venerdì, 05 giugno 2026

LA VERGINITA' DELLA SINISTRA E I 2.000 VOTI PERSI DAL CENTRO-DESTRA: A MACERATA IL PARALLELO DI PAOLOROSSI FA SALTARE IL POLITICAMENTE CORRETTO

Oltre il falso perbenismo e i tabù della Sinistra, la risposta volutamente scorretta del Sindaco-strano appare come una lezione di schiettezza, a scardinare un mondo che vive di apparenza e di patenti di moralità preconfezionate

Di Sandro Pangrazi | 05-Jun-2026 5 min di lettura
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LA VERGINITA' DELLA SINISTRA E I 2.000 VOTI PERSI DAL CENTRO-DESTRA: A MACERATA IL PARALLELO DI PAOLOROSSI FA SALTARE IL POLITICAMENTE CORRETTO

 

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di Sandro PANGRAZI

Nel teatro della politica italiana (le Marche non fanno eccezione) basta un briciolo di ironia fuori dagli schemi per far saltare sulla sedia il Centro-Sinistra, da sempre pronto a brandire l'arma della censura moralistica non appena perde il controllo del dibattito o elettorale. O entrambi. 
La falsa morale che l'opposizione ha immediatamente cercato di cavalcare e trasformare nel solito "caso di sessismo" da dare in pasto ai media, in realtà anche stavolta è qualcosa di profondamente diverso: la rivendicazione di chi la pensa diversamente di poter contare sulla libertà di replica anche contro il santificato politicamente corretto. 
Il Sindaco-strano di Filottrano, Luca PAOLOROSSI, ha semplicemente risposto a una provocazione social usando, suo solito, un linguaggio schietto e privo di quella ipocrisia istituzionale che troppo spesso allontana i cittadini dalla realtà.
Apriti cielo!

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La provocazione della Sinistra e l'ironia social
Tutto ha inizio con un commento mirato di Helena PIERONI, candidata a Macerata con la lista di Centro-Sinistra "L'Altra Macerata" pro TITTARELLI e titolare di appena 6, abbiamo detto sei, voti di preferenza. 
Quanto basta e avanza per cambiare saggiamente mestiere e dedicarsi ad altro.
Al contrario la PIERONI, nel tentativo di punzecchiare gli avversari e magari aprire una crepa psicologica nella coalizione di Centro-Destra, in vista del ballottaggio di domenica decide di commentare i dati del primo turno elettorale sottolineando la perdita della coalizione del Sindaco PARCAROLI di circa 2.000 preferenze, rispetto alla ininfluente tornata precedente del 2020. 
Il tutto condito da un malizioso e sarcastico «Contenti voi» che sperava passasse nel dibattito social come un dato di fatto acquisito. 
In realtà una provocazione classica, pensata per instillare il dubbio del fallimento e magari costringere il Centro-Destra maceratese ad una sterile difesa d'ufficio arroccata sui numeri.

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La metafora della verginità come passaggio positivo
La replica di Luca PAOLOROSSI, non per nulla "pecora nera", non solo non si è fatta attendere ma - come giusto - non si è piegata al classico copione del burocratese politico, ribaltando il tavolo proprio con lo stesso cinismo utilizzato dall'improvvisata avversaria. 
Il primo cittadino di Filottrano ha infatti invitato la candidata a virare su un parallelo concettuale abbinandolo ad un momento intimo e naturale e felice della vita: la "perdita" della verginità. 
Un evento che nell'esperienza umana non viene certo vissuto come un lutto o una privazione drammatica, ma al contrario come un passaggio gioioso, un momento di liberazione, evoluzione e maturità. 
Con questa immagine forte e volutamente provocatoria, PAOLOROSSI ha così voluto dimostrare, alla "cocca" di turno, che nella vita e a maggior ragione in politica, non tutte le "perdite" equivalgono a una sconfitta.

La totale serenità del Centro-Destra maceratese
Dietro il parallelismo, infatti, si cela un messaggio politico chiarissimo: il Centro-Destra vive l'esito delle urne e il proprio percorso amministrativo in assoluta spensieratezza e stabilità, valutando i rischi della consultazione bis ma comunque tutt'altro che impaurito per l'esito che sarà. 
La flessione numerica sbandierata dalla Sinistra, i famosi 2.000 voti, non viene percepita come un trauma, ma come la naturale e fisiologica evoluzione del consenso in una democrazia matura. 
La coalizione guarda al futuro con la serenità di chi sa di aver amministrato bene e non ha bisogno di farsi prendere dall'ansia da prestazione elettorale, disinnescando così il tentativo dell'opposizione di creare un clima di crisi inesistente.

Il riflesso condizionato del vittimismo ideologico
La macchina del Centro-Sinistra, incapace di reggere il colpo dell'ironia e di rispondere sul piano della satira e della dialettica aperta, ha invece immediatamente attivato il collaudato schema del vittimismo di genere. 
Gridando al post shock e invocando lo sdegno bipartisan, l'opposizione ha cercato di colpire l'autenticità e lo stile stesso di PAOLOROSSI. 
Si tratta del solito riflesso condizionato di una Sinistra che, rimasta priva di argomenti politici concreti, si rifugia nei filtri polverosi del moralismo di facciata per tentare di squalificare l'avversario sul piano personale, pretendendo scuse pubbliche per un'innocua "licenza poetica".

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La trincea di PAOLOROSSI a difesa della libertà di parola
Di fronte al pressing mediatico e ai tentativi di sottomissione culturale, il Sindaco-strano ha deciso di non arretrare, confermando il parallelo senza fare un solo passo indietro e rivendicando con orgoglio la propria identità comunicativa. 
"Non cambierò il mio linguaggio, non cambierò le mie idee", ha scandito con fermezza. 
La sua scelta di non scusarsi, pur se attaccata con forza, rappresenta una netta linea di difesa della libertà di espressione; una trincea che purtroppo anche a Destra, per quieto vivere e timore delle polemiche, in troppi evitano di presidiare. 
Questa vicenda dimostra invece che è ancora possibile fare politica parlando la lingua della gente, senza farsi dettare l'agenda e i tabù da una Sinistra bigotta: una parte politica che si professa progressista, ma si riscopre puritana alla prima battuta di spirito che ne smaschera l'ipocrisia.
 
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