RISANAMENTO RETE IDRICA, SOLO OSIMO FUORI DAL PNRR! EVIDENZIATE DA GINNETTI LE NON SCELTE DI ASTEA E AATO3

La vicenda dei rimborsi concessi a luglio da Astea (ai non clienti dell’hotel House) torna a rimettere in discussione la politica della multi utility di via Guazzatore, di fatto già autoesclusasi, con Macerata e Civitanova Marche, dalla ripartizione dei fondi europei di ripresa e resilienza
Si scrive Aato e significa Autorità di ambito territoriale ottimale. In genere è seguita da un numero progressivo (nel caso della provincia di Macerata, sotto cui ricadono, curiosamente, anche Osimo, Castelfidardo e il Cònero) il numero magico è il 3.
Le autorità, prevalentemente, si occupano degli interessi primari dei cittadini, vedi acqua o rifiuti ma costituiscono, da sempre, l’esempio esatto di quanto più lontano esista tra il potere e il popolo amministrato.
Alzi la mano chi conosce, senza ricorrere alla provvidenziale Rete, nome e cognome di un Presidente qualsiasi di riferimento nel proprio territorio?
Evitate ricerche. Vi aiutiamo indicando in tal Alessandro GENTILUCCI, Sindaco di Pieve Torina, l’attuale autorità garante del bene primario dell’acqua (comprensiva dei vari servizi di acquedotto, depurazione e fognatura) eletto a dicembre in quota Centro-Destra.
E quindi boicottato, fin dalla nomina, dalla non partecipazione dei Comuni di segno opposto o non allineati: Osimo su tutti ma anche Recanati, Montelupone, Appignano, Montecassiano e Treia.
Ben poca cosa, però, rispetto al potere, quello vero, gestito sul territorio dalle varie municipalizzate o società-satelliti espressione delle varie Amministrazioni comunali (vedi Astea per Osimo, Recanati e gli altri Comuni operativi), spesso in lotta tra loro per interessi, rivalità, se non obiettivi a volte contrapposti!
Capita così che al seguito di tante parole proprio l’Aato 3 risulti l’unica autorità operante nelle Marche a non aver fatto domanda di accesso ai fondi europei varati dall’Ue per risanare le perdite causate dalla pandemia Covid 19; montagna di miliardi nota come Piano nazionale di ripresa e resilienza (ma chi ha inventato questo termine orribile?), ovvero Pnrr.
Dei 606 milioni richiesti dall’Italia, di cui 78 milioni complessivamente assegnati alle Autorità di Pesaro, Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, gli unici a becco asciutto sono proprio i maceratesi e quindi anche Osimo! Con zero euro per risanare chilometri e chilometri di mal ridotti acquedotti che, giornalmente, accumulano perdite fino al 40% dell’acqua trattata e in arrivo nei rubinetti!
Colpa di ACQUAROLI che avrebbe dimenticato proprio la sua Macerata? Pare proprio di no. La condizione-base per accedere al Pnrr specifico era di presentarsi in grande, a livello per l’appunto provinciale, potendo gestire progetti per una situazione minima di 2.200 chilometri di rete idrica. Obiettivo possibile da centrare mettendo insieme tutti i Comuni – e relativi bracci operativi – operanti nel bacino 3: dall’Atac di Civitanova Marche all’Apm di Macerata, ad Astea per Osimo e Recanati.
Ci saranno riusciti? In realtà non c’hanno nemmeno provato, condannando se stessi (e soprattutto noi cittadini) a restare un passo o anche due indietro, a guardare. E a pagare.
Sarebbe interessante chiedere all’allora Presidente Fabio MARCHETTI, oggi Amministratore delegato Astea, il perché non chiaro di scelte talmente contro corrente. Sarebbe interessante perché MARCHETTI, per non farsi del male da solo, ha da tempo adottato a buona e saggia abitudine di non rispondere a domande scomode (vedi il caso recente dei rimborsi a pioggia concessi da Astea ai clienti idrici dell’hotel House a cui la multi utility non concede il servizio da anni!), preferendo tacere e abbozzare. Evidentemente puntando soprattutto, alla voce incassi, sulla ghiotta indennità mensile di funzione.

In città, paladino dell’acqua più di altri, segnaliamo l’iniziativa di Achille GINNETTI (Progetto Osimo futura) che in Consiglio comunale, lo scorso inverno, sostenne la mozione della Consigliera 5 Stelle Caterina DONIA.
Si chiedeva di conoscere le strategie ideate dall’Amministrazione PUGNALONI per fronteggiare una eventuale crisi idrica nel nostro Comune. Il segno della Croce, pare, sia stato il progetto più autorevole tra quelli messi in campo.
Una risposta certamente di buon senso, non sappiamo quanto efficace da rendere ad una cittadinanza un attimino più speranzosa.
“Eppure – ha sottolineato GINNETTI, non soddisfatto della replica – sarebbe necessario adottare per tempo misure forti, in grado di gestire e non subire una possibile emergenza. E’ bene che Astea abbia cambiato alcune centinaia di metri di tubazioni, ma il nodo della questione è ben altro e riguarda le decisioni non prese dall’Aato 3 circa il finanziamento del Pnrr. Dei 78 milioni destinati alle Marche – ha ricordato GINNETTI – le altre Autorità hanno ottenuto risorse importanti (23 milioni Ancona, 20 milioni a testa Pesaro e Ascoli Piceno, il resto a Fermo, NdR.) il nostro territorio risulta unico a non aver nemmeno presentato domanda! Si è persa, senza un’alternativa e neanche conoscere il perché ufficiale della decisione, una occasione decisamente importante. Che ci auguriamo non dover pagare a caro prezzo”.

Cosa ne pensi?
Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.
Potrebbe interessarti

IL "GIARDINIERE" DI ACQUAROLI NEL GROVIGLIO DEI CONFLITTI: SCOTTA LA PRESIDENZA AMAP DA 2.000€ AL MESE
Leggi articolo
IL PD IRONIZZA SUL "CANDIDATO STRANO" MA A SVENTARE IL "DAJE COCCA" DELLA BORA E' TOCCATO AL CENTRO-DESTRA!
Leggi articolo
"OSIMO SIA UN MONITO, NON UNO SPAURACCHIO", LATINI RIVENDICA L'IDENTITA' CIVICA
Leggi articolo
LA "PECORA NERA" SALVERA' LA FACCIA AL CENTRO-DESTRA?
Leggi articoloResta aggiornato via Email
Ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella email. È gratuito e sicuro.
Resta aggiornato su WhatsApp
Ricevi le ultime notizie direttamente sul tuo cellulare. Niente spam, solo news importanti.