SCOSSICCI, LA PROTESTA ANIMALISTA SALE DI LIVELLO E PUNTA ALLE FINESTRE DEL PM CICCIOLI
Manifestazione bis per sabato 20 giugno, alle ore 10, col presidio degli attivisti indetto davanti al palazzo di giustizia di Macerata. La protesta mossa dall'esigenza della massima trasparenza su un inchiesta, quella sul "cimitero degli orrori", che non si vorrebbe impantanata in un vicolo cieco. Nel mirino l'ipotizzato stallo sulle perizie informatiche e la caccia ai complici della strage dei 55 cani


Prima di iniziare anche oggi a leggere, vorremmo ringraziarti per averci donato un caffè a sostegno... cliccando in maniera anonima qui: paypal.me/osimooggiblog
di Sandro PANGRAZI
A quattro mesi dal macabro ritrovamento e a due dalla prima storica mobilitazione a Scossicci, il fronte animalista torna a farsi sentire.
Sabato 20 giugno, alle ore 10, attivisti, associazioni e liberi cittadini si ritroveranno per un nuovo e cruciale presidio: questa volta però direttamente davanti gli uffici della Procura della Repubblica di Macerata.
La decisione di spostare la protesta nel cuore giudiziario della provincia nasce da un forte sentimento di frustrazione: la percezione diffusa è che le indagini sulla strage dei 55 cani e del gatto si siano impantanate o peggio fermate.
Un caso unico in Italia: l'evoluzione della protesta
Portare una manifestazione di protesta direttamente sotto le finestre di una Procura della Repubblica (e della dottoressa Stefania CICCIOLI, Pm titolare delle indagini) è un fatto che non ha quasi precedenti a livello nazionale nell'ambito dei crimini contro gli animali.
Se si guarda alla storia recente delle battaglie animaliste nel nostro Paese, le mobilitazioni davanti ai palazzi di giustizia si contano sulle dita di una mano e presentano differenze sostanziali:
1. Il precedente storico dei grandi processi:
La memoria va inevitabilmente alle mobilitazioni del 2014-2015 davanti al Tribunale di Brescia per il processo contro l'allevamento di beagle Green Hill.
In quel caso centinaia di attivisti si radunarono sotto le finestre del Palazzo di giustizia lombardo.
La differenza sostanziale: quelle erano manifestazioni, organizzate durante le udienze di un processo già in corso, nacquero per fare pressione morale sui giudici in attesa della sentenza.
2. Le proteste per i ritardi nei sequestri d'urgenza:
Ci sono stati rari casi di sit-in davanti alle procure (come a Milano o a Bologna) per chiedere ai magistrati di firmare con urgenza i decreti di sequestro preventivo di canili-lager o laboratori, prima che gli animali potessero sparire o essere abbattuti.
3. Perché il caso di Macerata fa un "salto di livello":
La manifestazione annunciata di Macerata si differenzia da quasi tutti i precedenti per un motivo cruciale: non contesta l'esito di un processo e non chiede un sequestro d'urgenza, ma contesta i tempi lenti della Procura in fase di indagine.
Questo tipo di protesta – il presidio per "sollecitare indagini apparentemente ferme" – è una modalità tipica delle grandi inchieste di cronaca nera umana o dei comitati delle vittime di stragi sul lavoro, ma è quasi una prima assoluta per un reato contro gli animali.
https://www.dottromaldini.com/
Il "Cimitero degli orrori": dove eravamo rimasti?
La vicenda di Scossicci ha sconvolto l'opinione pubblica locale e regionale, rimbalzando sino all'attenzione nazionale, per la sistematicità della violenza.
I sopralluoghi dei Carabinieri Forestali e delle guardie zoofile nella scarpata al confine con Loreto, sotto l'ormai tristemente famoso cavalcavia autostradale 192, hanno portato alla luce i resti di ben 55 cani, molti dei quali occultati in grandi sacchi neri di spazzatura, regolarmente privati del microchip identificativo per impedirne il tracciamento.
Ad aprile, la svolta investigativa con lo scoop di OSIMO OGGI: la Procura ha iscritto nel registro degli indagati un cacciatore di 53 anni, residente a Loreto tra Villa Costantina e Villa Musone, a pochi passi dal cavalcavia, accusato di uccisione e smaltimento illecito di animali.
Gli inquirenti ipotizzano l'esistenza di un vero e proprio "sistema": un teorema, al momento indimostrato, in cui l'uomo avrebbe agito come smaltitore seriale per conto di terzi, eliminando cani da caccia o da allevamento non più "utili" alla caccia o semplicemente non "commercializzabili".
Il "fattore indagato" tra vigilanza e presunzione di innocenza
C'è un elemento che surriscalda ulteriormente gli animi della piazza: l'attenzione che gli attivisti stanno riservando alle mosse dell'indagato.
Sul piano legale è doveroso sottolineare che l'uomo si trova attualmente a piede libero e che nei suoi confronti vige la piena presunzione di innocenza fino a un'eventuale condanna definitiva.
Tuttavia, la comunità locale e i comitati continuano a monitorare la situazione, mossi dal timore che il prolungarsi dei tempi d'indagine possa portare al rischio di inquinamento delle prove o alla cancellazione dei contatti chiave.
Questa vigilanza popolare si traduce in una pressione precisa sulle autorità, affinché l'esame dei dispositivi informatici avvenga prima che l'intera vicenda rischi di scivolare verso l'archiviazione.
https://www.facebook.com/sottoventonumana
N.B. Se invece fai parte della vecchia guardia e ritieni di sostenere il giornale della tua città andando direttamente alle Poste, dona ciò che ritieni opportuno MA FALLO! Ricarica senza aspettare domani la carta Poste pay numero 4023 6013 6599 0332 intestata a Sandro PANGRAZI C.F. PNG SDR 58B19 G157O GRAZIE
I motivi della mobilitazione: perché i cittadini scendono in piazza
L'attenzione mediatica e l'indignazione collettiva non sono calate. I promotori del presidio di sabato 20 giugno chiedono a gran voce che la giustizia faccia il suo corso senza rallentamenti, focalizzandosi su tre punti principali:
Sbloccare lo stallo burocratico: si "esige" trasparenza e rapidità sui risultati delle perizie informatiche effettuate sui telefoni e sui registri sequestrati all'indagato.
Identificare i mandanti: le associazioni (tra cui l'Enpa e molte altre) sottolineano che l'eventuale esecutore materiale non avrebbe agito da solo.
È fondamentale risalire ai proprietari degli animali che hanno commissionato le uccisioni; anche loro devono rispondere di complicità nella strage.
Nessun colpo di spugna: impedire che una delle più grandi barbarie contro gli animali della storia recente del Paese finisca nel dimenticatoio o venga liquidata con sanzioni irrisorie.
L'appuntamento è dunque per sabato 20 giugno alle ore 10, davanti alla Procura di Macerata, nella speranza, forse utopica, di trovare udienza nella stanza dei bottoni maceratesi.
I cittadini sono invitati a partecipare numerosi e pacifici, per dimostrare che la sensibilità e la richiesta di giustizia per gli animali hanno ormai raggiunto un livello di maturità sociale a cui le istituzioni non possono più voltare le spalle.
https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo



