mercoledì, 03 giugno 2026

IL VOLTO E I SEGRETI DELL'UROLOGO ANCONETANO CHE SI FINSE NIPOTE DI MATTARELLA

Il paradosso del luminare: dal "riò della fettina" all'élite della chirurgia robotica, fino a spacciarsi al telefono per il Presidente della Repubblica: obiettivo moltiplicare il prestigio e le parcelle private attraverso l'acquisizione del primariato del Gemelli. La difesa dei legali: «Solo un esperimento sociale dimostrativo di quanto i concorsi siano truccati». Il processo entra nel vivo in autunno: Buscarini rischia 7 anni di carcere e la radiazione dall'albo

Di Sandro Pangrazi | 03-Jun-2026 6 min di lettura
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IL VOLTO E I SEGRETI DELL'UROLOGO ANCONETANO CHE SI FINSE NIPOTE DI MATTARELLA

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di Sandro PANGRAZI

Per la memoria storica di Ancona, il professor Maurizio BUSCARINI, 60 anni, pur urologo di fama, rappresenta poco più di un dato anagrafico; al massimo un ricordo sbiadito degli anni '80, al liceo. 
Un cervello in fuga che ha costruito la sua fortuna lontano dalle Marche, tra Roma e i prestigiosi ospedali di New York, senza aver tempo e voglia di lasciare una traccia clinica o professionale sul territorio natio. 
Eppure, quando un anno fa la stampa cartacea locale ha acceso i riflettori sul suo rinvio a giudizio per il clamoroso caso del "finto nipote di Mattarella", la città ha vissuto una fiammata di incredulità e stupore durate appena ventiquattr'ore. 
Lo sconcerto sotto il Conero è inevitabile: come ha fatto un luminare della chirurgia robotica, cresciuto in una stimata famiglia della borghesia dorica, a finire al centro di un simile thriller burocratico? 
La risposta sta in un piano che unisce ambizione sfrenata, cinismo economico e un pizzico di delirio di onnipotenza che proveremo a svelare.

Il piano: telefonate, lettere e promesse al Gemelli di Roma
I fatti risalgono all'ottobre del 2022, quando al Policlinico Gemelli era vacante la Direzione dell'Unità operativa complessa di Urologia. 
BUSCARINI, venuto a conoscenza del bando, contatta il Direttore generale Marco ELEFANTI e il Direttore scientifico Giovanni SCAMBIA (scomparso a febbraio '25).

Il camuffamento: prima si presenta al telefono come un anonimo funzionario del Quirinale.
Il salto di qualità: successivamente arriva a fingersi direttamente il Capo dello Stato, Sergio MATTARELLA in persona.
Il finto rientro: annuncia alle cariche ospedaliere del Gemelli il "rientro in Italia" del proprio "nipote" (ovvero se stesso) per occupare quella cattedra.
Lo scambio: per blindare il colpo, millanta persino una contropartita per SCAMBIA, promettendo il suo ingresso in una presunta (e inesistente) commissione tecnica del Quirinale!

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Le lettere false con tanto di sigillo dello Stato stampato al... contrario!
L'azione del medico anconetano non si è però fermata alle sole chiamate. 
BUSCARINI ha l'ardire di presentarsi di persona negli uffici dei dirigenti del Gemelli per consegnare il proprio curriculum, allegando la lettera di raccomandazione su carta intestata falsa e firma contraffatta di MATTARELLA.

L'errore macroscopico: per validare il foglio riproduce artigianalmente il sigillo dello Stato.
La trappola visiva: il simbolo è stampato grossolanamente al contrario e con i colori sgranati.
Proprio questo particolare così goffo, unito all'atteggiamento sospetto del medico, spinse i vertici del Gemelli a bypassare il timore reverenziale e ad allertare immediatamente le autorità governative.

