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C’è chi ama la politica fatta a colpi di selfie, scegliendo Alberi di Natale da toccare con mano a Cortina, super presenziando ad analisi sociologiche del piffero persino sull’omicidio di un’ex compagna di scuola (si badi bene, purchè a favore di telecamera) o perché no, “rubacchiare” ad Antonio OSIMANI, Presidente Dea eventualmente avente diritto, una poltrona ad una serata del noiosissimo quanto ambitissimo Festival di Sanremo.
SI PRESENTASSE IL SEGUENTE QUADRO POLITICO A TRE, QUALE CANDIDATO PREMIERESTI?
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Liberi di impostare sotto i riflettori la propria immagine pubblica, tanto se più se indirizzata al momentaneo dimenticatoio; e tanto meglio se ad una bella fetta di Osimani – che non perdonerebbero lo stesso atteggiamento a nessun altro Sindaco diverso da PUGNALONI – tutto questo piace. E pure molto!
Restituisce al popolino l’idea, basata su chissà quale convinzione, di vedersi restituito qualcosa dal nuovo tipo Robin Hood 2.0 di turno; Simone che ruba le luci del palcoscenico e qualche paillettes rovinata a terra per restituirla al povero osimano, così lontano dalla rutilante vita dei vip.

E molto poco conta, anzi vale proprio nulla, il fatto che nelle stesse ore gioiose vissute a sbafo in Liguria, si sia celebrata (in tutta Italia tranne che ad Osimo quanto a partecipazione dell’Amministrazione comunale) la XX Giornata del Ricordo.
Istituita dalla Legge 92 del 2004 per riparare al colpevole oblio della Patria, per oltre mezzo secolo, sui massacri comunisti perpetrati dai compagni di Tito nel dopo guerra e del conseguente esodo forzato di 300.000 italiani giuliano-dalmati, Osimo è l’unica città italiana, sottolineiamo l’unica, a potersi vantare di un monumento dedicato al ricordo degli eccidi Falce e Martello che si vorrebbero continuare a dimenticare.
Essendo stata sede dell’infame Trattato di Pace, la città dovrebbe condividere, più di altre città e territori, il dolore patito sulla carne viva dagli italiani che hanno pagato con la vita il fatto di non voler abiurare la Patria.

Dovrebbe condividere. In 10 anni di Pugnalonesimo, in realtà, mai una volta il Sindaco ha ricordato la data e il Monumento con un convegno, una corona di alloro, una semplice preghiera.
La stessa manutenzione del sacello, realizzato dallo scomparso Ubaldo PIERPAOLI nel 1999, ben prima della Giornata del Ricordo, non è mai stata realizzata, vietando persino ai familiari, eredi dello scultore, di potervi provvedere a proprie spese.
Memore di tanto disinteresse, quest’anno il Presidente dell’Assemblea regionale Dino LATINI (che come Sindaco promosse l’iniziativa di Largo Trieste) ha organizzato degnamente la ricorrenza deponendo una Corona di Alloro alla presenza di un gruppetto nutrito di cittadini.

Assente per motivi “artistici” Simone PUGNALONI, trattenuto all’Ariston di Sanremo per un eventuale partecipazione extra al ballo del Qua Qua… almeno Michela GLORIO, quantunque continua ideologicamente con idee ancor più a Sinistra del festaiolo Sindaco, avrebbe potuto e dovuto sentire la necessità di partecipare e magari provare a guadagnarsi qualche consenso inesplorato, da ascrivere alla voce amor di Patria, riconciliazione delle Istituzioni con i cittadini.
Dopo PUGNALONI, fantasma per un intero decennio… non pervenuta alla cerimonia neanche Michela GLORIO. Che abbia allungato di qualche chilometro fino al Principato di Monaco?
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