TRALICCI TELEFONICI, CRONACA DI UN SUICIDIO GIUDIZIARIO (E FINANZIARIO)
Il Tar ha respinto il ricorso di nove residenti di Castelfidardo: per loro niente vacanze di Pasqua, il traliccio resta dove era (a 150 metri) e arriva il conto dell'avvocato


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C’è chi a Pasqua sceglie il mare, chi la montagna e chi, a Castelfidardo, preferisce regalare i propri risparmi allo Stato e ai legali delle controparti.
Con la sentenza pubblicata il 19 marzo scorso, il Tar delle Marche ha messo la parola fine alla crociata di nove cittadini contro l’antenna telefonica di Contrada Concia, proprio a due passi dalla Selva di Castelfidardo, trasformando una inutile battaglia di principio in una barzelletta costosa.
La Fisica non è un’opinione (e nemmeno la Legge)
Il Tribunale amministrativo è stato chirurgico.
I nove ricorrenti, convinti di difendere il territorio da un "mostro elettromagnetico" nei pressi di un’area verde di pregio, si sono sentiti rispondere che non avevano nemmeno il diritto di aprire bocca.
Il motivo? Risiedono a oltre 150 metri dal sito. In quella fascia di distanza, per la scienza e per la legge, l’impatto delle onde radio è talmente insignificante che il danno lamentato diventa pura fantasia.
Il Tar ha così demolito il "dogma della vicinitas": non basta abitare nello stesso quartiere per bloccare il progresso.
La paura scientificamente immotivata si è scontrata con la realtà: a quella distanza, il segnale di un'antenna è più debole di quello del Wi-Fi di casa!
Eppure, qualcuno li ha convinti che "provarci" al TAR fosse una mossa geniale.
Il parere dell'Arpam: la scienza ignorata
Ciò che rende la vicenda quasi grottesca è che sin dall'inizio l'Arpam (Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche) aveva espresso al Comune fidardense parere favorevole all’installazione.
L’organo tecnico preposto a vigilare sulla nostra salute aveva già certificato che i limiti di emissione erano ampiamente rispettati.
Ignorare il parere dell'autorità scientifica regionale per lanciarsi in un'avventura legale basata su "sensazioni" è stato il primo, fatale errore dei nove residenti.

Il "bollino blu" del Comune: autorizzazioni blindate
Al centro della contesa c’erano le autorizzazioni rilasciate dagli uffici comunali di Castelfidardo ai gestori richiedenti.
I nove ricorrenti speravano di trovare il "pelo nell'uovo" pur di bloccare il cantiere a ridosso della Selva.
Invece la giustizia amministrativa ha messo il sigillo di garanzia sull'operato dell'Amministrazione-ASCANI: il percorso intrapreso dal Comune è stato dichiarato pienamente legittimo.
Ogni timbro e ogni passaggio burocratico sono risultati inattaccabili.
I cittadini hanno pagato migliaia di euro per farsi confermare che il loro Comune a cinque stelle, per una volta, aveva lavorato bene.
Siti sensibili e siti alternativi: il festival del "si dice"
L’istanza dei residenti era il classico catalogo delle fobie moderne: la presunta prossimità alla scuola media, il centro riabilitativo e la pretesa di trovare siti alternativi. Meglio se in casa altrui.
Peccato che il Tar abbia bollato tutto come infondato. Le "violazioni" sbandierate esistevano, abbondanti, solo nelle loro chat di gruppo; non nelle carte processuali.
Il conto della serva: l'unico segnale che "prende" è il bonifico
Veniamo al punto che scotta: il portafoglio. Tra contributo unificato, parcella del proprio legale e la condanna a rifondere le spese legali sostenute dal Comune e dal gestore, i nove coraggiosi si preparano a sborsare circa 1.000/1.200 euro a testa.
Una cifra con cui avrebbero potuto godersi una crociera o un week-end lungo.
Invece resteranno a casa a guardare quel traliccio in Contrada Concia che – ironia della sorte – è perfettamente a norma e continuerà a trasmettere i dati per i loro smartphone.
Morale finale
La vera minaccia alla salute, a 150 metri, non sono i campi elettromagnetici ma la psicosi collettiva unita alla presunzione di saperne più dei tecnici dell'Arpam.
Questi nove "don Chisciotte" fidardensi (ma non ne mancano pure ad Osimo) hanno pagato una "tassa sull'ostinazione" che difficilmente dimenticheranno.
La prossima volta, prima di firmare un ricorso contro la fisica e contro un'Amministrazione stavolta impeccabile, meglio consultare un’agenzia viaggi: il relax è garantito, la vittoria al Tar Marche decisamente no.




