giovedì, 16 luglio 2026

OSIMANA ALL'ULTIMO RESPIRO: CAMPANELLI ISCRIVA IL CLUB E CONSEGNI LE CHIAVI AL SINDACO

Spunta l'ipotesi dell'ultimo minuto per evitare il fallimento: il Presidente dovrebbe garantire l'iscrizione al prossimo campionato di Eccellenza prima di rassegnare le dimissioni nelle mani di Michela Glorio. Sul tavolo il rientro di 120mila euro e un maxi-sponsor da 50mila euro da Dea per finanziare il Comitato di gestione d'emergenza guidato da Bellucci, Polenta e Falcetta. Resta il nodo della tagliola LND del 22 luglio, superabile con il saldo e stralcio dei tesserati, mentre la città sbarra la porta alle speculazioni romagnole di Stefano Galati. Ma l'incertezza sul reale passo indietro del patron congela l'ottimismo

Di Sandro Pangrazi | 16-lug-2026 6 min di lettura
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OSIMANA ALL'ULTIMO RESPIRO: CAMPANELLI ISCRIVA IL CLUB E CONSEGNI LE CHIAVI AL SINDACO

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Mentre il drammatico quadro di bilancio societario, noto ormai a tutti, sembrerebbe condannare l’Osimana al baratro del fallimento definitivo, un’indiscrezione dell'ultimo minuto potrebbe ribaltare i giochi prima della scadenza federale di mercoledì pomeriggio. Secondo questa ipotesi, allo studio dei diretti interessati, Antonio CAMPANELLI potrebbe, anzi dovrebbe, impegnarsi formalmente per iscrivere il club al prossimo campionato 2026/27 di Eccellenza; per poi farsi da parte un minuto dopo. 
Sul tavolo ci sarebbe il recupero di 120.000 euro congelati e un possibile maxi-sponsor da 50.000 euro da parte di DEA, mentre la gestione verrebbe affidata a un triumvirato locale guidato dalle vecchie glorie Francesco BELLUCCI, Adriano POLENTA e Franco FALCETTA. 
Resta da capire se la tagliola della Lnd del 22 luglio, ore 19 in punto, potrà essere evitata con la formula del saldo e stralcio, sbarrando definitivamente la porta alle speculazioni esterne del romagnolo Stefano GALATI. 
Ma l'incertezza sulle reali intenzioni del Presidente, uscire per davvero di scena o no, mantiene lo scenario nel campo delle pure ipotesi.

La bomba della conferenza stampa e le chiavi alla GLORIO
Secondo lo scenario ipotizzato, la vera sorpresa arriverebbe subito dopo la certezza burocratica dell'iscrizione. 
Il Presidente Antonio CAMPANELLI rassegnerebbe le proprie dimissioni irrevocabili, rimettendo simbolicamente le chiavi e il titolo sportivo della società nelle mani del Sindaco Michela GLORIO. 
Un gesto politico durissimo che sposterebbe il pesante cerino della crisi calcistica direttamente sui tavoli della Giunta comunale. 
L’uscita di scena del patron avrebbe però il potere immediato di liberare la famosa cordata di imprenditori locali, rimasta finora all’angolo con appena di 3.000 euro formalizzati, bloccata proprio dalla totale sfiducia nelle reali intenzioni del Presidente di liberare il campo e dal timore di un suo ripensamento a ridosso del campionato.

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Il rientro dei 120.000 euro e il jolly Dea da 50.000 euro aggiuntivi
Sempre se questo schema dovesse trovare conferma, i soldi finora rimasti congelati e avvolti nel mistero delle promesse di sostegno ai bilanci societari, potrebbero magicamente riaffiorare. 
I famosi 120.000 euro di credito (o quel che sarà) tornerebbero in circolo per finanziare la ripartenza. 
A ciò si aggiungerebbe l'ingresso in campo, con un contributo pesante fino a 50.000 euro, da parte di DEA (Distribuzione Elettrica Adriatica), la corazzata energetica controllata dal Gruppo Astea e diretta da Antonio OSIMANI, come main sponsor istituzionale. 
La regia dell'operazione porterebbe, appunto, la firma del "responsabile" avvocato OSIMANI, il professionista incaricato di tessere la tela diplomatica per sbloccare la situazione e quindi i fondi.

Il triumvirato del rilancio e lo scudo anti-fisco
Nelle linee guida di questo piano, il Sindaco GLORIO affiderebbe immediatamente il club a un vero e proprio Comitato di gestione d'emergenza. 
Questo "triumvirato" tecnico-operativo verrebbe composto da almeno tre nomi storici del calcio locale – Adriano POLENTA, Franco FALCETTA e Francesco BELLUCCI – con il mandato di far ripartire subito l'attività agonistica e blindare la cantera giovanile. 
Le somme fresche degli sponsor verrebbero blindate: il piano prevede infatti di agganciare la complessa rateizzazione a 10 o più anni dell’arretrato Iva, intrapresa dalla vecchia gestione e della parte ancora da intraprendere, sbloccando i bonifici solo a modelli F24 pagati in mano.

La tagliola del 22 luglio e lo scudo del "Saldo e Stralcio"
Resta da capire come superare la mina più pericolosa a brevissimo termine: le vertenze dei tesserati per le mensilità pregresse della stagione 2026/27. 
La diplomazia legale punterebbe a sfruttare i regolamenti della Lega Nazionale Dilettanti. 
La temuta tagliola del 22 luglio potrebbe non scattare: di fronte ad una promessa formale di transazione a breve termine, tramite saldo e stralcio, la Lnd dovrebbe concedere il semaforo verde all'iscrizione. 
Ai tesserati verrebbe così proposta una liquidazione immediata e parziale (30%?) per ripulire i conti senza portarsi dietro zavorre legali.

Sbarrate le porte agli "sciacalli": il "no" a Stefano Galati e compagnia di giro
In tutto questo scacchiere, la piazza, il Comune e i tecnici sarebbero d'accordo su un punto: sbarrare la strada ad avventurieri esterni. 
La soluzione legata al nome del romagnolo Stefano GALATI non avrebbe alcun motivo di esistere. 
L'imprenditore – già noto per i tentati assalti a vuoto a Jesi, Castelfidardo e per due volte a Chiaravalle – viene descritto dall'ambiente come un personaggio non dotato della disponibilità economica necessaria; interessato a rilevare società in crisi solo per scopi terzi, se non addirittura... quarti, come la speculazione sui giovani del vivaio e piazzare in campo giocatori e tecnici suoi protetti.

L'enigma finale: la reale volontà di Campanelli
A guardare le cifre, la soluzione sul tavolo sembrerebbe essere l'unica possibile e funzionale a tutte le parti in causa. 
Il Presidente avrebbe tutto da guadagnare da questa via d'uscita che lo libererebbe da scadenze importanti e responsabilità fiscali decennali. 
Eppure, ad ora, non si hanno certezze delle sue reali intenzioni. 
Manca l'atto formale del reale intento di accedere a questa soluzione finale, prendere o morire. 
Fino a quando quella firma sull'iscrizione non sarà apposta e la società non affidata al Sindaco per l'emergenza (gravemente ferita ma ancora viva), Osimo rimarrà ostaggio del dubbio, sospesa tra la salvezza e la paura dell'ultimo grande bluff.

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