MICHELA STAFFOLANI MINACCIA MICHELA GLORIO E TUTTA OSIMO: "SENZA PANGRAZI NIENTE PIU' SOLDI..."
A metà seduta la clamorosa rivelazione del Sindaco: "Sono stata avvicinata prima di entrare in Sala Gialla. La capogruppo è stata chiara, senza il Campana a FdI la città non vedrà più una lira dalla Regione...". Sul rinnovo del Cda volano così stracci, con la Fiamma anconetana ad evocare persino l'ombra, se non la regia di Latini. E intanto l'aula si è riempita di Carabinieri e vigili urbani...

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di Sandro PANGRAZI
Nel mezzo dell'infuocato dibattito di ieri sera sul Campana, quando la saturazione dell'aria era già tagliabile col coltello, il Sindaco Michela GLORIO ha preso la parola surriscaldando ulteriormente gli animi con una clamoroso rivelazione che per lunghi attimi ha prodotto il fenomeno inverso di gelare la Sala Gialla:
"La STAFFOLANI mi ha minacciato prima di entrare!".
Un colpo di scena clamoroso, arrivato a metà seduta, che ha interrotto la discussione sul rinnovo del Cda dell’Istituto Campana per trasformare il Consiglio comunale in una vera e propria resa dei conti politica, personale e - magari non sarà - forse persino giudiziaria.
Ecco come si è consumato, passo dopo passo, il volo di ogni possibile straccio, una vera e propria "notte dei lunghi coltelli" della politica osimana, uno scontro vibrante a tutto campo a cui da tempo gli osimani non assistevano.
Il J'accuse a metà seduta e lo scontro sugli "ordini da Ancona"
Il dibattito sul risiko delle poltrone dell'antico istituto procedeva tra urla e scambi di accuse, finché la Prima cittadina non ha deciso di far saltare il banco, puntando il dito contro l'opposizione (in particolare con la sua omologa Michela STAFFOLANI, per nome di battesimo e passata qualifica di aspirante Sindaco).
Parole dure ma chiare, a difesa della libertà di manovra della sua maggioranza e del consigliere transfugo GABBANELLI.
Queste le sue parole testuali:
"Mi dispiace molto di tutte queste parole sentite questa sera ai danni del Consigliere GABBANELLI ma anche ai miei danni, come se fossi io l'artefice materiale di tutta questa operazione…
Mi attribuite un potere che onestamente non credo di avere.
Forse la differenza tra noi e voi, tra maggioranza e minoranza, sta in una minoranza corsa tutta fuori a chiamare i vostri interlocutori da Ancona per prendere ordini sul da farsi… invece la maggioranza ha una propria testa, ragiona e si sente pure libera di decidere che cosa fare… se andare nel gruppo misto, se sostenere questa Amministrazione oppure no.
Cosa molto più libera rispetto a voi che prendete solo ordini dal partito!"
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L'affondo frontale: "Minacciata fuori dalla porta, vergognatevi"
Ma è la seconda parte del discorso della GLORIO, rivolta direttamente alla leader di Fratelli d'Italia (ed ex rivale per la fascia Tricolore) ad aver fatto tremare i polsi ai presenti.
Una denuncia pubblica durissima: "Riguardo a tutte le parole che avete detto (arroganza, prepotenza, fino a miserabili) io le rimando al vostro capogruppo (Michela STAFFOLANI, NdR.) che fuori della porta mi ha minacciata…
Per sua tutela non dirò ora ciò che mi ha riferito prima di entrare in Sala Gialla ma lo farò presente, se opportuno, in altre sedi.
Quindi i miserabili, i prepotenti e gli arroganti siete voi che pensando alla filiera, dal Governo nazionale a quello regionale, credete di essere sopra a tutti, sopra la democrazia di questo Paese, sopra il Consiglio comunale e sopra ai Consiglieri che fanno le loro scelte!
Quindi voi vi dovreste vergognare, non noi.
E tutte le cose che dite al microfono, dove cercate di fare i puliti o quelli corretti, abbiate il coraggio di dirle pure a microfoni spenti… dove invece i toni sono tutt'altri. Quindi vergognatevi voi.
E non ve la prendete né con me, né con Simone GABBANELLI che ha fatto una scelta legittima e nel rispetto delle regole".
Lo scoop sul "caso Pangrazi" e il ricatto sui fondi
A fine serata, a bocce (quasi) ferme, sono trapelati i dettagli della presunta minaccia, svelando un retroscena pesantissimo.
All'ingresso in aula, ancora "a freddo", la STAFFOLANI, descritta dal Sindaco "in evidente stato di agitazione" si sarebbe avvicinata alla GLORIO.
Il capogruppo FdI avrebbe rinfacciato al Sindaco un suo recente viaggio in Regione finalizzato a battere cassa, fino a sganciare l'ultimatum: se non fosse passato il nome di PANGRAZI per il Campana, in conseguenza diretta la Regione avrebbe depennato i fondi per Osimo, passati, presenti e futuri, isolando politicamente ed economicamente la città.
Un intervento e una pressione talmente gravi che – sussurrano dai banchi della maggioranza – "neppure il Governatore ACQUAROLI avrebbe potuto permettersi".
Spunta l'annoso fantasma di Latini e le solite "farneticazioni" complottiste
Oltre al danno economico paventato, nel corso della serata la STAFFOLANI avrebbe rincarato la dose farneticando su argomentazioni politiche che hanno dell'incredibile.
Secondo le accuse di FdI, dietro alle manovre di Palazzo si celerebbe un fantomatico accordo segreto tra l'attuale maggioranza e Dino LATINI.
Un'ipotesi bollata immediatamente come ridicola dal Centro-Sinistra, visto che il fondatore delle Liste Civiche non siede nemmeno in questo Consiglio comunale ed è certamente alternativo ad entrambe le fazioni.
"Ne ha dette di tutti i colori, come se avessimo organizzato un complotto ai loro danni", è stato il commento esasperato di chi sostiene la Giunta; consiglieri che hanno visto nella reazione della STAFFOLANI solo la frustrazione per aver perso la partita.
Il giallo dei Carabinieri e i "cattivi pensieri" da casa
A rendere la serata ancora più surreale ci ha pensato un dettaglio visivo che ha fatto impazzire le chat degli osimani collegati in streaming.
Per tutta la durata del dibattito, in Sala Gialla hanno stazionato due Carabinieri e persino un agente di Polizia Locale.
Un evento quantomai rarissimo.
Quando il Sindaco ha parlato di "minacce", in molti da casa hanno subito pensato a un intervento fuori programma della forza pubblica, magari per identificare i responsabili di un confronto corpo a corpo o fuori dalle regole.
La realtà, appurata in seguito, è molto meno romanzesca: le Forze dell'Ordine, fiutata l'aria di tempesta legata all'ordine del giorno, avevano semplicemente deciso di presidiare i lavori in via preventiva.
Insomma, nessun blitz in diretta, solo "cattivi pensieri".
Ma l'immagine delle divise in aula resterà la fotografia perfetta di una serata che Osimo non dimenticherà facilmente.
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