DINO LATINI RINSERRA LE TRUPPE IN VISTA DI GIUGNO, 175 A CENA! E TRA I TAVOLI COMPARE A SORPRESA LA SEVERINI, LA “FEDERATRICE”?

Riuscita kermesse culinaria-politica da Ada con i Civici presenti al gran completo, pronti a ripartire. Assente (giustificato?) il solo Monteburini, la serata è giunta al momento opportuno per ricaricare le batterie in vista di giugno. Quasi nessun accenno al passato “solo chi non fa nulla non sbaglia”, con Latini a rimettere al centro dei suoi l’attenzione per Osimo e i suoi cittadini, meritevoli di miglior fortune
di Sandro PANGRAZI
Tanto numerosi da “soffrire”, però piacevolmente, anche un pò di fame!
Rispettato, dunque, il motto salutista 2.0: “Da tavola è bene alzarsi, specie di sera, con ancora qualche languorino… tutta salute guadagnata!”.

Del resto anche il patron, Dino LATINI per primo, non poteva neanche immaginare un simile successo a tavola dopo le amare vicende che hanno portato Francesco PIRANI ad abbandonare in corsa la barca e a dileguarsi da Osimo senza lasciare tracce.
175 per gli organizzatori, 125 per la Questura, circa 150 per Ada che in cucina ha letteralmente fatto i salti mortali pur di accontentare palati voraci e le aggraziate bocche femminili riunite a tavola, non meno affamate.
Per fortuna l’età media dei presenti oltrepassava di netto i 50 anni, con tanto di dolci e coetanee compagne al seguito… diversamente tra i tavoli sarebbe circolata minore calma.
QUALE IL MIGLIOR CANDIDATO PER RIUNIRE CIVICI E CENTRO-DESTRA?
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Immaginate per un attimo la scena, tipo nozze di Cana, con Maria a suggerire a Gesù un anticipo dei suoi prodigi. Stavolta però non c’era semplicemente dell’acqua da tramutare in vino ma da raddoppiare l’intero menù essendo gli ospiti, come detto, oltremodo numerosi.
Numerosi e anche tutto sommato sereni. In pace con se stessi. Di sicuro assai ciarlieri. Certi di riuscire a far comprendere in tempo agli osimani che le responsabilità di quanto accaduto il 14 novembre non sono da ripartirsi a pari demerito 50 a PIRANI e 50 a LATINI ma piuttosto da addebitarsi quasi totalmente all’imprenditore delle molle al 90%, incapace di mediare, di lottare, di escogitare qualsiasi via di uscita diversa dalla fuga notturna.
Insomma pur essendo venerdì 17, ieri sera tra i Latiniani di ogni ora (dalla prima alla decima) circolava ottimismo da vendere… tanto che quasi nessuno si preoccupava dell’incombere su Osimo dell’asso piglia tutto Michela GLORIO.
Ma torniamo al menù e alle tavolate (cinque da 30 persone oltre a tre tavolini da 8 aggiunti in extremis) pronte al combattimento.
Saltato l’antipasto non previsto, si è iniziato con una deliziosa polentina in bianco in poca salciccia e niente parmigiano, servita in tavola già stesa su ciascun piatto molto poco fondo. Però veramente buona anche perché erano ormai le 21 e gli stomaci, solo loro, cominciavano a brontolare.

A seguire bis al dente di boccolotti al sugo, pare, del batte. Ma su questo particolare non c’è stata unanimità di giudizio… essendo i boccolotti spariti dai piatti prima ancora di poterli degustare con più calma come avrebbero meritato.
A chiudere salciccia alla piastra di ordinanza con una costarella e mezzo di maiale di accompagno e patatine arrosto di contorno… il tutto divorato assieme a un paio di mini tranci di pizza, in assenza di pane terminato causa golosa “scarpetta” che i più, visto l’andazzo, si sono premurati di fare… riconsegnando piatti praticamente pulitissimi.
Per finire caffè anticipato da una golosa zuppa inglese andata, pure questa, a ruba risultando chissà perché, un davvero piacevole chiudi pasto.
Fin qui la parte culinaria che ha fatto da contorno alla kermesse politica consumatasi senza assenze di rilievo, eccezion fatta per l’ex Consigliere MONTEBURINI impossibilitato ad essere della partita causa qualche critica di troppo. Vai a sapere perché.
Assenti anche gli ex Assessori SABBATINI e STRAPPATO e Chi l’ha visto pure per Stefano SIMONCINI il quale, nonostante la avvenuta riappacificazione con il mondo dell’Epifania, ha probabilmente ritenuto non ancora maturi i tempi per un ritorno all’ovile in pompa magna, insieme alla prodiga sorella di Italia “Silvia, rimembri ancor…”.
Ad animare ulteriormente la scena, a cena in corso, la comparsa improvvisa tra i tavoli di una signorina “col cappellino rosso”, subito notata tra i commenti dei più ed identificata, anche di spalle, come la pulzella Argentina SEVERINI, la nuova Giovanni D’ARCO… la possibile “federatrice” del mondo Civico e di Centro-Destra osimano a cui le ferite e stanche truppe Latiniane sperano, forse, di aggrapparsi in vista di giugno.
Timorosa, quasi imbarazzata di rubare la scena, la SEVERINI si è limitata ad una comparsata veloce, seppur significativa, lasciando dietro di se una scia di commenti agro-dolci… al punto che un tipo, alzatosi dal tavolo già innamorato pazzo, è corso da LATINI per significargli: “Dino sono pronto a candidarmi di nuovo, a giugno… purchè con Argentina a Sindaco!”
Esaurito anche il fuori programma, resto il fiocco rosso messo alla serata dal padrone di casa che ha offerto la piacevole serata politica.
Nel prendere la parola e salutare tutti i presenti, numerosi oltre misura, LATINI ha ripercorso brevemente le ragioni di quanto ormai universalmente noto, riconoscendosi “colpevole” di agire, di non limitarsi ad assistere e quindi, come tutti, di poter anche sbagliando; rivendicando l’errore come umano, da ascrivere alla voglia di rispettare gli impegni presi con gli elettori e semmai di migliorare, per quanto possibile, l’andamento delle cose.

Insomma non sbaglia unicamente chi non fa nulla (come PIRANI) o chi non la forza, la determinazione e il coraggio di battersi per far prevalere l’idea in cui crede (un’altra volta PIRANI, senza mai nominarlo, ovviamente).
Per il resto LATINI, confermando la chiusura del movimento alla data del 7 novembre scorso, ha dato appuntamento a breve; a quanti vorranno starci, da qui in avanti, per aprire o riaprire una nuova stagione politica basata, come sempre, sull’ascolto della città e le esigenze dei cittadini.
Un augurio al futuro di Osimo e alle nuove fortune del Civismo ha formalmente chiuso, tra sorrisi e pacche sulle spalle, una serata comunque utili a ricaricare le batterie.
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