mercoledì, 01 aprile 2026

TORRETTE, 1.600 SACCHE DI PLASMA AL MACERO... MA GOZZINI APRE LA CACCIA ALLE STREGHE CONTRO CHI RACCONTA LE NOTIZIE!

Con una retribuzione da 155mila euro lordi l’anno, il manager spende le proprie ore, pagate a caro prezzo dai contribuenti, per perseguire chi informa anziché chi ha sbagliato! Un atteggiamento che offende i donatori e trasforma la ricerca della verità in un reato di lesa maestà

Di Sandro Pangrazi | 31-Mar-2026 4 min di lettura
(0 voti)
TORRETTE, 1.600 SACCHE DI PLASMA AL MACERO... MA GOZZINI APRE LA CACCIA ALLE STREGHE CONTRO CHI RACCONTA LE NOTIZIE!

 

Pubblicità

https://www.dottromaldini.com/

di Sandro PANGRAZI

L’inenarrabile è accaduto e non è più riparabile. 1.600 sacche di plasma – circa sei quintali di materiale biologico preziosissimo frutto della generosità dei marchigiani – sono finite nel secchio dei rifiuti speciali. 
Un disastro che grida vendetta e che, fino ad oggi, è stato venduto ai marchigiani come una "fatalità non controllabile", forse nel tentativo di mettere al riparo da responsabilità precise da nomi e cognomi, ben noti. Forse anche troppo.

STIPENDIO DA EUROPARLAMENTARE, REAZIONE DA MURO DI GOMMA
In tutto questo scenario desolante emerge in negativo la figura di Marco GOZZINI, dal 2023 Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria delle Marche. 
Un manager che percepisce uno stipendio di 154.937,06 euro lordi annui + premi di risultato, rimborsi spesa e benefit – cifra che lo equipara ampiamente ad un europarlamentare – ma che, anziché schierarsi dalla parte dei cittadini che pretendono la verità sacrosanta, ha scelto di scagliarsi contro la stampa, ultimamente bersaglio morbido e facile.
Invece di ringraziare chi lavora per far luce su vicende che rischiano di ripetersi in altri rami della sanità, GOZZINI spende il tempo per cui è lautamente pagato per minacciare, rincorrere e promettere esposti. Ma a tutela di chi?

GLI ALLARMI IGNORATI: IL CASO MONTANARI
Eppure i colleghi che hanno seguito l'inchiesta, hanno fatto emergere dettagli inquietanti che GOZZINI sembra voler ignorare: per oltre un mese il dottor Mauro MONTANARI, ex direttore del Dipartimento Regionale di Medicina Trasfusionale delle Marche, aveva lanciato allarmi precisi ai vertici della regione. 
MONTANARI segnalava l’impossibilità, per croniche carenze di organico, di processare tutto il plasma raccolto. 
Le sue richieste di rallentare temporaneamente la raccolta sangue per non mandarlo al macero sono state tuttavia sistematicamente ignorate, portando dritto al disastro che oggi tutti conosciamo.

LA NARRAZIONE DI COMODO E IL DISPREZZO PER L'INFORMAZIONE
Oggi il Direttore ha alzato i toni con una nota che lascia sbalorditi: "Alimentare letture diverse significa fornire una narrazione fuorviante... la verità deve emergere, nella sua interezza e nella sua oggettività, al di là di ogni strumentalizzazione".
Parole che si scontrano con l'ammissione, tra le righe, di un fallimento gestionale: l’Azienda chiarisce infatti che le criticità "non sono riconducibili a carenze strutturali, bensì a una gestione non ottimale delle risorse disponibili". 
Se le persone c’erano e gli allarmi di MONTANARI erano chiari, perché non si è intervenuti? 
Anziché rispondere a questa semplice domanda, GOZZINI preferisce puntare il dito contro chi ha fatto trapelare la verità cruda della notizia non più celabile.

Armando Marco GOZZINI, 68 anni, da tre Direttore generale al Regionale di Torrette.

L'OSSESSIONE PER LA REGIA OCCULTA
Non contento, il Direttore ha annunciato una vera e propria offensiva legale: "Non è accettabile che comunicazioni interne vengano diffuse all’esterno generando allarmismi... è già stato presentato un esposto per possibili violazioni della normativa sulla riservatezza". 
L'apice della difesa di ufficio arriva con il deposito di un secondo atto volto a verificare l’eventuale esistenza di una "regia, anche indiretta" finalizzata a screditare, chissà perchè, l’Azienda.

UN BRAVO A FANPAGE: IL MERITO DI AVER ROTTO IL SILENZIO
In questo clima di caccia alle streghe, un plauso va a chi ha avuto il coraggio di non girarsi dall’altra parte. 
È grazie all’inchiesta coraggiosa dei colleghi di FANPAGE, capace di portare alla luce mail interne e prove documentali inconfutabili, che i marchigiani hanno potuto conoscere la verità sullo scempio del plasma avvenuto a Torrette. 
Senza il lavoro di chi scava tra le carte, oggi saremmo ancora fermi alla versione ufficiale della "fatalità tecnica", al disastro senza colpe.

LA VERITÀ NON È NEGOZIABILE
Mentre il plasma marciva perché i vertici ignoravano gli allarmi di MONTANARI, l'Azienda si preoccupa molto di più di "tutelare l'immagine" anzichè fornire nomi e cognomi, possibilmente con foto e indirizzo. 
Anche perchè la fiducia dei cittadini non si recupera con le denunce verso chi informa, bensì con la trasparenza del proprio operato anche troppo ben pagato. 
I marchigiani non cercano complotti, cercano i responsabili di uno spreco che offende ogni singolo donatore.

https://qualitaeamore.it/ristorante/cucina-contadina/?utm_source=osimooggi&utm_medium=referral&utm_campaign=articolo_editoriale&utm_content=grafica_ancona

 

 

 

Pubblicità

Cosa ne pensi?

Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.

Potrebbe interessarti