BENVENUTA MICHELA, PRIMO SINDACO DONNA DI OSIMO! SI CHIUDE LA TRANSIZIONE DC, IL TRICOLORE DECISO DAL VOTO GIOVANE

Con l’elezione della Glorio a Sindaco, Osimo chiude, ultimo in Italia, il lungo dopo guerra a guida Democrazia Cristiana (1992), proseguito dalle Liste civiche Latiniane. (2025). Sarà anche il Primo cittadino meno votato della Storia con una affluenza che difficilmente oltrepasserà il 50%. Mancata informazione (per gli anziani) e protesta della classe media (rispetto alla fuga con tradimento di Pirani) alla base del non voto annunciato da parte di migliaia di osimani. Sarà anche la prima volta partecipata largamente dalla Rete
di Sandro PANGRAZI
Fine del sogno di Gloria per PIRANI. Lo attende, ci attende, una serie di prime volte.
La prima volta di un Sindaco donna e la prima volta di un Sindaco che non ha nulla a che fare (se non per essere stata scoperta in gioventù da Gigi GIACCO) con l’antica Democrazia Cristiana che fu!
Due notizie, per Osimo, entrambe epocali, per non dire storiche a tutto tondo, detto e scritto come merita di essere sottolineato, con la S maiuscola.

Ancora poche ore, signore e signori, di una campagna elettorale mai nata e vissuta dalla maggioranza dei cittadini con noia e quasi fastidio… e Osimo volterà pagina, salutando per sempre un passato che la Balena bianca per quasi mezzo secolo e il post Dc con il Civismo (e i suoi derivati, PUGNALONI compreso) hanno ben rappresentato per altri 30 anni abbondanti.
Sarà anche la prima volta in cui, sul serio, il voto (nel caso specifico diremmo più correttamente il non voto) verrà deciso e pilotato dal Grande fratello della Rete, assenti tv e giornali, praticamente l’unica fonte di “informazione” a fare cassa di risonanza a quanto, diversamente, sarebbe stato archiviato come un mese di vuoto cosmico.
Dicevamo di una data storica. Senza scomodare l’anno 476 con la caduta epocale dell’impero Romano (che pure ha segnato per secoli la vita dei nostri progenitori) e neanche scomodando la società prima e post Napoleone, resta il fatto che il 25 maggio 2025 segnerà, tra poche ore, la fine della lunga transizione post bellica dominata, nelle Cinque Torri, da una Dc e da un Civismo entrambi “regnanti” con consensi bulgari, spesso o addirittura quasi sempre capaci di far da se.
Tutto questo, ora, da dopo domani, grazie all’improvvida, diremmo malevola decisione di Francesco PIRANI di darsi alla fuga (salvo tornare sui propri passi pentito ma non contrito) sarà destinato ai libri che ricorderanno la Storia della nostra città, a partire appunto dal 2025.
Proprio PIRANI avrebbe avuto modo di allungare i tempi della Caduta e di prolungare almeno al 2029 la transizione verso un modo comunque nuovo di fare politica e intendere la società, se a novembre non avesse abbandonato la nave per una fuga tanto spettacolare quanto beffarda, capace unicamente di far parlare di se.

Quel PIRANI, auto acclamatosi SCHUMACHER della politica osimana (un pò come Romolo Augustolo, ultimo imperatore, fu così etichettato per sottolineare in negativo la differenza con Ottaviano, il vero “augusto”) che a dirla tutta avrebbe ancora la possibilità di sovvertire la Storia e di dimostrare di essere davvero il Messia; Francesco PIRANI, Salvatore della stra perduta Patria osimana.
Forte di cinque, anzi sei Assessori (con la vice Sindaca in pectore STAFFOLANI in stand-by) dei sette che lo accompagnarono mestamente al proprio destino, PIRANI ha sulla carta la possibilità concreta di dimostrare a se stesso e al mondo intero di non essere la brutta persona, inteso come politico, pubblicizzata di se con l’addio perdi faccia di dicembre.
Insomma PIRANI potrebbe (stando alla matematica), dovrebbe (stando alla considerazione infinita di se) facilmente dimostrare che è lui il Re delle molle… nonché indiscusso ed indiscutibile monarca della politica di questa povera città.
Dal sogno di Gloria, si risveglierà male PIRANI; anzi stando all’orario di scrutinio delle schede, in tema di sonno andrà a dormire male proprio la sera di lunedì 26 maggio, ubriaco dallo scorrere in negativo, in migliaia, che gli osimani gli avranno riservato; ognuno destinato verso gli hobby più alternativi possibili rispetto al dovere di rispettare… ma anche diritto di disertare il seggio.
Scatterà così anche un’altra prima volta… quella della maggioranza degli osimani che rimarranno a guardare, indifferenti al risultato e ad un passato, anche recente, di partecipazione dell’80-85%, raggiunto per quasi tutti gli 80 anni post bellici.

