VANNACCI A ZAN: “LEI GAY? NON RAPPRESENTA LA NORMALITA’” MA AL SOLITO IL DEM CADE DAL PERO E FINGE DI NON CAPIRE

Il Generale, nella quotidiana battaglia in tv contro l’affermarsi del pensiero unico, dominante nella società italiana grazie al politicamente corretto imposto dalla Sinistra, anche ieri sera ha spiegato, con santa pazienza, la differenza del significato, in senso statistico, del termine “normale” o sulla diversa tipicità tra cittadini, entrambi italiani e con pari diritti e doveri, ma dai differenti tratti somatici. Spiegazioni molto ovvie che, nella loro banalità, sovvertono però la linea di pensiero che il Pd vorrebbe continuare ad imporre agli Italiani
“Come gay, lei non rappresenta la normalità”.
Durante “Quarta Repubblica”, invitati appositamente per attrarre audience in prima serata tv, anche ieri sera aria di ovvietà.
Il Generale Roberto VANNACCI, candidato con la Lega alle elezioni Europee 2024, col solito show a forza di giudizi volti a sfondare il pensiero unico instaurato dalla Sinistra e dall’altra un esponente Pd, meglio se sessualmente di gusti extra.
E ieri sera la volta di Alessandro ZAN, esponente del Pd, lasciato delirare da PORRO durante Quarta Repubblica su Rete4, sulla solita scoperta dell’acqua calda.

“Lei sta dicendo cose che sono fuori dalla Costituzione” – si è detto convinto l’On. ZAN contro ribattendo a VANNACCI:
“Guardi che non c’è nessuna differenza di diritti tra me e lei; tra chi è omosessuale e chi non lo è. Dico solamente una ovvietà: ciò che non è normale non rientra nella norma.
Se avessi detto, ad esempio, che voi gay siete eccezionali, avrei detto la stessa cosa. L’eccezionalità non è normalità. Per questo non ho mai ritrattato nulla di ciò che ho scritto. Lei ZAN come omosessuale non rappresenta la normalità. Non si allarmi, guardi che è un puro fatto statistico”.
Parole da “nazista”, ha commentato ZAN non trovando di meglio da ribattere. E proseguendo sulla stucchevole polemica ha aggiunto: “Hitler diceva che gli omosessuali non sono normali”.
Il Generale si è quindi soffermato su un altro tema tipico, affrontato decine di volte sempre con la stessa ondata di identiche inutili polemiche: il colore della pelle.

“Il pensiero unico ci ha portato a cambiare il significato delle parole” – ha saggiamente osservato VANNACCI, trasformandosi come quasi ogni sera da candidato a giornalista
“Io non dico che una persona di colore non è italiana, dico che i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità tipica”.
“Sono parole gravissime… che infangano le forze armate” – ha provato ad interrompere l’On. ZAN, a corto di argomenti, sforzandosi di non capire.
E così di nuovo ad insistere. “Lei fa una discriminazione, alimenta odio” – si è detto convinto ZAN prima del calar del sipario-tv.
Giusto in attesa di riprendere la polemica tra qualche giorno, con la solita scontata litania.
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