mercoledì, 25 febbraio 2026

IL SIPARIO CALA SUI "TENORI" SENZA SPARTITO

Alberto Maria Alessandrini Passarini e Damiano Pirani fuori dal nuovo Cda Amap. Comune parabola politica: dall'alto dei privilegi al basso dell'irrilevanza, passando per boicottaggi seriali... fino all’amaro risveglio dei "figliol prodighi" di Latini, mai tornati a casa

Di Sandro Pangrazi | 25-Feb-2026 3 min di lettura
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IL SIPARIO CALA SUI "TENORI" SENZA SPARTITO

C’è un limite sottile che separa la strategia politica dall’autolesionismo puro; e i due (ormai ex) “tenori osimani” dell'Amap sembrano aver varcato il confine con la stessa nonchalance con cui si ordina un caffè. 

Damiano PIRANI e Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI hanno finalmente ricevuto il benservito ufficiale. 

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Il Governatore ACQUAROLI ha firmato il decreto di rinnovo dell’Agenzia agro-alimentare ma, tra i nomi dei confermati o dei nuovi eletti, i loro sono spariti come nebbia al sole di fronte a una nuova compagine, oltretutto di dubbia caratura, che spazia dall'imprenditoria reale alla fedeltà di coalizione.

Damiano PIRANI, ex Civico pentito


L’ARTE DI SPUTARE NEL PIATTO

Nati politicamente sotto l’ala protettrice di Dino LATINI, i due hanno coltivato per anni un’arte particolare: quella del boicottaggio sistematico contro il loro mentore. 

Dalle ripetute elezioni Comunali del 2014, 2019, 2024 e 2025 fino alle manovre per le Regionali 2025, la loro attività principale non sembra essere stata la gestione dell'Ente, quanto piuttosto l’ostruzionismo seriale verso la "casa madre" civica, esercitato con perizia sin dalla mezzanotte del primo giorno. 

Un odio politico, il loro, talmente viscerale da averli resi ciechi: si sono convinti di poter brillare di luce propria mentre, in realtà, con una mano firmavano la loro condanna e con l’altra continuavano a banchettare a quella tavola che stavano tentando di ribaltare, fino a riuscirci.

Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI, ex Civico pentito


IL RICAMBIO: DALL’INFERMIERE AL GEOLOGO, ALL'AVVOCATO

Visti i presupposti seminati per anni, la scure di Ancona ieri non ha guardato in faccia a nessuno, preferendo la concretezza (o meglio il peso politico realee attuale) ai capricci osimani. 

Al posto dei due "ex big" entrano in scena figure di secondo e terzo o quarto piano come l'imprenditore ortofrutticolo Leo BOLLETTINI (Base Popolare, l'unico vero addetto ai lavori), insieme al geologo e sindaco di Monte San Martino Matteo POMPEI e all'infermiere ora leghista Luca SANTARELLI. 

Solo l'avvocato forzista Marco ROTONI ha incassato la conferma, a dimostrazione che per restare in sella serve coerenza, non rancore.


CHI TROPPO VUOLE...

PIRANI e ALESSANDRINI PASSARINI restano così a mani vuote, vittime di quel difetto atavico dell’uomo che, nel tentativo di afferrare una fetta più grande, finisce per perdere anche le briciole. 

Senza lo scudo di LATINI, che hanno tentato di ostacolare in ogni situazione, i due raccolgono oggi quanto "brillantemente" seminato per odio politico: il nulla. 

La lungimiranza, d’altronde, non si compra al mercato, e la gratitudine politica ancor meno. 

Resta il mistero insondabile di come si possa distruggere il proprio trampolino mentre si è ancora in volo: un tuffo nel vuoto che oggi si conclude con un tonfo sordo. 

Calano le luci, già il sipario. I tenori, dopo Osimo, fischiati di nuovo come stonati anche in Regione.


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