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No di Achille GINNETTI alla proposta di liberarsi definitivamente di Simone PUGNALONI e di governare la città insieme alla Liste latiniane, anche se prive del proprio leader!
La fumata nera è giunta nel pomeriggio in Redazione contattando direttamente il fondatore del progetto POF, taccuino in mano.
Forse lo schieramento finale. Quale la tua promessa di voto?
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Ebbene “non è pensabile ipotizzare un abbraccio GINNETTI e LATINI in nessun caso e in nessun momento”.

Nero su bianco questo il pensiero del medico, già Assessore e Presidente del Consiglio comunale, apparso molto sicuro, forse sin troppo, del fatto proprio.
GINNETTI nel corso del punto della situazione ha tenuto a puntualizzare come la proposta, lanciata a tutta pagina da OSIMO OGGI BLOG sabato e rilanciata domenica ipotizzando l’allargamento al centro con il ritorno alla casa madre di Paola ANDREONI, sia rimasta lettera morta, non essendo stata seguita, nonostante le virgolette, da alcun rilancio ufficiale da parte del movimento civico abbandonato anni fa.
GINNETTI, in pratica, dopo aver sottolineato di non sentire LATINI da almeno quattro anni e pur confermando di essere stato raggiunto da almeno una sfilza di sherpa, inutili preparatori del terreno, ha lasciato cadere la proposta migliore mai recapitatagli in politica e che a tutti gli effetti l’avrebbe proiettato al ballottaggio da gran favorito.
Perché, allora, rinunciare senza ripensamenti al meglio possibile, per i diretti interessati e per Osimo?

Il responso all’interrogativo non gode ancora di ufficialità e potrebbe necessitare di altri giorni di cottura a fuoco lento; alla fine dei giochi però dovrebbe prevedere almeno tre colpi di scena (o più) in grado di sconvolgere l’attuale panorama dei partiti. Sia a Destra che a Sinistra.
Cominciando da Sinistra in molti, per non dire tutti, danno per certo la fuoriuscita del vice Sindaco Paola ANDREONI da un decennio di Pugnalonesimo spinto, devastante per la città.
Pentita per aver consentito a ben due Giunte di contendersi la palma di peggiore Amministrazione del dopo Guerra, la ANDREONI starebbe per sposare l’idea civica di Achille GINNETTI. Anzi in molti giurano e spergiurano che il fuggi-fuggi dal passato (PUGNALONI) e dal presente offerto in cambio (GLORIO) potrebbe riguardare anche altri personaggi in vista; a cominciare dal Presidente del Consiglio comunale CAMPANARI e dalla Consigliera FLAMINI, solo per restare ai più in vista.
Insomma l’area di Centro-Sinistra (accreditata di 5.850 voti), nonostante il soccorso dei Grilli (pesati 650 anime), apparirebbe a rischio di star fuori dal ballottaggio per l’addio di ANDREONI (1.000 voti) , dei due ricordati Consiglieri comunale (altri 300 voti) e chissà cos’altro per un saldi circa 5.000 consensi residui.
5.000 consensi pur irraggiungibili da GINNETTI (lasciato nel 2019 a quota 2.300), pur rimpinguato dalla ricordata ANDREONI e gli altri profughi, 1.300 per un saldo di 3.900 voti.
Serve altro ancora. Quell’altro che a super sorpresa dovrebbe essere incarnato da Sandro ANTONELLI, libero dai Civici latiniani ma non ancora sposo del Centro-Destra.
Ma quanto pesa, da solo, Sandro ANTONELLI? Qui il discorso si fa duro e complesso. Si parte da una base certa di 512 viti e si deve moltiplicare il tutto per l’età (56 anni) e la determinazione a cercare di vincere dell’ingegnere, fuori dal comodo cappello del Centro-Destra.

Tre volte tanto? Quattro? Addirittura 5 volte il proprio valore, ovvero 2.600 voti? Conto presto fatto: 3.900+2.600 ovvero 6.500, ovvero sorpasso a Sinistra: fatto!
Chiaramente non vi abbiamo ancora raccontato che per giungere a tanto, essendo la poltrona di Sindaco libera soltanto per un personaggio, serve un sicuro passo indietro di uno dei due dall’ambizione di indossare il Tricolore.
E che a far accomodare l’altro al ruolo di candidato a Sindaco sarà… GINNETTI!
E il Centro-Destra? Dovrebbe accusare pesantemente il conto anche perchè – strano ma vero – allo stato CICCIOLI e friend neanche immaginano la brutta sorte in arrivo.
Centro-Destra e Latiniani che a questo punto, dopo aver lavorato, da sempre, a farsi più male del male, dovranno giocoforza incontrarsi sul nome di Dino LATINI e puntare ad un ballottaggio, quello del 23 giugno – tutto a Destra tra LATINI e ANTONELLI.
Autogol ulteriori, sull’uno e altro fronte, permettendo.
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