venerdì, 03 aprile 2026

STRAGE SCOSSICCI, IL SOSPETTATO DI LORETO RISCHIA OLTRE 5 ANNI DI CARCERE

L’inchiesta sembra viaggiare verso il rinvio a giudizio: la perquisizione nei locali del professionista potrebbe aver fornito la chiave di volta utile a legare i sospetti di indagini, univoci verso il loretano sino dalla prima ora. Decisiva la nuova Legge Brambilla di luglio 2025: la pena massima sale a 5 anni e 4 mesi

Di Sandro Pangrazi | 03-Apr-2026 3 min di lettura
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STRAGE SCOSSICCI, IL SOSPETTATO DI LORETO RISCHIA OLTRE 5 ANNI DI CARCERE

 

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di Sandro PANGRAZI

L’inchiesta sulla "strage dei cani" di Scossicci potrebbe aver raggiunto il punto di non ritorno. 
La Procura di Macerata sta stringendo le maglie di un possibile rinvio a giudizio per l’unico indagato italiano, un professionista di Loreto, entrato e rimasto sotto la lente degli investigatori sin dalle prime battute della vicenda. 
Ma è l’ultimo atto a segnare il destino processuale dell'uomo: una perquisizione mirata eseguita nei giorni scorsi negli spazi di lavoro in disponibilità al loretano.

La "pistola fumante" trovata a Loreto
Il blitz, condotto con estrema discrezione dai Carabinieri Forestali, avrebbe permesso di rinvenire alcuni elementi decisivi che vanno ben oltre il lavoro di osservazione e pedinamento durato quasi due mesi. 
In aggiunta al meticoloso lavoro di indagine, i materiali sequestrati durante l'ispezione costituirebbero, se collegati con le indagini serrate, la prova della presunta responsabilità investigativa: riscontri oggettivi che collegherebbero direttamente l’attività del professionista al macabro smaltimento delle 55 carcasse rinvenute nel fosso dell'A14.

Un movente economico: migliaia di euro risparmiati
Dietro l'orrore delle carcasse (tutte ufficialmente prive di microchip per occultarne la provenienza) emerge anche un secondo cinico disegno di profitto: il risparmio sullo smaltimento illecito di rifiuti speciali. 
Gestire a norma di legge oltre 50 cani avrebbe comportato costi di cremazione e certificazione elevatissimi, oltre che ad esporsi a controlli e verifiche evitate. 
Il professionista avrebbe scelto la via della discarica abusiva a Scossicci per abbattere drasticamente le spese della propria attività (e anche per non far sorgere sospetti), trasformando un’area pubblica in un cimitero clandestino.

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Pene record: verso i 5 anni con la Legge Brambilla
Se nelle prime fasi, compresa l'edizione di ieri, si ipotizzavano pene contenute (da 4 mesi a 2 anni), l’entrata in vigore a luglio 2025 della Legge n. 82 (Riforma Brambilla) ha cambiato radicalmente lo scenario. 
Oggi, il loretano rischia una condanna esemplare. Tra l’uccisione pluriaggravata (con l'aggravante del reato continuato per l'alto numero di vittime) e il reato di gestione illecita di rifiuti, la richiesta di pena complessiva che potrebbe toccare oltrepassa i 5 anni per fissarsi a 5 anni e 4 mesi di reclusione.
Con le prove raccolte nell'ultima perquisizione, la Procura Maceratese si prepara così a portare in aula un impianto accusatorio considerato blindato, segnando -se perseguito sino ad ottenimento - un precedente storico per la giustizia e la tutela degli animali nelle Marche.

 

 

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