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La difesa: una "pantomima" contro il sistema clientelare
Il processo ordinario è stato istruito poiché il giudice ha rigettato le istanze di proscioglimento della difesa, ritenendo gli elementi sufficienti per il dibattimento. BUSCARINI dovrà rispondere in aula di tentata truffa, sostituzione di persona, falso materiale e contraffazione di sigillo dello Stato. 
Tutta roba da anni di carcere e radiazione dall'Albo professionale.
Il medico, scoperto in poco tempo, non ha mai negato l'esecuzione materiale dei fatti in quanto la sua difesa punta a smontare il reato di truffa sul piano del mancato "dolo". L'avvocato Maria Letizia SASSI ha ridefinito il gesto come una "pantomima" mirata e dimostrativa… insomma una messinscena grossolana, ideata da BUSCARINI per denunciare pubblicamente i meccanismi di lottizzazione politica e la presunta assenza di meritocrazia nelle nomine dei primari. 
Un'azione provocatoria che si inserisce sullo sfondo dello scandalo dei concorsi truccati a Urologia effettivamente emerso in quei mesi dall'indagine della Procura di Milano (un filone incentrato su "bandi cuciti su misura" e accordi preventivi tra baroni universitari). 
A dimostrazione della volontà di compiere solo un atto dimostrativo, la difesa ha evidenziato due elementi: BUSCARINI ha utilizzato una scheda Sim regolarmente intestata a suo nome e ha prodotto falsi talmente grossolani da risultare innocui sul lungo periodo.

Il moltiplicatore di parcelle: tra prestigio e portafoglio
Al di là delle giustificazioni morali e sociologiche avanzate dai legali, resta sul tavolo un movente economico di proporzioni gigantesche. 
BUSCARINI guadagnava già cifre astronomiche nella sanità privata romana e nei circuiti d'oltreoceano... ma nel mercato della salute d'élite il titolo accademico è il vero oro. Diventare "Primario del Gemelli" non significava solo ottenere la fama scientifica. 
Quel titolo istituzionale avrebbe funzionato come un formidabile volano commerciale, permettendogli di raddoppiare o triplicare istantaneamente le sue già ricche parcelle private nel circuito delle visite in libera professione.

Il curriculum d'oro e la mappa del processo: l'orizzonte d'autunno
Al di fuori della vicenda giudiziaria, Maurizio BUSCARINI vanta un curriculum medico di altissimo profilo che rende il finale di questa storia ancora più aperto. 
Laureato in Medicina nel 1991 e specializzato in Urologia nel 1996 alla Sapienza di Roma, ha ottenuto un prestigioso PhD a Los Angeles, oltre che luminare nel campo dell'urologia robotica avanzata. 
A Roma ha lavorato stabilmente come professore associato presso l'Università Campus Biomedico e come chirurgo di punta alla clinica Nuova Villa Claudia.
Proprio questo passato d'eccellenza esclude sin d'ora, pur nelle "porto delle nebbie" del Tribunale romano, l'ipotesi di una "dimenticanza" del caso o di un improbabile insabbiamento volontario. 
Con la Presidenza della Repubblica e la Presidenza del Consiglio dei Ministri costituite formalmente parti civili tramite l'Avvocatura dello Stato, la macchina giudiziaria segue i suoi tempi obbligati. 
Esaurita la primissima fase tecnica nei mesi scorsi con l'udienza filtro, l'avvio della vera fase dibattimentale, quella calda con l'audizione dei testimoni e l'esame dei dettagli sulla Sim, è prevedibile possa entrare nel vivo con la seconda metà del 2026 e udienze clou stimate tra ottobre e novembre. 
Una proiezione che rimanderà la sentenza di primo grado al 2027, offrendo il tempo necessario per un giudizio sereno e lontano dal sensazionalismo mediatico. 
Il professore dovrà rispondere di una gamma di accuse: da contraffazione del sigillo di Stato a sostituzione di persona, da falso materiale a tentata truffa aggravata.
Il prezzo più alto il medico rischia semmai di pagarlo davanti all'Ordine dei Medici di Roma: in caso di condanna definitiva, la sanzione inevitabile per BUSCARINI sarà la radiazione dall'albo, la parola "fine" a una carriera trentennale nata sotto le migliori stelle del Conero.

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