ANZIANA MA LUCIDA NON ABBOCCA ALLA TRUFFA DEL FALSO FIGLIO NAPOLETANO SI FINGE AMICO E CHIEDE 1.500 EURO PER AIUTARLI

Vola il nuovo raggiro a mezzo messaggi whatsapp. L’episodio sventato a metà novembre in zona San Giovanni grazie ai sangue freddo e ai riflessi della donna che, prima di pagare, chiama il vero figlio e quindi i Carabinieri! I militari, dopo mesi di indagini hanno così chiuso il cerchio su Gennaro Salerno, 35 anni, napoletano, appartenente a bande campane specializzate nei raggiri ai vecchietti soli ed indifesi. Addebitati dal Tribunale di Livorno sei episodi a carico del malvivente, di cui quattro andati a segno.

Il gip del Tribunale di Livorno, con un pò di enfasi, a metà novembre lo aveva etichettato delinquente “dalla elevata capacità criminale”. O meglio “figura ben inserita in più compagini criminali napoletane, in grado di agire con professionalità e sistematicità nelle truffe seriali in danno di persone spesso fragili e indifese”.
Tanto che a lungo la censura della Magistratura a cui questo strano Paese è purtroppo soggetto da tempo, è rimasta a lungo ad interrogarsi se il popolo osimano fosse sufficientemente maturo e pronto per conoscere – o meno – cosa succede fuori di casa propria.
Alla fine, dopo lungo dibattito, l’orientamento togato si è soffermato sulla probabilità che il popolo potrebbe avere delle ragioni; e quindi ha prevalso il si! L’osimano è in grado di reggere questo genere di notizie. Viva Iddio!
Sarà. Ma a noi Gennaro SALERNO, napoletano 35enne, pare più adatto per interpretare un ruolo nella “Banda degli onesti” che ricavarsi da vivere, su e giù, giù e su per l’Italia, intortando vecchiette arrugginite nei riflessi dalle ingiurie del tempo.
Se è infatti probabile che il crimine organizzato napoletano possa mettere a disposizione dei propri associati “batterie” per tentare ogni colpo… e logistica in quantità per coprire l’Italia con mezzi e strumentazioni, c’è anche da aggiungere che non tutti i napoletani hanno stoffa da malvivente su cui contare.
Insomma Gennaro SALERNO non è un peracottaro della truffa ma, abilità nell’arte oratoria e gestuale a parte, ha davvero poco – non se la prenderà per il giudizio negativo – per riuscire con successo nel complicato mestiere del male. E per fortuna!
Che spacciarsi per l’amico del figlio non fosse cosa semplice, infatti, l’aveva compreso benissimo anche l’anziana osimana presa di mira, a giugno, dal povero napoletano.
La poveretta, vicina di casa del Sindaco PUGNALONI, quartiere San Giovanni, era stata raggiunta dalla solita telefonata, a fin di bene, fatta da un uomo che diceva di essere suo figlio.
Una telefonata molto breva e confusa a cui ha fatto seguito un messaggio whatsapp di aiuto. Che preannunciava alla madre l’arrivo a casa di un amico per ritirare il necessario per pagare un pacco contrassegno che, diversamente, se mandato indietro, gli sarebbe costato il carcere!
Possibile istupidirsi al punto da non riconoscere più neanche la voce e le richieste di un figlio? Non possibile. Specie se la vecchietta, a dispetto dell’età avanzata e delle ingiurie del tempo, ha subito intuito il tentativo di raggiro.
Prima che Gennaro SALERNO abbia avuto il tempo di chiudere la telefonata e spacciarsi per l’amico del figlio incaricato della commissione, la signora ha avuto la lucidità di fare la cosa più importante, ovvero cercare al telefono il figlio e realizzare la trappola.

Avuta immediata conferma che il ragazzo non necessitava di alcunchè, è partita la strategia di reazione: il ragazzo ha avvertito immediatamente la caserma dei Carabinieri di quanto stava accadendo nel quartiere di San Giovanni; mentre la donna è stata invitata dal familiare a chiudersi in casa e non aprire a nessuno sino all’arrivo dei militari.
Alla seconda telefonata di Gennaro SALERNO, ormai prossimo in casa, la vittima mancata ha mostrato di stare al gioco ma di aver ancora bisogno di tempo per mettere insieme quanto più denaro e oggetti d’oro possibili per chiudere il ritiro del pacco con i circa 1.500 euro falsamente necessari.
Peccato che Gennaro SALERNO, una volta stabilito il prezzo e le modalità di ritiro del malloppo, abbia subdorato troppa sicurezza nell’anziana, convincendosi ad abbandonare il colpo, come spesso gli succede
Intuita la mala parata, il napoletano ha finalmente avuto l’intuizione giusta di allontanarsi più in fretta possibile dal quartiere, intercettato nella fuga da due Gazzelle pattuglie del Radiomobile, dirottate in via San Giovanni dal puntuale racconto del vero figlio.
Svanita la fragranza e la truffa stessa, i militari dopo aver comunicato la buona notizia alla mancata vittima ed essersi complimentati per il sangue freddo mostrato, hanno alzato un po’ di antenne sul conto del 35enne napoletano, monitorandone gli spostamenti e i traffici, sud-centro Italia e viceversa, in tempo reale.

L’inchiesta ha evidenziato come in pochi mesi Gennaro SALERNO ha tentato almeno sei volte di spacciarsi figlio altrui, anziché della povera mamma. Di questi sei episodi, purtroppo, almeno quattro -a Pisa, Reggio Calabria, Gioia Tauro e Livorno – sono andati a lieto fine racimolando circa 5.000 euro.
Proprio nel capoluogo labronico i militari del Norm osimano, nelle settimane scorse, hanno avuto modi di collezionare prove inequivocabili sul suo conto, tante e tali da convincere il giudice a spiccare ordinanza di custodia cautelare.
Prima ancora, ad inizio ottobre, un settimo episodio, messo a segno ai danni di una 90enne di Grosseto, alleggerita di 657 euro e della carta Posta Pay, episodio rintuzzato, questo, da una pattuglia della Squadra mobile maremmana
Per il 35enne napoletano si sono così riaperte le porte note di Poggioreale; luogo dove avrà tempo necessario per rielaborare il tutto e capire, forse, che la tecnica di esecuzione sarà anche teatrale e ad effetto ma vile e umiliante commessa contro persone indifese.
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