MARCO PIERGIACOMI FESTEGGIA: 3 RAID IN 7 GIORNI! PROCURA, DALLA LETTERA APERTA ALLA LETTERA MORTA

L’osimano incassa 860 euro grazie a strumenti mai sequestrati: conto postale, cellulare e accesso ad internet
Nell’indifferenza della Procura, a Marco Piergiacomi, truffatore seriale, riesce un terzo colpo consecutivo! Contando fino ad una decina di giorni fa sulla involontaria collaborazione di Subito.it, sito di interscambio di livello nazionale, l’osimano è riuscito a mettere a segno un terzo episodio, valevole come uno degli altri due, la stessa somma di 195 euro.
Identica e super collaudata la trama, sempre uguale a se stessa: pubblicazione con dovizia di particolari dell’appartamento-esca (in questo caso teoricamente disponibile a Senigallia per la prossima estate) e attesa dei contatti, assicurati al falso Studio immobiliare Emmepi di Ancona dai vari motori di ricerca.
Uno, due, tre persone interessate… quelle che si sono rivolte fino ad oggi ad OSIMO OGGI.it, piuttosto che ai Carabinieri, pur di denunciare all’opinione pubblica quanto sta accadendo, nell’irrilevanza del Procuratore della Repubblica di Ancona e in particolare dei giudici di sorveglianza che – come indica chiaramente il sostantivo – potendo utilizzare tutti i possibile mezzi di prevenzione, dovrebbero assicurare giorni maggiormente tranquilli agli Italiani.
In realtà il primo truffato – un signore di Alessandria – ha già fatto sapere di non aver fiducia alcuna nella giustizia, così come viene amministrata da anni, e che non perderà tempo in caserma a sottoscrivere inutili denunce; il secondo truffato – una famigliola del Modenese – ha invece immediatamente assolto all’incombenza presentandosi in caserma non appena avuto certezza della truffa (valevole in questo caso 480 euro), mentre il terzo alleggerito, di nuovo per 195 euro, non ha ancora deciso cosa fare.
Ad accomunare i tre, oltre al fatto di essersi rivolti al nostro giornale anzichè a chi dovrebbe mettere Piergiacomi nella condizione di non fare piccoli danni in continuazione, la incredulità dei truffati, per non dire lo sgomento, di fronte a domande semplici che tutte le persone perbene si autopongono e di cui – le persone rette – temono invece di venire ad imparare le possibili risposte.
“Come è possibile che un truffatore seriale – si chiedono i tre e si chiede tutta l’Italia truffata dal 41enne osimano – possa disporre, liberamente, alla luce del sole, di un conto corrente postale attraverso il quale perfezionare le proprie truffe, incassandone i proventi?
Come è possibile intestare fittiziamente un conto postale vero al farlocco Studio immobiliare Emmepi di Ancona che non esiste in quanto mai stato registrato in Camera di Commercio?
A quale giudice di sorveglianza può venire in mente ordinare la permanenza notturna in casa di Piergiacomi senza prima essersi preoccupato – ed avergli vietato – qualsiasi connessione con il mondo dati/voce?
E chi è il genio togato che potendolo e dovendolo fare, non al primo episodio come suggerirebbe il buon senso ma almeno al centesimo caso, non sequestra il cellulare utilizzato mille volte da Piergiacomi per prima incastrare e poi deridere le proprie vittime?”.
Decine di interrogativi terra-terra, tutti ragionevoli, che nel mondo delle truffe non trovano purtroppo applicazione quotidiana; anzi l’impressione verso questo specifico reato è che il raggiro venga in qualche modo visto dai giudici come una operazione borderline frutto di intelligenza a danni di cretini! Quindi grave ma poi neanche troppo!
Sarà un caso che a parte Vanna Marchi – per noi innocente eppure stangata con anni di galera per aver venduto quintali di miracolosi “sciogli pancia” e migliaia di improbabili terni al lotto, e quindi di colpevole di sfruttare la imbecillità altrui – quasi nessun truffatore degno di questo nome abbia quasi messo piede in carcere per più di qualche sporadica notte?
Tornando alla cronaca delle ultime truffe andate a segno, per un totale di 860 euro, l’appartamento piaciuto alle tre famiglie vittime è stato formalmente affittato, dal 3 al 10 agosto ad una famiglia della provincia di Lucca interessata all’appuntamento summer Jamboree, mentre la settimana di Ferragosto è stata prenotata dalla famiglia di Alessandria… inoltre quella di Modena ha giù pagato per l’intero mese di agosto la caparra di 480 euro. Nel migliore dei casi tutti troveranno posto in qualche hotel della riviera di Velluto; qualcuno dovrà rinunciare alla vacanza.
Con amarezza, da ultimo, registriamo, come la Lettera aperta inviata – dopo il secondo caso “scoperto” da OSIMO OGGI – al Procuratore della Repubblica e al Direttore dei servizio di Sorveglianza, si sia amaramente trasformata in lettera morta.
Nessuno sperava in tappeti rossi, fanfare o accoglienze particolari… ma una banale presa d’atto pubblica che aprisse uno spiraglio alla sicurezza di molti, un confronto pubblico tra il Palazzo inaccessibile e cittadini, era auspicato. Peccato.
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