SUPER NONNINA BATTE FIGLIA E INTORTA PURE FALSO CARABINIERE! PADIGLIONE, LA LUCIDITA’ DI UNA ANZIANA HA CONSENTITO L’ARRESTO

In manette, grazie ad un Norm iper tempestivo nell’organizzare la trappola, un 20enne napoletano incensurato. Stefano Adamo, da postino del call center campano, si è presentato in casa senza immaginare che i militari erano già sul posto, nascosti in sala, ad attendere il passaggio di mano degli 8.000 euro richiesti per il “favore”. Arrestato e rimesso in libertà in attesa del processo, il ragazzo è stato raggiunto da un fulmineo Foglio di via con il quale il malvivente ha dovuto lasciare la città entro 6 ore, per non rimettervi piede
E per una volta un’anziana madre, ultra 80enne, si è dimostrata non solo ancora lucida e più che sveglia, ma persino ben più presente a se stessa e furba della “giovane” figlia di “appena” 59 anni!
E’ successo qualche settimana fa, in via Linguetta, tra Padiglione e la prima periferia, ma soltanto in queste ore il nome di Stefano ADAMO, 20 anni, truffatore del collaudato rito del “falso Carabiniere”, è uscito alla ribalta quale autore di una tentata truffa da 8.000 euro!

Il ragazzo, fino a giugno incensurato, di origini napoletane, era il cosiddetto “postino”, ovvero il tassello di colui, già inviato sul territorio dalle varie organizzazioni campane che gestiscono il racket dei call center truffaldini, incaricato di materializzare la truffa… andando a casa della persona adescata per ritirare la cifra convenuta o i gioielli e l’oro benevolmente accettati in permuta, chissà per quale auto convinzione nel cervello della vittima.
Ma stavolta è andata diversamente e forse proprio il fatto di trovarsi in casa insieme, madre e figlia, e non soltanto l’anziana designata. O forse ha giocato la giovane età di Stefano ADAMO che a 20 anni, nonostante il marchio di fabbrica “made in Napoli”, ha probabilmente accettato di correre un rischio doppio.
Fatto sta, per le brevi, che quando attorno le ore 14 è giunta la telefonata del call center narrante la solita storiella del marito autore di un grave incidente stradale, madre e figlia si sono giustamente allarmate… al punto che la figlia 59enne ha talmente insistito per ottenere dall’anonimo interlocutore, presentatosi come Carabiniere, un indirizzo del luogo del sinistro.
Cos’è il genio se non, insegnava MONICELLI, fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione? Una ricetta che i napoletani hanno da sempre nel proprio Dna e che stavolta è stato utilizzato al volo, come variante, spedendo l’apprensiva “figliola” ad Ancona, in una strada a caso, sede del sinistro.
Evidente lo scopo: isolare la vittima per passare al lato B della truffa, ovvero la richiesta salvifica di accettare 8.000 euro (in contanti o preziosi) necessari per transare all’istante una partita assicurativa altrimenti dipinta ben più consistente.
E’ a questo punto, però, fuori programma per fuori programma, che si è accesa la mente dell’anziana, insospettita neanche poco da una richiesta così insolita.
Che fare? Trattenuta al telefono fisso di casa come da copione, la nonnina scaltra ha escogitato sull’impronta un contro piano. Per prima cosa, con la scusa di un bisogno corporale urgente, è riuscita a motivare al centralinista (che pensava di averla intortata come decine di altre vittime) la necessità di recarsi in bagno… non prima, però, di aver estratto dalla tasca un cellulare con il quale si è messa in contatto col 112 e da qui, in pochi secondi, con la centrale operativa dei Carabinieri.
Insomma quando la nonna si è finalmente liberata per tornare a conversare col falso carabiniere al telefono fisso di casa… i veri Carabinieri, quel Nucleo operativo e radiomobile, erano già in via Linguetta; anzi nella sala di casa, pronti ad attendere l’arrivo dell’ignaro “postino”.

A questo punto, cosa dirlo a fare, per gli uomini diretti dal Luogotenente Giuseppe ESPOSTO è stato semplice come bere un bicchiere di acqua fresca, attendere il momento del perfezionarsi della truffa, ovvero il passaggio di denaro da una mano ad un’altra, per saltare fuori dal nulla e dichiarare Stefano ADAMO in stato di arresto, ammanettato in diretta, in super flagranza di reato.
Per il napoletano, vistosi accerchiato in un attimo da almeno tre o quattro “energumeni”, in divisa e non, è stato un colpo al cuore che ha impedito al 20enne, vergine di manette, qualsiasi reazione, arrendendosi senza opporre resistenza.
Stefano ADAMO, condotto in caserma. è effettivamente risultato incensurato, pendolare del crimine però, per conto di più call center.
Convalidato l’arresto e non essendoci motivo di essere trattenuto in carcere il ragazzo (su cui le indagini continueranno per chiarire eventuali responsabilità su altre truffe andate a segno nell’Osimano) è così stato rimesso in libertà… salvo essere colpito, il giorno dopo, da un provvedimento del Questore che gli ha intimato di lasciare Osimo all’istante (e comunque entro il tempo massimo di 6 ore!) e di non farci più ritorno per i prossimi anni.
Che dire? Anche le nonnette, a volte, possono battere per strategia e furbizia, oltre che per esperienza, figlie troppo apprensive e pure nipotini assai fiduciosi. Osimo lo ha appena dimostrato.
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