TRUFFATORI NAPOLETANI RIPULISCONO ANZIANA FIDARDENSE! LA MOBILE RECUPERA IL BOTTINO E ARRESTA I DUE FARABUTTI

Il colpo martedì ai danni di una 78enne residente in centro storico. La poveretta ha consegnato quasi mezzo chilo d’oro e un Rolex di pregio ad un corriere napoletano… credendo alla storiella telefonica di dover aiutare il figlio da un ingente debito improvviso. In manette due giovanissimi del malfamato condominio Le Vele nel quartiere di Scampia: Alessandro Passaretti, 23 anni e Francesco Capaldo, 19 anni, incensurato. Avevano preteso persino la fede nuziale della poveretta!
Da qualche giorno la Squadra Mobile stava lavorando su una Opel nera, modello Mokka, segnalata in provincia di Ancona e “abitata” da giovanissimi napoletani, probabili truffatori seriali di anziani sprovveduti.
Una informazione rivelatasi vincente giusto martedì pomeriggio quando, tra Osimo e Castelfidardo, la presenza dell’auto è stata più volte avvistata fare la spola, come in attesa di entrare in azione.
Segno evidente che una squadra di falsi corrieri stava aspettando dalla centrale telefonica nel Napoletano l’ok per entrare in azione e alleggerire, senza scrupolo alcuno, la vecchietta di turno. A colpo sicuro; depredando la vittima pure delle fedi nuziali!

Il mezzo in questione, in effetti, è stato agganciato attorno mezzogiorno da un’auto civetta della Squadra Mobile dorica nei pressi di Castelfidardo e seguita a debita distanza, senza destare sospetti-
Alla guida della Mokka Alessandro PASSARETTI, 23 anni, napoletano di Scampia, anzi persino residente nelle malfamate “Vele”, deprecabile set tv e “alveare” di ogni criminalità.
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Già carico di precedenti, con PASSARETTI viaggiava un complice, il 19enne Francesco CAPALDO, pure originario della zona di Secondigliano, quartiere nord dell’area metropolitana napoletana, dove Gomorra confina con camorra.

Incredibilmente ancora incensurato, sconosciuto di fatto alla Giustizia, CAPALBO era l’incaricato, designato dalla strutturata organizzazione criminale, di bussare alla porta di turno e ritirare materialmente il bottino: circa mezzo chilo di oro (valore circa 15.000 euro) e un orologio Rolex stimato altri 10.000.
Il tutto messo insieme da una 78enne residente in centro storico, in via Mordini, pur di “salvare” da guai pretestuosi un complice dei due, spacciatosi al telefono per il figlio!
“Mamma aiutami, ti prego!”. Questo il grido di dolore del napoletano-figlio, spiegando alla madre che non lo riconosceva al telefono di casa di essere fortemente raffreddato.
L’uomo alla fine ha avuto agio di supplicare alla vittima di aiutarlo con ogni mezzo, trovandosi disperato, lontano da Castelfidardo e dalla sera alla mattina debitore di una somma importante.

Da qui la soluzione suggerita all’anziana di aprire casa ad un amico – Francesco CAPALBO, il complice ancora illibato al casellario – che si sarebbe prestato a raccogliere la somma e/o gli oggetti di valore reperiti, per poi consegnarli al “figlio” e metterlo in condizioni di far fronte all’imprevisto.
Chiaramente i due napoletani non immaginavano, neanche lontanamente, di essere stati agganciati e seguiti dagli uomini del dottor Carlo PINTO, capo della Squadra mobile anconetana.
I poliziotti, così, dalle parti della Porta del Sole, hanno visto la Opel accostare e il giovane trasportato scendere e perdersi per via Battisti e i vicoli del centro fidardense… il tutto mentre l’autista, Alessandro PASSARETTI proseguiva lentamente alla guida.
Pochi minuti di attesa, un quarto d’ora, forse meno ed ecco nuovamente l’Opel sotto osservazione transitare di nuovo nei paraggi, caricare CAPALDO e dirigersi senza dare sospetto alla volta di Ancona.

A fare cosa?
I poliziotti lo scopriranno a breve. Giunto agli Archi, capolinea di Flixbus, CAPALBO è stato visto di nuovo scendere dall’auto e perdersi tra la gente. Perché?
Intuito, mestiere e un pizzico di fortuna hanno consentito ai poliziotti di comprenderne le ragioni: mentre un paio di agenti, a piedi, si sono messi a scandagliare l’area, l’Opel ha proseguito, seguita discretamente stavolta dagli uomini del Commissariato di Osimo.
Infatti rapide indagini, tutto attorno al capolinea, hanno portato i poliziotti a credere che il duo napoletano, realizzando un piano a tavolino, abbia inteso dividersi di proposito per rendere più difficili eventuali ricerche dei fuggitivi tutto attorno Castelfidardo e provincia.
Detto e fatto. In pochi minuti gli agenti hanno notato un ragazzo “rintanato” in una pensilina di attesa, intento a non farsi notare e soprattutto ansioso di poter salire sul mezzo Flixbus, destinazione Napoli, in partenza nel pomeriggio.
Appena 13 euro di corsa e soprattutto l’assoluta certezza di non essere disturbati.
Su quel mezzo, però, Francesco CAPALDO non è mai salito. Adocchiato dagli agenti, il ragazzo ha perso la propria “verginità” quando dalla perquisizione personale è saltato fuori l’intera refurtiva truffata a Castelfidardo.
Tutta tranne una Sterlina d’oro, valore 700 euro, parte del bottino, che incastrerà poco dopo anche l’autista della Opel, in viaggio autostradale verso Napoli.

A bloccarlo sull’A/14, nei pressi del casello di Porto San Giorgio, un’auto del Commissariato che, diligentemente, stava continuando a pedinare il truffatore, in attesa di ordini dalla sala operativa.
Pochi minuti e alla prima piazzola utile l’Opel Mokka è stata fatta accostare e al ragazzo notificato lo stato di arresto per la truffa disinnescata in flagranza.
L’indomani entrambi i napoletani sono stati ascoltati, ad Ancona CAPALDO e a Fermo PASSARETTI per la conferma dell’arresto e la celebrazione del processo per direttissima, non ancora fissato.
Di certo il più giovane si trova, al momento, alle Vele di Scampia, agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio. Non si hanno notizie più precise sull’altro essendo l’iter amministrato da una diversa Procura.
Per entrambi, per non sbagliare, il Questore CAPOCASA ha emesso in giornata una doppia misura cautelare prescrivendo l’abbandono del territorio provinciale di Ancona – e di non farvi ritorno – fino a marzo 2028.
Agli agenti del Commissariato osimani e ai valenti uomini della Mobile diretti dal dottor PINTO, i complimenti della redazione per aver portato a soluzione uno dei troppi casi di allarme sociale che devastano il territorio.
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