GLI ULTRAS SCRIVONO LA PAGINA PIU’ NERA DELLA STORIA GIALLO-ROSSA 18 MESI DI SQUALIFICA DEL DIANA PER L’URINA LANCIATA IN UMBRIA!

Battuto il record di 11 mesi di stop al campo del Legnano, stabilito nel 1952! A margine della partita di ritorno di Massa Martana, costata l’eliminazione dal sogno Coppa Italia, resta il comportamento inaccettabile del pubblico osimano (120 soggetti in trasferta) ai danni di un guardalinee bersagliato per oltre mezz’ora col lancio di qualsiasi oggetto o peggio. La società dovrà terminare il campionato e affrontare il prossimo per l’intero, giocando in campo neutro e a porte chiuse! Senza incassi e con maggiori spese per un anno e mezzo, la vecchia Osimana, 100 e un anno, appare a forte rischio sopravvivenza. Solo a Natale ben nove Daspo fino a dieci anni senza calcio per altrettanti ultras. Che succede ad Osimo?
Abbiamo voluto sincerarsi con i nostri occhi cosa è accaduto mercoledì a Massa Martana.
Una squalifica del Diana fino al 30 agosto 2025 – diconsi 18 mesi e 18 partite di campionato con effetto immediato! – è cosa rara nel Calcio italiano e temiamo europeo, se non mondiale.
Non ricordiamo, a memoria, una squalifica del terreno di gioco più lunga di quanto inflitto dal giudice sportivo di LND Aniello MERONE alla vecchia e gloriosa Osimana, fondata 101 anni fa da mio nonno.

Soltanto consultando gli archivi scopriamo che fino a ieri il triste record apparteneva, almeno in Italia, ai lilla del Legnano, Serie A 1952-53, in seguito ai fatti di Legnano-Bologna 2-3 del 3 febbraio 1952.
Vicende extra calcio che portarono all’aggressione fisica dell’arbitro Bruno TASSINI di Verona, addirittura in stazione centrale a Milano, e a ben 11 mesi di squalifica del terreno lombardo.
Ma torniamo all’Osimana. E a quando osservato guardando le immagini Facebook del solo secondo tempo, iniziato sul punteggio di 0-0 dopo lo 0-2 dell’andata.
Ebbene ci siamo trovati di fronte ad un terreno di gioco indecoroso persino per la produzione di tuberi, due squadre di calcio molto abborracciate, non meritevoli di finali nazionali di Coppa, un arbitraggio indecente al pari del campo e delle squadre, un servizio d’ordine composto da appena due carabinieri impegnati, oltretutto, più a seguire l’andamento dell’incontro che quanto avveniva alla voce ordine pubblico… e purtroppo un pubblico osimano di 120/150 persone indegno di rappresentare Osimo, oltretutto nello sport!

La partita, dal punto di vista tecnico e dell’interesse, ha perso ogni significato, a circa metà ripresa con il gol-qualificazione degli umbri.
Mancavano ormai solo una ventina di minuti, più lungo recupero, al termine… quando il pubblico osimano, confinato all’altezza della metà campo dove operava il guardalinee di sinistra, ha iniziato a prendere l’ufficiale di gara a bersaglio mobile!
Complice lo spazio inesistente tra l’inferriata, il corridoio per il guardalinee e il primo gradone della tribunetta dedicata agli ospiti (meno di un metro a voler esagerare!) gli osimani presenti, a risultato negativo in ghiaccio, han fatto presto a trasformarsi da tifosi a teppisti da stadio!
Per ben due volte e tre minuti complessivi di stop al gioco (tutto cronometrato al secondo) il povero guardalinee è dovuto letteralmente scappare all’interno del campo per porsi a distanza di sicurezza dal lancio indiscriminato del “tifo” giallo-rosso.

Per una, due, tre, quattro volte il guardalinee, invitato dall’arbitro Marco BURATTINI di Roma, ha provato a riprendere il proprio posto, impeditogli da una sassaiola di ogni genere!
Anche capitan Patrizi, visto quanto stava accadendo, ha provato, invitato dal Direttore di gara, a far ragionare i più esagitati. Senza ottenere ascolto.
E dire che la gara era stata, fin li, soltanto terribilmente brutta ma senza episodi in grado di lasciar adito, come all’andata, a rivendicazioni.
In tutto questo occorre ricordare anche l’atteggiamento del quarto uomo, tale Silvio TORREGGIANI di Civitavecchia, operante – lontano dal pubblico -tra i due staff tecnici e “responsabile” della chiamata arbitrale per ben tre espulsioni dalla panchina osimana (Andrea BELLUCCI, Riccardo FERMANI e Lorenzo BAMBOZZI); sanzioni non accettate dalla società e vissute dal club di CAMPANELLI come una vera e propria aggressione immotivata, pendant dei torti del Diana.
Ma torniamo a quanto più interessa, anche extra calcio, ovvero al comportamento indegno tenuto dai nostri concittadini; vicenda che, seppur brevemente, porrà Osimo, se non ci ha già posto, quale città sul banco degli imputati.
Ecco il lungo elenco riportato dalla terna arbitrale in referto e costato, ripetiamo più alla città che al club, il titolo di luogo più indisciplinato d’Italia.
“Per avere propri sostenitori, per l’intera durata della gara, rivolto espressioni gravemente offensive e minacciose all’indirizzo della quaterna Arbitrale.

