IN ARRIVO LO "STABILICUM", LEGGE ELETTORALE BEFFA: AI CITTADINI SOLO L'ILLUSIONE DI DECIDERE
Cancellati i collegi locali, le Marche diventeranno un unico maxi-contenitore. Le preferenze? Solo uno specchietto per le allodole per fare spazio ai 70 nominati a tavolino dai leader a Roma e ai capolista, eletti a prescindere
Di Sandro Pangrazi
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15-set-2026
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4 min di lettura

https://www.dottromaldini.com/
Se ne parla nei palazzi romani come della svolta per garantire stabilità e governabilità al Paese, ma a guardare i dettagli tecnici dello “Stabilicum” (la nuova legge elettorale presto al voto definitivo), per i cittadini di Osimo e delle Marche, come per il resto d'Italia, la realtà si rivela ben diversa.
Siamo di fronte a una vera e propria legge beffa: un meccanismo studiato a tavolino dai vertici dei partiti di Centro-Destra che sbandiera il ritorno delle preferenze per dare ai cittadini la pura illusione di decidere, mentre le poltrone che contano davvero verranno blindate col bilancino, a Roma, dalle segreterie dei partiti dei due opposti schieramenti, assai prima del voto.
Il trucco del maxi-collegio: cancellato il legame con il territorio
La prima grande operazione per allontanare gli eletti dagli elettori è la cancellazione della geografia politica a noi familiare.
Non ci saranno più i collegi uninominali, dove i candidati si sfidavano "uno contro uno" su un territorio di proporzioni ragionevoli e i cittadini sapevano esattamente, anzi conoscevano bene chi mandare a Roma per rappresentare la propria comunità.
Al loro posto nasce il maxi-collegio regionale: l'intera regione Marche diventerà un unico immenso contenitore proporzionale. Per un candidato osimano o della Val Musone significa dover fare campagna elettorale da Pesaro ad Ascoli Piceno, disperdendo qualsiasi legame diretto con il territorio, ammesso e non concesso posso farcela con le preferenze.
Una scelta che spersonalizza il voto e favorisce solo chi ha alle spalle grandi apparati di partito.
La beffa dei 70 nominati: ecco chi paga il conto
Il cuore dell'inganno risiede nel premio di maggioranza.
Se una coalizione supera il 42% dei voti, scatta un bonus automatico: un listone nazionale, bloccato per tempo a Roma, di 70 deputati e 35 senatori decisi a tavolino dai segretari di partito prima del voto.
Uomini e donne fedelissimi ai leader che, in caso di bonus, entreranno in Parlamento senza prendere un'unica preferenza o muovere un dito!
Ma poiché il numero totale dei deputati è bloccato dalla Costituzione a 400, per fare posto a questi 70 "nominati" la torta dei seggi territoriali verrà drasticamente ridotta.
Restando nelle Marche, ad esempio, i seggi effettivi da assegnare sul territorio potrebbero scendere dagli attuali 15 a 12 + bonus.
A pagare il prezzo più alto saranno due categorie:
A pagare il prezzo più alto saranno due categorie:
- L'opposizione, che subirà un taglio netto di poltrone anche se dovesse ottenere percentuali altissime, pure nell'ipotesi possibile, per entrambe le coalizioni, di superamento della soglia magica del 42%; anche in questo caso chi arriverà secondo, pur per un solo voto, andrà incontro ad una stangata matematica clamorosa.
- I candidati locali della stessa maggioranza, che vedranno i propri seggi regionali "cannibalizzati" e ridotti per fare spazio ai big nazionali paracadutati dal listone romano.
Preferenze: uno specchietto per le allodole
In questo panorama, la possibilità per il cittadino di scrivere il cognome del candidato sulla scheda si rivela un perfetto specchietto per le allodole.
Il proporzionale servirà esclusivamente a pesare i partiti e a metterne in fila i rapporti di forza.
I candidati del territorio si troveranno a correre in un maxi-collegio immenso, spendendo risorse per raccogliere preferenze, ma la verità è che faranno solo da portatori d'acqua: il loro compito sarà raccogliere voti per gonfiare la percentuale generale del partito, ma una volta applicati i tagli per fare spazio ai 70 blindati nazionali (e anche ai capolista bloccati, altra novità in barba al sistema proporzionale, i seggi reali rimasti per i politici locali saranno ridotti davvero al lumicino.
Tra "nominati" e "capolista" ai cittadini resterà da decidere davvero poco. Molto poco. Praticamente solo il partito.
In compenso agli italiani e ai marchigiani e agli osimani resterà, uscendo dalla cabina, la scheda in mano e persino la sensazione di aver scelto qualcosa o qualcuno... mentre i veri eletti saranno stati già stati decisi ed eletti a tavolino, prima ancora di depositare una sola scheda, nelle segrete stanze di Roma.
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