Ce l’avessero ipotizzato solo ad inizio secolo, nessuno avrebbe potuto credere ad un simile disamoramento; che poi non è la reazione verso un amore passato ma peggio…
Quanto accaduto ad Osimo negli ultimi due anni, dalle primarie Civiche a dopo domani, passando per il Regio Decreto 1915 all’apparentamento “bastardo” di giugno, è tutto un concentrato di errori gravi, alcuni persino voluti, che hanno prodotto, lentamente, l’attuale quadro da fine impero.
Sarà anche la prima volta del voto giovanile a contare e a decidere. In una Osimo dove per poter aprire bocca e sperare di essere ascoltato, nonni e genitori hanno dovuto esibire una carta di identità con su scritto “50 anni”, sarà una piccola-grande rivoluzione. Nel bene della novità e nel male del rischio conseguente a qualsiasi apertura a prospettive mai solcate prima.
Intendendo per giovane, a scanso di equivoci, le due generazioni che vanno dai 18 ai 42 anni di Michela GLORIO.
Sarà, quale conseguenza, anche la prima elezione in cui i famosi 50enni e anche i loro anziani genitori (un tempo portati al seggio persino in ambulanza) non prenderanno parte alla decisione: i secondi inconsapevoli persino di elezioni nuovamente in corso, i primi astenendosi per protesta dalla visionaria politica di un PIRANI animato grandemente dalla sete di vendetta personale o di una STAFFOLANI la cui candidatura a Sindaco dice tutto, senza commenti.
Abbiamo detto protesta ed eccoci ai 5.000 voti targati Dino LATINI e ad altrettanti 5.000 che LATINI, nel corso dei decenni, hanno votato e votato sino a consumare la matita.
Stavolta lo Stato risparmierà sui lapis, almeno ad Osimo. Troppo facile prevedere che la prima elezione orfana dei loghi e dell’attivismo del mondo Latiniano (piaccia o meno l’unico capace di mobilitare una macchina elettorale degna di questo nome) finirà con il mandare a casa, ore prima del tempo normale, un esercito di scrutatori.
Resterà, al risveglio, una nuova transizione, quella della GLORIO e del suo mondo di riferimento, chiamata a dimostrare di aver rotto il cordone ombelicale con Simone PUGNALONI non esente in dieci anni di passate critiche e di poter governare Osimo, nel bene e nel male, con la propria testa.

Michela GLORIO è comunque troppo furba ed intelligente, al di là del dato ufficiale (consenso al 51% o 59%) per non sapere di apprestarsi a vincere non solo per le qualità che gli osimani di Centro-Sinistra le attribuiranno in massa… ma anche per assenza di avversari validi, in grado almeno di comprendere l’ABC della politica locale racchiusa nelle legge elettorale del 1992… che obbliga partiti e movimenti ad unirsi invece che correre soli o – LATINI insegna – non correre proprio.
La volta prossima, nel 2030, Michela GLORIO ci sarà (a chiedere la fiducia di un bis possibile, anzi probabile) mentre sull’altro fronte Osimo spera, dopo la rovinosa debacle, in una piazza pulita, rinnovata, vogliosa di rivincita.
In ciò magari aiutata da una correzione alla legge che abbasserà il quorum dal 50% ad un 40% capace di tagliar fuori le pretese dei vari, possibili, futuri ANTONELLI e compagnia magica di turno.
Ma non vorremmo anticipare troppo i tempi. Ora è tempo di voltare davvero la pagina, anzi di scrivere in bella calligrafia il primo capoverso di un libro totalmente nuovo, speriamo saggio e avventuroso il giusto.
Benvenuta Michela, prima donna Sindaco ad Osimo!
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