mazzini.

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