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Da centro di eccellenza per qualità di vita ad un progressivo anonimato: tutto in poco più di un decennio! Gli ultimi dati confermano: Osimo in tendenza prolungata quale città dormitorio!
Le statistiche oggi disponibili, giunte all’anno 2021 compreso, sono li, sotto gli occhi di tutti, abbastanza impietose e testimoniano come, a partire dal secondo millennio ad oggi, ad esempio, l’età-media della popolazione sia sensibilmente cresciuta (dai 42 anni e mezzo del 2002 ai quasi 45 e mezzo del 2022). Buon segno? Mica tanto: l’indice di vecchiaia della popolazione osimana è salito a livelli mai visti, raggiungendo in percentuale quota 161; tradotto per essere compreso, 161 ultra 65enni ogni 100 ragazzini under 14.
Colpa del minor afflusso di stranieri (diminuiti in un decennio da 2.605 unità del 2011 ai 2.203 del 2021) ma soprattutto responsabilità delle non-mamme osimane, nel 2021 desiderose di mettere al mondo, ogni 1.000 abitanti, soltanto 7 pargoli; a fronte di una mortalità, complice il Covid, mai così incisiva con 11.7 decessi ogni 1.000
Insomma da almeno un decennio, grosso modo per gli interi mandata PUGNALONI, ad Osimo non si nasce facilmente, si muore di più, la popolazione invecchia, gli stranieri non arrivano (comprendendo nella voce anche la parte positiva del fenomeno, vale a dire il minor trasferimento ad Osimo da Paesi importanti, capaci di portare benessere diffuso) e per fortuna che il saldo migratorio interno continua a resistere, offrendo saldi, ormai residuali, comunque positivi.
Per ritrovare una Osimo positiva, con la città che cresceva in ogni indice, tocca tornare indietro a ritroso, fino agli anni corrispondenti grosso modo al secondo mandato LATINI (2004-2009) quando Osimo è cresciuta di slancio di diverse migliaia di unità, fin circa il record di 35.000 abitanti e oltre, divenendo attrattiva, per qualità della vita, di numerose giovani coppie del circondario; Ancona su tutte.

Giovani coppie trasferitesi a centinaia in città anche grazie alla ottima disponibilità edilizia che la politica del tempo ha favorito affinchè, strategicamente, la città potesse garantirsi autonomia e voce in capitolo rispetto all’egemonia, sempre possibile, di Ancona.
E’ giusto dell’anno 2006 il primo saldo positivo tra nati e morti, un evento oggi – a distanza di appena 17 anni – neanche più ipotizzabile. Il 2006, appunto, fece registrare ben 12.3 fiocchi azzurri e rosa ogni 1.000 abitanti, contro 10.5 decessi.
E così il trend si è ripetuto e prolungato fino al 2010 con una natalità media di 11.1 su 1.000 e la mortalità ai minimi storici di 9.6, segno evidente che un numero significativo di coppie giovani avevano scelto Osimo per la propria vita.
Dopo un quinquennio sostanzialmente stabile con SIMONCINI, le cose, però, si sono assai modificate, in peggio, con i due mandati PUGNALONI, anno per anno negativi sotto entrambe le voci.
La media sui dati anagrafici ad oggi disponibili, 2014-2021, conferma quanto detto: 8.16 i nuovi nati ogni 1.000 e 10.4 gli eventi mortali, segno del ricordato invecchiamento della popolazione, del minor appeal della città anche in termini di offerta lavorativa e in buona sostanza di una qualità di vita purtroppo tendente a scadere; di certo rispetto a come gli Osimani erano un tempo, non lontano, abituati.
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