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Trascorsa una settimana dalla precipitosa fuga del dimissionario Commissario tecnico Roberto MANCINI dagli impegni ravvicinati (e purtroppo già decisivi) in casa della Macedonia del Nord (il 9 settembre) e con l’Ucraina il giorno 12 (due non vittorie porrebbero a rischio persino la qualificazione dei Campioni europei alla fase finale!), da Jesi non risultano in arrivo – verso Ancona – raccomandate con ricevuta di ritorno e nemmeno pec.
Insomma se il Presidente ACQUAROLI, nonché Assessore regionale al Turismo, non se lo sogna nemmeno di interrompere (ma continuare a pagare) il rapporto consolidato con l’ex selezionatore azzurro… dall’altra parte l’idea di rinunciare a facili soldini aggiuntivi, non sembra aver mai sfiorato la coscienza del nostro uomo immagine.
Sarà così, nonostante l’appello pubblico rivolto ad ACQUAROLI di rinsavire in extremis (da regola la cacciata sarebbe in effetti dovuta arrivare qualche minuto dopo la seconda clamorosa esclusione mundial) e di prendere le distanze da un personaggio umanamente forse amabile ma non certo positivo per risultati e comportamenti conseguenti.
Già pronta, parrebbe di capire, la motivazione della Regione. I dati del turismo nelle Marche sono cresciuti nel 2022 e meglio sarà nel 2023.
E ci mancherebbe pure se, nel dopo Covid, con la fame di muoversi registrata ovunque, le cose dovessero andar diversamente proprio nelle Marche promozionate da MANCINI!

Dicono: ma nel 2022 la regione ha registrato 2 milioni e mezzo di arrivi, record storico, Covid o non Covid. E meglio andrà quest’anno grazie anche ai nuovi voli disponibili in aeroporto e al migliorato collegamento stradale con l’Umbria e l’Italia centrale, nonché ad una politica attenta a promuovere le Marche andando a ricercare il turista possibile quasi in ogni angolo di mondo.
Tutto questo è possibile grazie, soprattutto, ad un investimento nel settore di quasi 5 milioni a cui aggiungerne altri quasi 4 – destinati alla neonata Atim – legati alla promozione turistica attraverso progetti per varati nell’ambito della cosiddetta internazionalizzazione (termine orribile ma pregno di fondi europei).
Sostenere che tutto questo vada ascritto a merito di Roberto MANCINI e non già ad una attenta programmazione degli investimenti e delle scelte da compiere, significa prendersi in giro.
Specie quando, ad un uomo solo che scappa dai problemi, abbandonando la nave al prossimo scoglio, la Regione con quattro soldi avrebbe potuto acquisire l’immagine olimpica di un altro marchigiano non meno degno; quel Gianmarco TAMBERI che avrebbe potuto portare le Marche a saltare più in alto di tutti…
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