mercoledì, 27 maggio 2026

VANNACCI SUPERA IL TEST POLITICO, 14.21%: DA VIGEVANO AVVISO DI SFRATTO PER GIORGIA MELONI

Il debutto ufficiale di Futuro Nazionale in Lombardia, ex roccaforte leghista, demolisce Salvini e lancia un segnale brutale a Roma in vista del '27. Tenendosi fuori dal ballottaggio, Futuro Nazionale detta la linea: da semplice "stampella" a futuro socio di maggioranza con cui trattare una correzione di linea governativa verso Destra. L'onda d'urto del Generale investe già le Marche con i casi Ciarapica e Paolorossi

Di Sandro Pangrazi | 27-May-2026 6 min di lettura
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VANNACCI SUPERA IL TEST POLITICO, 14.21%: DA VIGEVANO AVVISO DI SFRATTO PER GIORGIA MELONI

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di Sandro PANGRAZI

Il debutto elettorale (ufficiale a Vigevano, Pavia, ex roccaforte leghista) del neo movimento legato al Generale Roberto VANNACCI, scuote nel profondo gli equilibri del Centro-Destra. 
Il voto amministrativo di Vigevano, città di quasi 50.000 votanti, si è trasformato in un test di prima grandezza, un vero e proprio laboratorio politico nazionale da cui si diffondono crepe nell'intera area di governo nazionale; mentre l'onda d'urto del terremoto lanciato da Futuro nazionale (al 13.38%) investe già i territori, a partire dalle nostre Marche, ridisegnando la geografia del consenso in vista delle prossime scadenze politiche '27.

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Terremoto politico del quinto grado nella città Ducale lombarda
Domenica non era solo un’elezione amministrativa locale. 
Dietro il voto di Vigevano si nascondeva un esperimento politico in vitro, e il verdetto delle urne ha consegnato a Roberto VANNACCI le chiavi della coalizione. 
Con un clamoroso 14,21% ottenuto dal candidato Furio SUVILLA, il Generale ha dimostrato che il suo consenso non è volatile ma solido, costante e soprattutto indispensabile all'Italia che verrà. 
Ora che i partiti tradizionali si leccano le ferite – con Fratelli d’Italia sotto le aspettative con l'11.40% e la Lega fuori dai giochi con il 9.55% residuo – tutti gli occhi dell'Italia politica sono puntati sul ballottaggio del 7 e 8 giugno. 
A sfidarsi saranno il Centro-Sinistra di Rossella BURATTI (34.31%) e il candidato di Forza Italia, Paolo Previde MASSARA (24.38%), mentre il Centro-Destra unito è clamorosamente esclusa e solo un ricordo.

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L'evaporazione della Lega e il sorpasso storico
Il dato più dirompente emerge dal confronto omogeneo con il passato recente di Vigevano. 
Alle comunali del 2020 la Lega risultò il primo partito assoluto in città con uno schiacciante 27,02%. 
Quel patrimonio politico oggi si è letteralmente dissolto e redistribuito. 
Nelle urne di domenica, il simbolo del Carroccio si è fermato a un misero 9,55% (2.167 voti), subendo il sorpasso diretto della lista legata al Generale, Vigevano Futura, che da sola ha incassato l'11,59%. 
Il Carroccio, non fosse ancora chiaro a SALVINI, ha perso per strada due terzi dei suoi elettori storici, certificando la fine di un'era in quello che, un tempo non lontano, era uno dei suoi feudi più solidi del Nord Italia.

Ancona, sede provinciale della Lega, meno di un anno fa: VANNACCI appunta sul bavero della giacca di Luca PAOLOROSSI l'emblema di Alberto da Giussano, simbolo della Lega...

La trappola da evitare dell'apparentamento
La logica politica e la matematica del ballottaggio ora imporrebbe a Forza Italia un accordo immediato con VANNACCI (e il resto della coalizione) per tentare una rimonta ancora possibile, stimata oltre il 60% della disponibilità dei cittadini. 
Tuttavia, anche strategicamente, per il Generale cedere subito alla prima offerta locale sarebbe un grave ed imperdonabile errore tattico. 
La scommessa più probabile è infatti quella del non-apparentamento formale. 
Rifiutare l'accordo con Forza Italia e a ricongiungersi a Vigevano con la casa-madre Salviniana e Meloniana, servirà a lanciare un preciso quanto brutale avvertimento a Roma: sacrificare Vigevano per dimostrando empiricamente a MELONI e SALVINI che senza l'apporto della "Destra profonda" il Governo parrebbe essere destinato a perdere quasi ovunque. 
Restare fuori dalla Giunta, infatti, permetterà infatti a VANNACCI di conservare la purezza identitaria del suo movimento, evitando compromessi con l'anima europeista di Forza Italia che si vuol contrastare.

Il fattore 2027 alle porte e lo scacco matto ad ogni nuova legge elettorale
Guardando oltre i confini lombardi, lo sguardo si sposta inevitabilmente sulla politica nazionale. 
In vista della scadenza delle elezioni politiche del 2027, molto dipenderà dai dettagli della futura nuova legge elettorale in fase di studio a cui lavorano i partiti a Roma. 
Se i vertici della maggioranza speravano di arginare l'ascesa del Generale, magari disegnando artefici o sbarramenti pensati su misura per isolare Futuro nazionale dal consenso degli italiani di Destra, Vigevano ha demolito pure questa illusione. 
Futuro Nazionale ha infatti dimostrato di non essere un fattore imbrigliabile o neutralizzabile da una banale quota di sbarramento, non essendo un movimento da prefisso telefonico ma puntando a scavalcare la Lega e soprattutto insidiare Forza Italia nei futuri equilibri post '27: i numeri di vigevano hanno infatti detto chiaramente che Futuro nazionale rappresenta una forza autonoma in grado solo di crescere e di puntare direttamente alla doppia cifra, scardinando in un amen i vecchi equilibri di una Destra da tempo non più rappresentata da una MELONI democristianizzata dalla gestione del potere, imponendosi come alleato obbligato per qualsiasi futuro governo nazionale in grado di formarsi.

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L'onda d'urto nelle Marche: i casi CIARAPICA e PAOLOROSSI
Il segnale lanciato da Vigevano trova un'eco immediata anche nei territori, con le Marche a fare da vero e proprio epicentro dell'espansione Vannacciana. 
In chiave locale, il Sindaco di Civitanova Marche Fabrizio CIARAPICA, ha già ufficializzato, da un mese e più, il clamoroso addio a Forza Italia per approdare direttamente a Futuro Nazionale, creando un circolo cittadino destinato a fare da testa di ponte marchigiano verso le prossime politiche. 
Poco più a nord, nella vicina Filottrano, Luca PAOLOROSSI non è più solo lo stilista "di fiducia", il Sindaco-strano e/o l'anfitrione del Generale: il sarto-Sindaco rappresenta sempre di più un altro tassello fondamentale del risiko marchigiano; a dimostrazione che il movimento non raccoglie più solo voti di opinione, ma sta attivamente arruolando amministratori locali di peso, pronti a scuotere (e riscuotere) dalle fondamenta gli equilibri dell'imbalsamato Centro-Destra tradizionale.

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