INIZIATE LE ULTIME 100 ORE DI PIRANI, L’ADDIO MERCOLEDI’? OUT ANCHE DAMIANO PIRANI, LA MAGGIORANZA RESTA IN 12!

Con la nomina in Cma del Consigliere omonimo, gli Antonelliani in Consiglio scendono da 6 a 2 e la maggioranza da 16 a 12, ovvero non più in grado di autodeterminarsi a livello di numero legale. Neanche nel caso Latini e i suoi volessero compiere il bel gesto di scendere dall’Aventino. In ogni caso, con l’astensione annunciata del Pd e dei cespugli Rossi, indisponibili a fungere da stampella, la fine dell’Amministrazione PIRANI pare segnata. Verrà ricordato come il Sindaco dei tre mesi. Scarsi
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Con le dimissioni, promesse dal duo Pd Fabio MARCHETTI e Fiorenza FAZZINI al Sindaco PIRANI (rispettivamente Presidente e Consigliera Centro Marche Acque), si apre martedì pomeriggio anche la partita del rinnovo più importante delle società partecipate (al 50.167% della quota azionaria) dal Comune di Osimo.

Dimissioni, quelle dei due rappresentanti del partito Democratico, promesse ma non ancora perfezionate in quanto da validare nel Cda del 10 settembre indetto in via Guazzatore.
All’ordine del giorno della seduta la sola sostituzione dei due rappresentanti del Comune di Recanati, socio col 30.599% (il vice Presidente e Amministratore delegato Massimo CORVATTA e la Consigliera Carla CARESTIA), decaduti, di fatto, con l’esito del voto Leopardiano di giugno.
Con l’occasione CMA (controllante Astea al 78.68% delle quote) dovrebbe prendere atto dell’addio anche della quota dirigenziale osimana MARCHETTI-FAZZINI (mandato in scadenza al 31 dicembre 2025) e autoconvocarsi a breve per accogliere nel proprio seno i rappresentanti scelti da Francesco PIRANI, ovvero il pomo della discordia Damiano PIRANI (a cui toccherà la parte del leone dei 42.000 euro annui di compenso previsto) e forse anche Manuel MORICHI, in quale Consigliere, in quota Fratelli di Italia.
Se così sarà, come pare davvero inevitabile, Damiano PIRANI per accedere alla comoda e ricca poltrona dovrà però prima fare il necessario passo indietro in Consiglio comunale, rinunciando al politicamente prezioso seggio in Sala Gialla, nel caso sostituito, in linea teorica, da Patrizia ONORI.
Linea teorica perché, con l’uscita anche di Damiano PIRANI dalla Sala Gialla, mercoledì 11 settembre saranno ben 4 su 6 i Consiglieri Antonelliani da sostituire (ALESSANDRINI PASSARINI ecc, GINNETTI, CINGOLANI e PIRANI) facendo scendere, pallottoliere alla mano, la maggioranza da 16 a 12, ovvero non più autosufficiente a governarsi!
Per quanti non hanno dimestichezza con i numeri, ciò significa che quand’anche Dino LATINI e i suo tre Consiglieri “storici” volessero usare la cortesia di presentarsi puntuali ai lavori, il numero minimo di 13 Consiglieri (sui 25 assegnati dal voto) non potrebbe mai essere raggiunto in quanto i rimasti sono soltanto 12!

Per ripristinare il Consiglio nella sua interezza servirebbe il soccorso rosso del partito Democratico, dei Cinque Stelle e dei cespugli vari, cosa che non avverrà essendo l’occasione politica di mandare a casa Francesco PIRANI troppo ghiotta.
Tra le cose che più di tutti non avverranno (per la tranquillità di quanti non vedono l’ora di restituire PIRANI alle amate molle di Polverigi) serve ricordare la non partecipazione, a scanso di equivoci di Dino LATINI e i suoi. Se negli ultimi 38 anni abbiamo avuto modo di conoscere un pochino il modus operandi del Presidente dell’Assemblea regionale, LATINI non certo il tipo di regalare all’avversario ANTONELLI ben 4 gol di vantaggio!
Lasciare fuori dai lavori 4 Antonelliani su 6 significa, se non la morte immediata di Francesco PIRANI, almeno l’avvio di un lento strangolamento, quanto inesorabile, destinato a far esalare a Francesco PIRANI l’ultimo respiro politico in due diversi modi a scelta: A) per dimissioni del Sindaco (sempre possibili da un istante all’altro); B) attendendo il passaggio obbligato del voto sul Bilancio, a fine anno, necessitante per legge dell’assenso politico del Consiglio comunale.
Il bene della città, di fatto ingessata agli ultimi provvedimenti assunti da PUGNALONI in chiave elettorale, pretenderebbe a PIRANI un passo indietro e la presa di coscienza di essere stato politicamente sconfitto, anzi surclassato da un LATINI troppo più smaliziato e dentro ai meccanismi della vita pubblica osimana, rispetto ad un PIRANI apparso sempre e solo un uomo solo al comando, sordo a qualsiasi buon consiglio.
Ma a PIRANI di Osimo e delle questioni che interessano gli osimani, interessa il giusto; o probabilmente poco o nulla rispetto al cieco proposito di rivincita su LATINI, per i fatti del lontano 2011; vicende il cui ricordo da tredici anni fa dormire male colui che davvero pare destinato alla Storia come il Sindaco dei “tre mesi”. Scarsi!
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