CENTRALE BIOMETANO: IL TAR PIEMONTE BOCCIA LO STOP DEL COMITATO RICORSO NON AMMESSO, I RESIDENTI NON RICONOSCIUTI PARTE IN CAUSA

Rigettato l’intento di un gruppo di cittadini di Govone, contrari all’accordo tra la concessionaria provincia di Cuneo e la società Govone biometano Srl. Il Tribunale amministrativo piemontese, discutendo nel merito del ricorso contro l’autorizzazione a procedere ai lavori, ha liquidato la complessa questione dichiarando l’incompetenza del comitato “No biometano a Govone”. La vicenda dovrebbe suggerire ad Osimo un cambio radicale di strategia, abbandonando il muro contro muro per scegliere una soluzione più condivisa possibile, che consenta, in accordo con Sgr, di intervenire a parziale correzione dei punti di maggior contrasto
Ricorso inammissibile, l’impianto biometano può procedere.
Per ora accade nel paesino di Govone (provincia di Cuneo) dove un comitato di cittadini, ribattezzatisi significativamente “No biometano a Govone” ha avuto la peggio, lo scorso 27 dicembre, avanti al Tribunale amministrativo regionale del Piemonte.
Dicevamo, poco sopra, “per ora”, in quanto la vicenda sembra essere tratta, stile copia e incolla, dalle analoghe proteste dei cittadini di San Paterniano e Casenuove circa il destino di altrettanti impianti industriali di trasformazione, da riconvertire a siti da maxi produzione energetica.

Per ora, infatti, ad Osimo la situazione sembrerebbe all’angolo, in standy by, favorita anche dall’assenza di una amministrazione politica della città; fermo restando che le chiavi autorizzative dei due progetti SGR di Rimini restano in mano a Regione Marche (a luglio e a settembre scorsi investita solo da deboli proteste, oltretutto politicamente palesate abbastanza di striscio).
Ma in un futuro assai prossimo potrebbe accadere che anche ad Osimo qualcuno scelga, perso per perso, di imboccare la medesima strada del Tar.
Attenzione allora alla forma. Nonostante una crisi politica che nel 2023 ha portato l’Amministrazione di GOVONE a dimettersi e al conseguente Commissariamento del Comune (altra analogia con Osimo), il TAR piemontese, ragionando nel merito del ricorso, ha appena sentenziato la non competenza del ricordato Comitato ad interferire nella determina autorizzativa.
Via libera concessa, giusto un anno fa, dalla Provincia di Cuneo alla società Govone biometano Srl circa la costruzione e l’esercizio di un impianto di produzione di biometano derivato da biomasse agricole e sottoprodotti dell’industria dolciaria.
Appena il caso di ricordare che il marchio Nutkao (crema spalmabile alla nocciola, stile Nutella) con sede proprio a Govone dando lavoro a 200 persone, è appena stata rilevato dal fondo Teralys, riconducibile a Mohammed VI, Re del Marocco, per una cifra vicina al mezzo miliardo di euro!
Dunque a San Paterniano, quanti vorranno continuare a mettere bastoni tra le ruote all’avvio dell’attività, sarà bene non sbaglino mossa e – qualora dovessero affidarsi al Tar – lo facciano mettendo in campo i violati interessi reali dei diretti interessati e non solo agitare questioni presunte di dubbia pertinenza.
Insomma fatti, non parole.

Cosa possono fare ora a Govone e cosa potrà fare la nuova Amministrazione che nascerà in primavera ad Osimo?
Molto poco, praticamente nulla di sostanziale, oltre ad opporre una sterile “vigilanza” sulla attuazione delle prescrizioni contenute nei provvedimenti autorizzativi di Provincia (per Govone) e Regione (per Osimo).
Talmente poco che, sarebbe da chiedersi, non sia più produttivo, a conti fatti, anziché andare al muro contro muro contro il gruppo SGR (Società gas Rimini) che detiene il progetto, tentare una opposta strategia a trattativa bonaria, finalizzata ad ottenere il massimo, sia per le residenze più vicine e quindi maggiormente interessate al fenomeno dell’inquinamento odorigeno (sottoforma di indennizzo, ad esempio), che a livello di comprensorio attraverso un ripensamento complessivo generale del tratto viario di accesso agli stabilimenti.
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