ESCLUSIVA OSIMO OGGI RIGETTATE DA LATINI TUTTE E 3 LE RICHIESTE DI PIRANI PER RESTARE A NUDO IL BLUFF DEL SINDACO, ENTRO MARTEDI’ DIMISSIONI RITIRATE

Come al tavolo verde si è consumata, tra il leader civico e bari consumati, l’ultima mano di poker. Al tie-break, gioco, partita e incontro vanno “ai quattro ribelli” che hanno saputo resistere quando tutto sembrava perduto, fino a ribaltare le sorti del confronto. Per Osimo si apre ora, fino a Capodanno, un periodo di tregua con PIRANI chiamato a distruggere il Cerchio magico, azzerare l’Amministrazione e i Cda, far partire per davvero l’esperienza di Governo fino al 2029. Diversamente a Pasqua PIRANI cadrà davvero, con la città consegnata al tritacarne delle Regionali 2025
E alla buonora, al termine di un Consiglio comunale surreale (in teoria l’ultimo della vicenda PIRANI) sono state rese note, fin nei particolari meno dicibili, le condizioni, fintamente poste dal Sindaco uscente per ritirare le dimissioni, in scadenza alla mezzanotte di martedì 3 dicembre.
Quando “fintamente” significa, dizionario Treccani alla mano, che “non è ciò che appare” o se preferite “non è ciò che vuol parere”.
Chiaro il concetto anche ad Osimo e dintorni? Ok si prosegua.
Le dimissioni del Sindaco verranno ritirate, anche nell’unica ipotesi possibile. Vale a dire, anche nel caso, peraltro già certo, di non portare a casa neanche una delle tre condizioni poste sul tavolo della “non trattativa” intavolata con LATINI dal 14 novembre.
L’evento cadrà, con ogni probabilità, nella mattinata di sabato attraverso un freddo comunicato o una pseudo conferenza stampa indetta per vendere agli osimani qualche refolo di fumo in più o forse, perché no, attendendo l’ultimo minuto e lo scoccare della mezzanotte di martedì 3 dicembre.
In ogni caso il pathos di cosa farà PIRANI si esaurisce qui, con la messa a nudo delle richieste, ovvero col tavolo dei tre desideri-proibiti andato deserto.
Nessun Genio, essendo proibiti, avrebbe potuto esaudire PIRANI e i suoi desiderata, rimasti confinati ufficialmente sull’altare comune a molti del vorrei ma non posso.
Ma veniamo ai tre punti che tanto sarebbero piaciuti a PIRANI (e ad ANTONELLI), mentre segnaliamo, su questa linea, un CICCIOLI ampiamente redarguito dalla MELONI, scopertosi tutto d’un tratto quasi filo-Latiniano!
Punto primo: a PIRANI sarebbe piaciuto, non potendo obiettivamente puntare sul Cinghiale grosso LATINI, che dei tre Consiglieri ribelli che hanno avallato le decisioni del leader Civico di salire sull’Aventino, almeno due avessero passato la mano lasciando a ciascuno la libertà di suicidarsi con un’arma a scelta!
Tradotto, ecco le tre doppie sul tavolo:
- addio di MONTEBURINI-ZAGAGLIA, oppure addio di ZAGAGLIA-CARPERA o anche arrivederci a mai più all’accoppiata CARPERA-MONTEBURINI, rimpiazzati dai Consiglieri aventi diritto RICCIOTTI-TOMAINO, TOMAINO-CAPOMAGI o CAPOMAGI-RICCIOTTI. Richiesta respinta con perdite.
- sottoscrizione da parte dei 4 ribelli di un patto di assoluta devozione al nuovo Capo venuto da Polverigi (tipo venerazione per la Madonna di Campocavallo) da riversarsi sulla sacra figura di Francesco PIRANI Sindaco di Osimo, nuova icona e primo Ras dell’era post Pugnaloniana. Richiesta numero 2 abbandonata accanto alla numero 1.
- In aggiunta al garante Francesco ACQUAROLI, PIRANI ha chiesto ai ribelli una speciale firma del patto. Non sottoscritta con una banale penna con punta a sfera, seppur di qualità; e neanche utilizzando una più adatta e prestigiosa stilografica. No. La firma in calce al patto avrebbe dovuto essere stata vergata dal socio sconfitto LATINI intingendo un pennino d’oca, stile ‘800, direttamente in vena e quindi tratteggiata col sangue! Risposta alla richiesta numero 3? Non pervenuta.
Tre no ad altrettante richieste irricevibili. E l’impressione e che se le richieste fossero state 4 o 5 o anche una soltanto, non sarebbe mutata la sostanza.
Osimo e la sua politica tornano dunque, per magia, alla data dell’11 novembre, con un LATINI, stasera in Consiglio, a dare spettacolo come al circo inventandosi persino il voto di “obbedienza Francescana”, pur avendo, quasi su tutto, idee diverse, se non opposte, rispetto al Santo di Polverigi.
E ora, col bonus una tantum concesso da LATINI e incassato da PIRANI e il contestuale ritiro delle dimissioni del Sindaco, cosa accadrà ad Osimo?
Accadrà che il Sindaco avrà un arco tempo congruo, fino a Natale e a tutte le feste di Capodanno, per fare piazza pulita del cerchio magico che ad oggi ha condizionato ogni sua mossa a perdere.
Con la rottura della magia del cerchio, ci si aspetta un 2025 da “anno nuovo, vita nuova” e azzeramento della Giunta e dei Cda per poi armarsi di Manuale CENCELLI e ridistribuire il giusto potere a chi lo ha per davvero conquistato con il consenso del popolo.
Se avverrà, attorno alla Befana, Osimo svolterà pagina e darà appuntamento ai cittadini alla primavera del 2029 per quattro anni da vivere, si spera, felici e contenti.
Dovesse PIRANI mantenere il malefico Cerchio poco magico, far finta di nulla e ostinarsi a battere la testa con violenza sul muro… otterrà di rompersi la testa e di andare a casa, stavolta per davvero, tra febbraio e marzo con la bocciatura del Bilancio ’25 di Previsione.
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