TRA ACQUAROLI E LATINI LA “MANDRAKATA” DI ORSETTI RICOSTRUZIONE ALLA “FEBBRE DA CAVALLO” DI 96 ORE CONVULSE

Chiedendo anticipatamente scusa ad Enrico Vanzina per il maltrattamento che ci apprestiamo a combinare ad un cult autentico del cinema italiano di ogni tempo come “Febbre da cavallo” (1976), proviamo a prendere in prestito la “storia” di Bruno Fioretti, detto Mandrake, e dei suoi amici di sventura da ippodromo… per provare a capirci di più, con un sorriso, come sono veramente andate le cose nei quattro giorni più lunghi – purtroppo anche gli ultimi da qui al 2035 – del Centro-Destra osimano abbinato ai Civici di ogni colore.
MICHELA GLORIO INCORONATA SINDACO DA ANTONELLI, CHI ARRIVERA' SECONDO?
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PERSONAGGI ED INTERPRETI:
MANDRAKE Raimondo Orsetti
SOLDATINO Cavallo un tempo vincente Dino Latini
ER POMATA Francesco Acquaroli
BELLI CAPELLI Sandro Antonelli
MANZOTIN Francesco Pirani
ER VENTRESCA Achille Ginnetti
MAFALDA Monica Santoni
ER ROSCIO Damiano Pirani
BERNADETTE (cavalla di razza) Michela GLORIO
ER POMATA è disperato. SOLDATINO da tempo non vince più come un tempo; il piatto delle scommesse piange. E i conti non tornano da un pezzo. Che fare?
Finalmente i due si fanno venire un’ottima idea e corrono a descriverla a MANDRAKE per dargli un corpo e un’anima al prossimo “Gran premio degli Assi” programmato nell’ippodromo osimano.
Con raggiri e gag degli del miglior Gigi PROIETTI ed Enrico MONTESANO, alla fine ER POMATA e SOLDATINO riescono a convincere MANDRAKE a non tirarsi indietro e a coinvolgerlo nella corsa addomesticata.
E in effetti, un venerdì pomeriggio, MANDRAKE si presenta all’ippodromo riuscendo a far convogliare il grosso delle scommesse sul ritorno alla vittoria di SOLDATINO.

L’entusiasmo del pubblico è però ben presto annacquato dai dubbi e dalle perplessità degli addetti ai lavori.
La prima a manifestare incertezza sull’investimento a scommettere su SOLDATINO, attraverso le belle parole spese da MANDRAKE, è MAFALDA; mangiata la foglia, la co-protagonista femminile di “Febbre da cavallo” sarà la prima a dar vita ad un video – ante litteram per il tempo, siamo pur sempre ambientati quasi mezzo secolo fa – in cui si mescolano problemi veri a situazioni più di comodo, di fatto con MAFALDA a chiamarsi fuori dalla scommessa che avrebbe dovuto sbancare l’ippodromo osimano.
Parrebbe un caso isolato. Tanto che pure BELLI CAPELLI, il più infido della compagnia, ad un primo parere, tutto sommato parrebbe possibilista… ma prima, gli scappa detto, dovrà sentire la sua cerchia di amici: ER ROSCIO ed ER VENTRESCA in particolare, oltre a doversi confrontare, in gran segreto, con MANZOTIN, nominato di continuo nella trasposizione osimana ma di fatto senza un’anima e un corpo.
ER POMATA, mangiata la foglia, decide di strigliare ulteriormente le truppe tornando, un lunedì sera, di nuovo all’ippodromo per spendersi presso dubbiosi, insoddisfatti e timorosi vari di beccarsi da SOLDATINO una fregatura.
Dal canto suo BELLI CAPELLI, non contrario a scommettere, in via di principio, sulla vittoria di SOLDATINO, riceve nel frattempo il no ufficiale dei suoi inseparabili amici – ER VENTRESCA ed ER ROSCIO su tutti – con MANZOTIN, sempre evocato ma mai inquadrato ad annuire soddisfatto.
Ed eccoci a martedì pomeriggio, al termine delle 96 ore narrate nella ricostruzione presa in prestito da VANZINA.
Tutto all’ippodromo di Osimo è pronto per correre il Gran Premio degli Assi, con gli osimani accorsi sulla fiducia per toccare con mano la rivincita, sul trotto, di SOLDATINO sulla grande favorita BERNADETTE.
Piovono le scommesse con la vittoria di SOLDATINO pagata quasi alla pari dell’avversaria; insomma il film si avvia verso un possibile lieto fine quando, dall’altoparlante dell’ippodromo prende mestamente la parola MANDRAKE per annunciare il colpo di scena: non ci sono le condizioni per accettare la sfida, SOLDATINO pur ben allenato e per una volta con i favori del pronostico, deve ritirarsi e non potrà essere al via.
Grande scoramento tra gli osimani a cui si riscontra un profondo sospiro di sollievo della cavalla purosangue BERNARDETTE (e del suo driver) per il pericolo scampato in extremis.
La “mandrakata”, nell’aria e lungamente attesa, aveva funzionato lasciando SOLDATINO ed ER POMATA senza parole e senza fiato.
Ai giornalisti che, insistendo, chiedono lumi sul forfait quando ormai gli ostacoli principali per correre e magari vincere davvero sembravano solo un ricordo, MANDRAKE ha risposto. “Ce l’ho messa tutta, ho preso SOLDATINO molto sul serio. Purtroppo all’ultimo minuto le condizioni per fare bella figura sono svanite, non per colpa mia. Ho già comunicato a ER POMATA la decisione che non avrei voluto prendere… ma credetemi SOLDATINO non avrebbe potuto vincere; troppa sfiducia sulle condizioni attuali… troppo tempo è passato da quando SOLDATINO, frutto della nostra scuderia, metteva gli altri cavalli in fila indiana riuscendo a sopravanzare grazie, almeno, ad un proverbiale corto muso.
Il film, nella realtà, prosegue con altri colpi di scena e battute consegnate alla storia… mentre la rivisitazione in chiave osimana può finire qui… con la mandrakata da maestro di un consumato addetto ai lavori come Raimondo ORSETTI, svincolatosi dall’angolo con una maestria e leggerezza tale da non destare, quasi, sospetto.
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