martedì, 02 giugno 2026

GIORNALISMO COPIA E INCOLLA E SILENZIO DELL'ORDINE

Quando la realtà scotta, il potere si rifugia nel gergo burocratico e nella solidarietà corporativa. Un'arrampicata sugli specchi che prepara il terreno per l'atto finale di domani, quando daremo la parola all'immaginario (ma ormai verosimile) "Ordine dei Ripetitori"

Di Sandro Pangrazi | 02-Jun-2026 3 min di lettura
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GIORNALISMO COPIA E INCOLLA E SILENZIO DELL'ORDINE

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AVVISO AL LETTORE: 
Il testo che segue non è mai pervenuto in Redazione. 
Si tratta di una replica puramente ipotizzata alla vicenda del monopattino ai 100 all'ora, ricostruita per intero a tavolino ricalcando il tipico e burocratico linguaggio difensivo utilizzato dalle istituzioni editoriali. 
La sua drammatica verosimiglianza è la prova, diremmo "scientifica", di come il potere difenda lo status quo, arrampicandosi sugli specchi pur di non rispondere alla dura realtà dei fatti.

 

Oggetto: Precisazioni in merito alle provocazioni sul presunto fenomeno di “Churnalism” apparso sulla cronaca locale

Il Consiglio regionali dell'Ordine dei Giornalisti respinge con fermezza le tesi strumentali ed eversive espresse nel recente articolo "Ripetitori di informazioni", che gettano un'ombra ingenerosa sul lavoro quotidiano di migliaia di professionisti dell'informazione.
Nel merito della vicenda sollevata – concernente il sequestro di un mezzo di mobilità ad Ancona – si rende necessario ristabilire la corretta cornice deontologica che guida l'operato della categoria.

Fiducia istituzionale: 
La pubblicazione dei dati forniti dai comandi della Polizia Locale risponde a un primario dovere di informazione e alla consolidata prassi di collaborazione con le fonti istituzionali, la cui autorevolezza non può essere messa in discussione da arbitrarie verifiche fisiche o ingegneristiche da parte del singolo redattore.

Tempestività della cronaca: 
La velocità di diffusione delle notizie sul web non è sinonimo di superficialità, bensì rappresenta la moderna risposta professionale al diritto-dovere di cronaca in tempo reale.

Autonomia redazionale: 
I criteri di titolazione e l'uso di formule linguistiche d'impatto rientrano nelle insindacabili scelte editoriali volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla sicurezza stradale, e non a meri fini di ottimizzazione del traffico digitale.
Il Consiglio ricorda infine che la professione giornalistica si difende attraverso il rispetto dei suoi organismi interni. 
Non è un caso che le critiche più livorose provengano da soggetti già colpiti in passato dalla massima sanzione disciplinare. 
Chi ha subìto una definitiva radiazione dal nostro Albo non ha alcun titolo per dare lezioni di deontologia a una categoria che fa del quieto e costruttivo rapporto con le istituzioni il suo principale presidio di democrazia.
L'Ordine dei Giornalisti delle Marche invita pertanto gli utenti a mantenere un dialogo costruttivo, evitando generalizzazioni che danneggiano il rapporto di fiducia con il pubblico.

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