TEGOLA SUL PALASCHERMA, SPUNTA UN RICORSO AL TAR: LAVORI A RISCHIO STOP
L'Amministrazione affida d'urgenza la difesa all'avvocato Galvani per un impegno di 6.344 euro. Decisiva l'udienza dell'8 luglio sulla sospensiva: sul piatto l'appalto da 2,7 milioni conteso tra 19 ditte e il rischio di perdere i finanziamenti

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Non c’è pace per i grandi appalti cittadini.
La realizzazione del nuovo Palascherma multidisciplinare e delle arti marziali, presso il polo sportivo della Vescovara (un’opera strategica da oltre 2,7 milioni di euro) finisce davanti ai giudici del Tribunale Amministrativo Regionale.
Una delle aziende escluse dalla maxi-gara d'appalto ha infatti presentato ricorso, chiedendo la sospensione d'urgenza dell'affidamento dei lavori.
L'Amministrazione comunale ha deciso di fare immediatamente muro per evitare il congelamento del cantiere, la cui partenza era inizialmente programmata proprio per l'inizio di luglio.
Con una delibera d'urgenza, la Giunta ha affidato l'incarico di difesa ad opponendum a un legale di comprovata esperienza nel settore amministrativo, l'avvocato Andrea GALVANI, impegnando allo scopo una spesa legale di 6.344 euro.
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La corsa contro il tempo: udienza l'8 luglio
Il primo scoglio decisivo si consumerà tra pochissimi giorni.
I giudici del Tar Marche hanno infatti fissato per mercoledì 8 luglio l'udienza in cui verrà discussa la misura cautelare (la cosiddetta "sospensiva") richiesta dalla ditta ricorrente.
In quella sede, l'avvocato GALVANI, per conto del Comune, dovrà smontare le tesi della controparte e dimostrare la piena regolarità della procedura per convincere il Tribunale amministrativo a non bloccare le ruspe.
Una gara tra 19 contendenti
La procedura di gara era stata particolarmente accesa, vedendo la partecipazione di ben 19 ditte da tutta Italia.
La gara, gestita per conto del Comune dalla SUAM (Stazione Unica Appaltante della Regione Marche), si era conclusa a maggio con l'aggiudicazione formale alla ditta osimana B.C. Appalti Srl, forte di un ribasso d'asta dell'8% su una base di 2.731.956 euro.
Ora, una delle altre 18 escluse (il cui nome non è stato reso noto) ha deciso di dare battaglia legale.
Poiché il Comune di Osimo resta il beneficiario finale dell'opera e il titolare del contratto d'appalto, spetta legalmente alle casse comunali farsi carico della resistenza in giudizio, anche se la commissione di gara era regionale.
Il rischio sul tavolo è altissimo: in caso di accoglimento della sospensiva da parte del Tar, non si prospetta solo lo slittamento dei tempi di consegna delle due palestre gemelle per scherma e judo, ma anche il potenziale pericolo di veder sfumare i rigidi finanziamenti pubblici che coprono l'opera.
La palla passa ora ai giudici di Ancona: l'8 luglio Osimo saprà se il polo sportivo della Vescovara potrà aprire il cantiere o se rimarrà impantanato nelle carte bollate.
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