In particolare, nel corso del secondo tempo, tali sostenitori si accanivano nel reiterato lancio di sputi, oggetti (bicchieri, lattine, fumogeni, accendini, monete, pietre, etc.) e liquidi all’indirizzo di un assistente arbitrale, il quale veniva colpito:
A) da decine di sputi che lo attingevano alla testa, sulle spalle, alla schiena e sulle gambe;
B) in tre occasioni anche dal lancio di liquidi (aranciata e birra) che lo attingevano alla schiena, sul fianco e alla testa;
C) da numerosi oggetti alla schiena, tra cui quattro bicchieri di plastica (due vuoti e due pieni), una lattina vuota e una moneta che provocava lieve dolore;
D) da un abbondante quantitativo di urina che lo attingeva alla schiena, sul fianco ed alla testa, provocando all’assistente nausea e disgusto;
E) da un sasso che colpiva il guardalinee alla testa, procurandogli forte dolore e un evidente ematoma alla testa.
Tali condotte – si legge nel bollettino della Lega nazionale Dilettanti -costringevano l’arbitro BURATTINI ad interrompere la gara in due occasioni (dal 38° al 40° e dal 45° al 46°) e a richiedere l’intervento del capitano della società ospitante (in realtà l’unico a prodigarsi, senza ottenere effetti, è stato PATRIZI e in parte MOSQUERA, NdR.).

Inoltre, i medesimi sostenitori, introducevano ed utilizzavano materiale pirotecnico (tre fumogeni) che una volta estinti venivano lanciato all’indirizzo del solito assistente arbitrale senza colpirlo; nonché tentavano di provocare la caduta dell’ufficiale di gara, protendendo un’asta di bandiera dalla rete di recinzione fino al terreno di gioco.
Al termine della gara, infine, tutti i tesserati della Società U.S.Osimana accerchiavano la quaterna Arbitrale proferendo espressioni gravemente offensive e minacciose, impedendo loro il tempestivo rientro negli spogliatoi, nonché favorendo l’ingresso sul terreno di gioco di persone non autorizzate, ne identificate, che assumevano un contegno analogo ponendosi a poca distanza dagli ufficiali di gara.
Si rendeva necessario l’intervento delle Forze dell’ordine per presidiare l’allontanamento in sicurezza, dall’impianto, dei quattro arbitri.
Sanzione cosi determinata – 18 mesi di stop del Diana e obbligo di giocare le gare interne in campo neutro e a porte chiuse! – in ragione del totale spregio manifestato dalla società e dai suoi supporters per i principi di correttezza, probità e rispetto, attraverso condotte chiaramente orientate ad una indebita mortificazione dell’altro; logiche del tutto aliene dallo svolgimento di una attività sportiva”.
Con lo stop del Diana fino al 30 agosto 2025, la federazione ha altresì comminato all’Osimana una pesante ammenda di 5.000 euro, la squalifica fino al 30 aprile di BELLUCCI e FERMANI e ben quattro giornate di stop a Lorenzo BAMBOZZI.
QUESTO IL PRECEDENTE RECORD DI 11 MESI SPODESTATO DALL’OSIMANA
Il 3 febbraio del 1952 Legnano e Bologna si incontravano per la prima giornata del girone di ritorno del campionato di Serie A.
Ad arbitrare l’incontro c’era il signor Bruno TASSINI di Verona che all’andata aveva assegnato ai bolognesi ben due rigori. Il caso volle, per la gara di ritorno, la designazione dello stesso Direttore di gara.
L’arbitro TASSINI fu subito protagonista, in negativo, per i padroni di casa… sorvolando su due falli da rigore su MOZZAMBANI e sullo svedese EIDEFJALL.
Nella ripresa sul 2-2, a tre minuti dalla fine (all’epoca non c’era recupero, NdR.), TASSINI assegnò un rigore ai bolognesi per un presunto fallo di mano che CAMPATELLI trasformò dagli undici metri provocando la reazione del pubblico di casa. In particolare un fittissimo lancio di palle di neve che costrinsero la giacchetta nera a sospendere l’incontro.
Non paghi, alcuni tifosi lilla attesero l’arbitro in stazione centrale, a Milano, dove TASSINI era diretto per tornare a casa, a Verona. L’arbitro veneto venne preso a cazzotti.
La spedizione punitiva costò ai lilla legnanesi la sconfitta a tavolino e obbligo di giocare in campo neutro fino al 31 dicembre 1952, quindi per ben 11 mesi.
Una sanzione che per 72 anni ha rappresentato la più lunga squalifica di un campo di gioco in Italia, a livello professionista Non si hanno comunque notizie certe su episodi di maggior gravità capitati nel mondo Dilettanti. Almeno fino a Massa Martana…
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