LITE IN CASA, FRANCESCO NICCOLI ACCOLTELLATO DAL FIGLIO ADOTTIVO FANO, UN RAPTUS HA ARMATO LA MANO DEL NIPOTE DELL’EX SINDACO?

Arrestato per tentato omicidio Tommaso Niccoli Claudi, 21 anni, scagliatosi contro il padre giuridico, 45 anni, al culmine di una lite familiare. L’episodio circa tre mesi a Fano, dove l’osimano abita con la propria famiglia. La notizia, ammantata dal più stretto riserbo, è così giunta in città soltanto da poche ore. L’uomo, pure colpito da altri fendenti, non è mai stato in pericolo di vita. Un colpo alla testa, schivato in extremis da Francesco Niccoli, ha scongiurato l’irreparabile. Tommaso Niccoli Claudi è stato sottoposto a perizia psichiatrica. La fragilità psicologica del giovane potrebbe aver scatenato il furore?
Arrestato per tentato omicidio il nipote dell’ex Sindaco Alberto NICCOLI! Un banale alterco familiare ha armato l’arma del ragazzo, scagliatosi contro il padre adottivo con diversi fendenti, di cui il più pericoloso, al capo
E’ successo nel pomeriggio del 13 febbraio, quasi tre mesi fa, nell’abitazione di Fano, attuale città di residenza dei protagonisti; ma la notizia del grave fatto di sangue, per fortuna rimasto senza conseguenze per la vita di Francesco NICCOLI, 45 anni (padre adottivo di Tommaso, 21 anni), è trapelata in città, con immaginabili difficoltà di privacy, solo in queste ore.
Oscure anche a distanza di tempo le motivazioni che hanno portato il ragazzo (figlio della compagna di Francesco NICCOLI, rimasta tragicamente vedova anni fa) a scagliarsi con forza contro l’osimano.

Da quanto subito appurato dagli agenti del Commissariato fanese, sin dall’immediato amanettamento di Tommaso NICCOLI CLAUDI, è praticamente certo che il ragazzo denunci fragilità psicologiche, se non di vere e proprie turbe psichiche per le quali figurerebbe seguito e in cura.
Nella immediatezza dei fatti, susseguitisi nell’interno dell’abitazione nell’elegante quartiere di Sant’Orso, Tommaso è stato infatti arrestato e collocato presso il carcere pesarese di Villa Fastiggi.
In preda a confusione, come reduce da un raptus, il poveretto è stato ben presto trasferito in Psichiatria, ascoltato dal Gip Giacomo GASPARINI e dal Pubblico ministero Silvia CECCHI cercando di comprendere sia le motivazioni del gesto che la capacità di Tommaso NICCOLI di intendere e volere.

Il fanese è parso non in grado di reggere l’interrogatorio e si sarebbe limitato ad ammettere, con grande difficoltà, di non sapere per quali motivi ha accoltellato il padre adottivo e di ricordare, anche a caldo, “solo momenti confusi…”.
Da qui la decisione dei giudici di ordinare una perizia psichiatrica a carico del 21enne, rimasto nella colluttazione anch’egli ferito leggermente, cadendo coi glutei su vetri di bottiglia in terra, causati dalla zuffa.
Al momento non si conosce il dato della perizia, per la quale il Tribunale di Pesaro ha concesso trenta giorni di tempo, scaduti a fine marzo; perizia che come è semplice dedurre appare decisiva per indirizzare in un senso o nell’altro la vicenda giudiziaria.

Attesi anche i risultati di una parallela perizia medica, questa volta a carico del genitore aggredito, per stabilire quante coltellate Francesco NICCOLI abbia effettivamente subito (oltre a quella al capo) e la natura dei colpi, ovvero se in grado di andare a segno o meno su organi vitali.
Per fortuna l’osimano, trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Croce di Fano, non è mai apparso in pericolo di vita, quantunque visibilmente provato dall’esperienza.
Persona fragile, seguita da servizi specifici, Tommaso NICCOLI CLAUDI parrebbe non essersi mai più ripreso dal suicidio del padre, anni fa, travolto dagli eccessi della droga.
Neanche la volontà della giovane madre di rifarsi una vita accanto a Francesco NICCOLI (già amico di CLAUDI) ha sortito l’effetto di migliorare le paure del ragazzo, in seguito adottato dall’osimano, pur sempre attanagliato dai propri fantasmi.
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