BEAR FITNESS, SPUNTANO CLIENTI ALLEGGERITI ANCHE DA BILBAO TRUFFA O INSOLVENZA CONTRATTUALE ALLA BASE DEL FALLIMENTO?

In attesa del Gabibbo-bis, diverse palestre hanno ottenuto da vari Tribunali almeno una dozzina di (inutili?) decreti ingiuntivi per il risarcimento dei gravi danni subiti. Altre aziende hanno invece preferito la strada penale attraverso una class action che ponga la coppia – residente a Varano ma osimana di fatto (Alessandro DUCA di Casenuove) e Diana HETCHEL (italo-tedesca) – di fronte alle proprie responsabilità
Si allarga alla Spagna e acquista un profilo internazionale il fallimento milionario della Bear Fitness di Camerano, al centro dell’inchiesta di Striscia la notizia del mese scorso.
Insolvenza contrattuale o truffa, sta di fatto che anche una palestra di Bilbao, la Kia Kaha, ha contattato la Redazione di OSIMO OGGI BLOG per saperne di più dei numerosi casi italiani di insolvenza patiti; la palestra basca, gestita dal signor Iker LARAUDOGOITIA, lamenta non a caso un pagamento avvenuto da tempo per 40.000 euro, in cambio del nulla ricevuto.
Questo il messaggio ieri, via mail: “Siamo riusciti a trovare, grazie ad OSIMO OGGI BLOG, le ultime notizie sull’azienda Bear Fitness: Purtroppo anche noi siamo stati ingannati per un valore di 40.000 euro; e con noi anche più aziende spagnole.

Sarebbe possibile ottenere maggiori informazioni su questo caso? Magari attraverso le aziende italiane rimaste coinvolte? O magari potete indicarci qualche strada per tentare di recuperare qualcosa dei soldi sottratti? Sperando di conoscere buone notizie, vi auguriamo il meglio. Firmato Iker LARAUDOGOITIA”.
Abbiamo fatto sapere alla Kia Kaha della situazione in corso con Mediaset e della possibilità che il Gabibbo o qualche altro inviato possa tornare a San Biagio, presso la palestra Auximum Academy gestita da Alessandro DUCA e dalla compagna Diana HETCHEL, nel tempo titolari delle peripezie contabili della Bear Fitness e delle varie altre denominazioni fiscali, nel tentativo di porre con le spalle al muro l’osimano e l’italo-tedesca.
Truffa milionaria (come molti indizi lascerebbero intendere) o insolvenza contrattuale moltiplicata per decine e decine e decine di casi italiani e ora anche internazionali?
Solo la magistratura, penale e/o civile o entrambe, potranno chiarirlo; con i tempi della giustizia italiana, notoriamente elefantiaci. Al riguardo segnaliamo che almeno una dozzina di aziende del Torinese, truffate o incastrate nel fallimento della Bear Fitness, hanno chiesto e ottenuto da vari Tribunali altrettanti decreti ingiuntivi nei confronti dell’ex azienda fallita di Camerano, nella speranza di ottenere qualcosa di quanto anticipato a vuoto, anni fa, per forniture mancate.

Altre aziende, invece della via civile, hanno invece scelto la strada penale, denunciando l’accaduto come una scelta tutt’altro che fortuita ma deliberata dalla coppia osimana. Al riguardo si valuterebbe anche la possibilità di unificare il tutto attraverso un unico procedimento, denominato class action, ovvero una azione collettiva da parte di singoli gruppi di consumatori, vittime di raggiri, soprusi, disservizi, al fine di ottenere dalla giustizia il beneficio di un risarcimento per i danni materiali e morali subiti.
Al di la di tutto e delle strade intraprese – civili o penali o entrambe – appare difficile che la vicenda possa concludersi con un lieto fine.
Quandanche, infatti, dovesse rispondere a verità l’intento professato a Striscia la notizia da Alessandro DUCA di voler rifondere la clientela dei danni subiti… è stato lo stesso DUCA a mettere le mani bene in avanti specificando di non farsi illusioni non sapendo come questa operazione di indennizzo potrà essere iniziata e men che meno attraverso quali mezzi finanziari”.
Oltretutto, visto che guai non vengono mai soli, si preannunciano già all’orizzonte l’accampare dei diritti di altre imprese ginniche francesi, inglesi e tedesche… tutte rimaste vittima dello stesso procedimento commerciale: prima i soldi e poi niente!
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