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Come farsi del male con le proprie mani e insieme sperperare un grosso vantaggio, decisivo in voti e consenso politico?
Un tempo rispondere era sin troppo facile. Per queste operazioni, destinate a mettere insieme tutte le anime, le più diverse possibili, ricomprese nell’universo del Centro-Sinistra, bastava rivolgersi al Partito democratico, campione indiscusso di elezioni non vinte, e farsi dettare la masochista ricetta perdente: candidature primarie!
Eppure anche oggi, col vento impetuoso ed imperante di Centro-Destra e con il Pd al culmine del declino, anzi già in fase avanzata di auto estinzione, c’è ancora chi – tra i Civici di casa nostra – non ha compreso la lezione politica; e muore dalla voglia di flagellarsi un pò, indossare un penitenziale cilicio, battersi forte il petto, torturarsi genitali e dintorni… il tutto per vedere, tutto sommato, “che effetto fa”!

Che effetto fa? Fa male. Fa molto male. E porterà il movimento voglioso di incrociarne comunque i perigli, alla quasi certezza della dissoluzione, della fine ingloriosa, della morte eterna. Chiedere per conferma ai vari segretari succedutisi negli anni sul vacillante ed infine vacillato trono Pci-Pds-Ds-Pd.
Sarà un caso che nessun altro partito, in Italia, sia mai caduto in questa autentica trappola per miopi topi della politica?
Forti della lieta circostanza che nel 2024 vorrà Dino LATINI, fondatore e leader, per la seconda volta in 30 anni, politicamente impegnato altrove, molti colonnelli del gruppo civico si sono guardati dentro, scrutandosi nel profondo, fino a riconoscersi all’altezza di concorrere, con garanzia di successo, alla successione della poltrona occupata da PUGNALONI.
Sin troppo facile il ragionamento: se PUGNALONI ha fatto il Sindaco per dieci anni, figuriamoci se non lo posso fare io; di sicuro meglio. Chiunque ci riuscirebbe.
Il primo in ordine di tempo a ragionare in questo modo e a pretendere al movimento di affrontare le forche caudine delle primarie, risponde al nome di Sandro ANTONELLI, 55 anni, ex Assessore ed ex in altri incarichi comunali ai tempi belli delle civiche al governo di Osimo.

Pare non ci sia verso di fargli comprendere che, una volta battuto, la sua campagna elettorale non finirà li… anzi dovrà essere moltiplicata in impegno e lavoro per sostenere il successo della candidata che avrà avuto la meglio.
Chi ha avuto almeno il dubbio di poter ambire a far dimenticare le malefatte amministrative di PUGNALONI è stata la Gilberta. Il Presidente del Campana, 61 anni, quanto meno è stata percorsa dalla certezza che, una sua presenza divisiva tra i papabili, avrebbe seriamente dispiaciuto il mentore di una vita Dino LATINI.
Da qui la margherita sfogliata fino a ieri dalla GIACCHETTI – mi candido a Sindaco o non mi candido? – conclusasi con la presa d’atto che non è il caso… senonchè, in extremis, prima dello scadere dei termini fissati al 31 dicembre, qualcuno pare essere intervenuto a gamba tesa nella decisione, ricordandole gli impegni presi. Ovvero rubare voti ad una terza o un quarto concorrente. Da qui il si, crediamo a malincuore, della dottoressa.
Chi ha ragionato, soppesato e saggiamente rinunciato all’impresa è invece il giovane Matteo SABBATINI, 30 anni, da Passatempo. Appena subentrato in Consiglio comunale, il consigliere avrà tempo e modo, considerata la giovane età, per dimostrare di valere il possibile futuro incarico.
Resta la terza e ultima pretendente, quella Monica BORDONI che, in tutti gli altri partiti, all’infuori del Pd, sarebbe stata chiaramente indicata, ai propri grandi elettori, come la migliore scelta possibile; parlando i fatti degli ultimi 9 anni per l’attuale addetta al Gabinetto presidenziale di LATINI.
Certo Monica BORDONI non incarna esattamente, proprio perché donna, il prototipo di personaggio simpaticissimo, in particolare verso tutte le anime femminili del movimento.
L’aspirante Sindaco più autorevole è anche “colpevole” di capirci meglio, di più e prima rispetto alla media dei propri competitors; ha inoltre il “torto”, per più d’uno, di essere super presente nei principali luoghi di dibattito e di aggregazione cittadina.

Altra colpa grave? Non figurare storicamente nella compagine dei civici della prima ora. E ancora? Non rappresenta al meglio l’osimanità a noi tutti molto cara.
Infine, come tutte le persone dotate di carattere, le capita di non fare molto per ammorbidirlo o farsi piacere. E non basta: a volte veste firmato, il capello spesso risulta fresco di salone… insomma in diversi, tra i civici, in un eventuale ballottaggio con la GLORIO, risolverebbero in segreto il busillis scegliendo una deresponsabilizzante giornata al mare.
Giochino allo scarica barile, tra l’altro, neanche nuovo e sempre in auge tra i civici essendo stato inaugurato nel ’14 a spese persino di LATINI!
Da un simile bailamme di cui la città non avvertiva certo il bisogno, lo stesso LATINI sembra, al momento, incapace di non trovare la giusta strada di uscita, timoroso che un intervento risolutorio dall’alto, come dovrebbe essere fatto per poi affrontare, subito dopo, la questione dell’alleanza con Fratelli d’Italia e Lega, finisca con lo spaccare il movimento e renderlo una Torre di Babele ingovernabile.
Cosa dovrebbe accadere, da qui a prestissimo, in tempo utile per evitare che la trappola delle primarie possa davvero diventare amara realtà?
Auspicare che i tre partecipanti facciano, tutti, un rapido passo indietro per consentire ad iscritti, aficionados e dintorni di chiarirsi al proprio interno in una sorta di assemblea prolungata dai tempi, comunque, certi; dieci giorni di confronto e dibattito, teso a suggerire la parola definitiva in pectore a LATINI.
Tenendo ben presente che le prossime, ovvero il dopo PUGNALONI, saranno elezioni particolari. Elezioni che dovranno veder emergere, auspica la città, non solo un semplice Sindaco di Centro-Destra ma soprattutto un Sindaco dotato di qualità speciali.
Molto duro, lungo e nel profondo sarà il lavoro da fare per consentire ad Osimo un tempo di rinascita.
Un lavoro extra obiettivamente non alla portata delle capacità politiche ordinarie in capo alla GIACCHETTI e allo stesso ANTONELLI; ciò detto, in primis, per il loro bene e il bene della collettività.
Si evitino egoismi e si ragioni nell’interesse generale di tutti; altre ricette non ce ne sono.
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